Perchè Wopart?
«Lugano, città con un’importante presenza nel mondo dell’arte, con il LAC che rappresenta un polo culturale d’eccellenza, con gallerie e un qualificato pubblico di collezionisti e appassionati, meritava una sua fiera d’arte. Per questo lo scorso anno abbiamo lanciato il progetto Wopart, Work on Paper Fair, che subito ha riscosso un lusinghiero successo. Ora siamo chiamati a confermare i risultati ottenuti e le premesse ci sono tutte, con una rilevante crescita degli espositori, significative collaborazioni e un denso programma di iniziative che coinvolgeranno tutta la città».
Possiamo entrare più nel dettaglio del programma di Wopart 2017?
Diciamo subito che questa seconda edizione presenterà opere d’arte su carta tra Antico (10% circa), Moderno (30%), Contemporaneo (50%) e fotografia (10%). Abbiamo deciso di concentrarci su un settore che, in questi anni, ha riscosso un interesse via via crescente: le opere su carta. Ne è un esempio non soltanto il successo di fiere storiche come il Salon du Dessin di Parigi, specializzato nel disegno antico – un genere tutt’altro che minore, soprattutto dalla fine dell’Ottocento in poi, quando ha conquistato la sua autonomia artistica –, ma anche ciò che accade nel contesto di fiere prestigiose come il Tefaf di Maastricht, dove la sezione dedicata alla carta si è ingrandita anno dopo anno, attraendo i collezionisti. Inoltre, il filone delle opere su carta è una miniera immensa: molte gallerie contemporanee possiedono una cospicua collezione di disegni che magari non espongono e Wopart è un’occasione per farlo».
A quale pubblico si rivolge la fiera?
«Le opere su carta, di artisti e periodi storici differenti, catalizzano l’attenzione di un’ampia fetta di collezionismo. Non solo i collezionisti esperti, che possono trovare qualche chicca, ma anche i collezionisti medi e piccoli, che vogliono togliersi la soddisfazione di acquistare una stampa antica oppure un bozzetto di Picasso senza spendere cifre esorbitanti. Una fiera come Wopart è democratica, non nel senso di low cost, ma di luogo in cui, con un investimento ragionevole, si può entrare in possesso di opere di qualità. Queste ultime, inoltre, appartengono a un orizzonte temporale molto vasto che costituisce una delle caratteristiche peculiari della fiera».
Come è strutturata l’organizzazione della fiera?
«Organizzata dalla società LoboSwisse, Wopart si avvale di un comitato scientifico di livello internazionale, per la selezione delle gallerie e assicurare la qualità della manifestazione. Prevediamo la presenza di circa 70 gallerie, tra cui alcuni nomi importanti luganesi, italiani e internazionali, con significativi arrivi dall’Argentina, dal Messico, New York, Parigi e Londra. Confermata la partecipazione come media partners di tutte le più importanti testate della stampa e televisive dal Ticino e dall’Italia. E poi, di primo piano anche il programma di eventi collaterali che stiamo organizzando all’interno di Wopart e nella città di Lugano».
Di cosa si tratta più precisamente?
«Sicuramente molto interessante la mostra sul libro d’artista organizzata da Marco Scotini che coinvolgerà circa 40 importanti collezionisti e avrà luogo in una prestigiosa sede luganese. E poi una mostra di fotografia organizzata da Camera, una rassegna organizzata dal Museo delle Culture e tutta una serie di talk cui parteciperanno importanti personaggi della cultura e operatori del settore. Inoltre è allo studio un percorso all’interno delle principali gallerie cittadine che daranno vita ad appositi eventi ed esposizioni».
Dunque un coinvolgimento della città a vari livelli…
«Certamente. Ho riscontrato una significativa crescita di interesse da parte delle istituzioni cittadine e una disponibilità a collaborare per organizzare significativi eventi. Abbiamo una grande attesa per quanto riguarda anche la risposta del pubblico e dei collezionisti, perché siamo convinti che Wopart abbia tutti i numeri per crescere ed affermarsi come una manifestazione di qualità che ben si inserisce nel quadro delle attività culturali della città di Lugano».