Come è nata la sua passione per la pittura?

«Direi che il dipingere è stato fin da bambina un bisogno che assorbiva ogni momento della giornata: bastava avere davanti un foglio, delle matite e dei colori ed io ero felice e tutta assorta nei miei lavori. La mia formazione è iniziata presso il liceo artistico Giuseppe Terragni di Como dove ho conseguito il diploma artistico nel 1998. Interessata sin dalla giovane età all’arredamento d’interni, ho deciso di proseguire per una via parallela studiando all’Accademia di Architettura a Mendrisio e ottenendo la qualifica di architetto nel 2004. Dopo un periodo di apprendistato presso un paio di studi d’architettura tra Milano e il Canton Ticino, dal 2006-2008 sono diventata comproprietaria di uno studio d’architettura nel Canton Ticino e dal 2008 ho aperto il mio studio d’architettura con sede odierna a Bissone. Dal 2010 ad oggi ho realizzato nel Canton Ticino più di dieci case prefabbricate in legno unifamiliari e bifamiliari, in collaborazione con la società Schwörer Haus KG produttore leader di costruzioni in legno».

Perché nei suoi lavori ricorre così spesso il volto umano, e in particolare spiccano gli occhi?

«Gli occhi sono veramente lo specchio dell’anima. L’importanza dello sguardo e dell’espressività è inscritta nella storia dell’uomo fin dai suoi albori, come testimoniano le più antiche opere d’arte e letterarie, a partire dall’Antica Grecia fino ad arrivare alle forme più recenti di Romanticismo ed Espressionismo. Lo sguardo dell’Altro non è solamente un elemento centrale per sintonizzarsi affettivamente col mondo interiore di un’altra persona, bensì anche un elemento costitutivo per la nostra stessa esistenza e per l’immagine che sviluppiamo di noi stessi. Si può dunque comprendere come la dimensione espressiva degli occhi e dello sguardo umano non sia solo centrale per la capacità di entrare in contatto col vissuto dell’Altro, quindi di empatizzare, ma anche per la capacità di guardare dentro al proprio mondo, alla propria essenza». 

Nei suoi lavori molto spesso sono raffigurati volti di persone di colore. Quali le ragioni di questa scelta?

«Negli anni passati ho trascorso lunghi periodi in Africa e sono rimasto affascinato dalla bellezza di queste figure che poi ho cercato di riprodurre sulla tela, utilizzando colori bruni e scuri e giocando con il contrasto nei confronti di vesti particolarmente variopinte e colorate. Sono immagini di persone che esprimono severa dignità, gravità etica e morale, persone di colore che esprimono la loro rassegnazione per l’irrisolvibile degrado: neri magri, affamati, in preghiera, in attesa di acqua potabile, che tuttavia dimostrano un tenace attaccamento alla propria terra, alle tradizioni avite tentando così un’improba emancipazione civile e sociale».

La sua tecnica ritrattistica è stata paragonata alla fotografia…

«In effetti, mi ispiro talvolta ad un’immagine fotografica che magari ho vista riprodotta su un giornale o una rivista. Si tratta, in altre parole, di una figurazione derivata sia da una, a tratti purificata, New imagine painting sia dalla dura definizione die Neue Wilden di cui mantiene accentuata frontalità ed imponenza dei soggetti. Ma tutto questo viene poi reinterpretato in base alla mia sensibilità artistica e al mio carattere allegro e giocose. Proprio per questo, soprattutto nei miei ultimi lavori ho introdotto elementi ironici e caricaturali che conferiscono un tocco divertente e originale ai miei ritratti».

Perché la scelta di dipingere soprattutto quadri di grande formato?

«Anche questo aspetto fa parte del mio carattere. Sono molto perfezionista e mi piace curare meticolosamente ogni dettaglio dei miei lavori. Le grandi dimensioni di una tela mi danno la possibilità di entrare nel particolare, riproducendo la realtà in ogni suo minimo aspetto. Forse proprio per questa ragione i volti e gli occhi che ti guardano dalle pareti di una casa sembrano andare al di là della superficie fisica dei corpi per arrivare direttamente all’anima delle persone».

Quali sono state le sue principali mostre?

«Nel tempo, ho esposto a Cernobbio, Milano, Berlino, presso Parigi e poi ancora alcune sculture (un’altra delle mie passioni che vorrei coltivare sempre più assiduamente) a Roveredo nei Grigioni. Adesso spero di tenere presto una mia mostra personale in Ticino».