Villa Negroni a Vezia ospita il nuovo appuntamento della rassegna Vincenzo Vicari. Il Ticino che cambia, voluta dalla Divisione Cultura della Città di Lugano e organizzata in collaborazione con l’Associazione Bancaria Ticinese. L’occasione è il centenario del grande artista svizzero, che ha saputo rappresentare la vita nella regione di Lugano come pochi altri.

Nei corridoi di Villa Negroni, un percorso cronologico con oltre 100 fotografie che documentano l’evoluzione del mondo del lavoro in Ticino tra gli anni Trenta e gli anni Ottanta del Novecento, dalle industrie tessili e del tabacco del primo dopoguerra, allo sviluppo del terziario.

All’inaugurazione erano presenti  Franco Citterio, direttore dell’ABT, Roberto Badaracco, Capodicastero Cultura della Città di Lugano, l’economista Silvano Toppi e lo storico Alberto Gandolla, insieme al curatore della mostra Damiano Robbiani.
«È importante organizzare manifestazioni che ricordino il ruolo essenziale del nostro patrimonio storico e artistico per la comprensione del presente”, ha esordito Badaracco. “L’archivio del fotografo Vincenzo Vicari, acquistato dalla Città nel 1988 e arricchito da successive donazioni, ci permette di leggere le profonde trasformazioni economiche e sociali che hanno portato al Ticino di oggi. Da questa mostra, che ha goduto dell’appoggio dell’ABT, esce l’immagine di un territorio in continuo cambiamento – ha proseguito il Capodicastero – nel quale le banche hanno avuto un ruolo decisivo nello sviluppo delle attività lavorative e imprenditoriali”.

“Ma gli scatti di Vicari documentano anche momenti critici – ha spiegato – come la crisi economica successiva al crac del 1914, che determinò un lungo periodo di stagnazione caratterizzato da industrie ancora poco meccanizzate che sfruttavano manodopera femminile a buon mercato. Nei decenni successivi gli istituti bancari divennero – lo documentano benissimo le immagini in mostra − importanti datori di lavoro e trascinatori di un’economia ticinese ormai votata al terziario”.

Il direttore ABT Franco Citterio ha aggiunto: «Non solo il settore bancario ha da sempre un’importanza storica per quanto riguarda il benessere del Cantone, ma bisogna sottolineare anche il ruolo giocato dagli istituti di credito nello sviluppo dell’economia ticinese. Infatti, l’afflusso di capitali in Svizzera ha permesso il mantenimento stabile della moneta e dei tassi d’interesse, a beneficio dei cittadini e delle imprese. Le immagini della mostra – ha proseguito Citterio – oltre a suscitare una certa nostalgia, permettono di riflettere su quanto si sia evoluto il settore nel tempo, proiettandosi verso un futuro sempre più tecnologico”.

Con la mostra aperta a Vezia si completa l’articolato progetto espositivo dedicato a Vincenzo Vicari che coinvolge altre quattro sedi: Palazzo Reali a Lugano, il Museo della Pesca a Caslano, la Casa Rotonda a Corzoneso e l’Antico Torchio delle Noci a Sonvico. Il ciclo di incontri tematici sulla produzione del fotografo riprenderà lunedì 19 ottobre con una conferenza dedicata alla Lugano che cambia negli anni 1930-1980. Per partecipare è necessario annunciarsi sulla piattaforma prenota.lugano.ch.