Dopo una brillante carriera nell’ambito della ricerca accademica, della gestione strategica e finanziaria e delle relazioni istituzionali, Valentina Del Fante è dal settembre 2025 Direttrice Affari Generali e Vice Direttrice Esecutiva del LAC, nell’ambito della Direzione guidata da Andrea Amarante.Il suo ruolo unisce strategia, finanze e relazioni istituzionali: quali sono oggi le leve principali su cui agisce per contribuire allo sviluppo del LAC?

«Nel mio ruolo collego la visione del LAC agli aspetti concreti che ne permettono lo sviluppo nel tempo, soprattutto sul piano strategico e finanziario. In questi anni ho lavorato in particolare ai Business Plan quadriennali, documenti che traducono la visione del LAC in azioni concrete, sostenibili e misurabili. Sono anche strumenti di dialogo con la Città di Lugano, perché rendono trasparente e condiviso il percorso dell’istituzione. È un lavoro dietro le quinte che richiede continuità, attenzione ai dettagli e capacità di mettere in relazione visione, obiettivi e risorse. La sfida oggi è trovare un equilibrio tra sostenibilità economica e qualità della proposta culturale. I numeri, per noi, non sono mai un fine, ma uno strumento per continuare a generare valore per il territorio e per il pubblico».

Quali competenze sono necessarie per svolgere un lavoro come il suo?

«Servono competenze trasversali: capacità analitica, visione strategica, sensibilità culturale e capacità relazionale. La gestione culturale richiede di sapersi muovere tra numeri, persone e contenuti, trovando continuamente un equilibrio. Credo molto nella contaminazione tra ambito culturale e approccio aziendale: i numeri sono indispensabili, ma devono restare uno strumento al servizio della missione culturale. È questo l’equilibrio che al LAC cerchiamo ogni giorno di mantenere».

Il suo percorso lavorativo inizia sedici anni fa all’allora Dicastero Cultura già nell’ambito del progetto LAC allora in fase di start-up. Un percorso in parallelo all’evoluzione del LAC stesso e una conseguente riflessione sulle istituzioni culturali oggi…

«Il mio percorso è cresciuto insieme a quello del LAC ed è stato fin dall’inizio multidisciplinare. Arrivavo da una formazione umanistica – liceo classico e laurea in lingue orientali a Ca’ Foscari – che considero un nutrimento fondamentale. Successivamente ho scelto di approfondire gli aspetti economici e gestionali con un Executive Master in Management all’USI. È stato proprio attraverso il field project dell’USI che sono entrata nel team del LAC, sedici anni fa, quando il progetto era ancora nella fase di avvio. Ho così potuto seguire l’evoluzione dell’istituzione dalla costruzione iniziale fino alla trasformazione in ente autonomo. In questo percorso ho avuto la fortuna di lavorare a lungo al fianco di Michel Gagnon, cui devo molto per la fiducia e il cammino condiviso. Questa esperienza mi ha insegnato l’importanza di mantenere uno sguardo aperto e continuare a formarsi. Credo molto nel valore dei percorsi ibridi, perché permettono di sviluppare una visione più ampia e una maggiore capacità di leggere la complessità».

La gestione culturale è spesso definita un sistema complesso: quali sono oggi le principali sfide e opportunità per un’istituzione come il LAC?

«La complessità è una componente costante del nostro lavoro. Al LAC convivono realtà molto diverse: la programmazione artistica, ma anche attività come facility management, accoglienza ed eventi, che richiedono competenze differenti. È un sistema articolato e proprio per questo molto stimolante. La sostenibilità finanziaria resta una delle sfide principali, soprattutto in un contesto in cui i costi aumentano e la cultura rischia ancora di essere percepita come sacrificabile. Eppure oggi abbiamo sempre più evidenze del suo impatto sociale ed economico. Un altro tema è l’intelligenza artificiale, una trasformazione che riguarda anche le istituzioni culturali e di cui stiamo ancora comprendendo le implicazioni. Accanto alle sfide, però, ci sono grandi opportunità: la cultura può rafforzare il proprio ruolo nella società, rispondendo a bisogni sempre più evidenti di senso, relazione e crescita».

Aver seguito l’evoluzione del LAC dall’inizio, le ha permesso di osservare se è avvenuto un cambiamento anche nella città di Lugano. Come vede il rapporto tra il LAC e la Città?

«Seguire il LAC fin dalle sue fasi iniziali mi ha permesso di osservare anche il cambiamento della città. All’inizio si facevano paragoni molto ambiziosi che allora sembravano azzardati. Oggi credo si possa dire che il LAC è diventato un punto di riferimento per Lugano, un luogo difficilmente separabile dalla sua identità. Negli anni la città ha rafforzato il proprio profilo culturale, diventando più aperta e attrattiva anche a livello internazionale, e il LAC ha contribuito a questo percorso. È cambiato anche il rapporto con la comunità: oggi il LAC è sempre più vissuto come spazio di incontro e relazione, oltre che di programmazione artistica. La sfida è continuare a mantenere questo equilibrio tra apertura e radicamento nel territorio».

Che valore ha, nel suo percorso, l’equilibrio tra dimensione professionale e personale?

«La mia crescita professionale è andata di pari passo con quella personale. Quando sono arrivata al LAC non avevo figli, oggi sono madre di tre bambini: questo ha cambiato il mio modo di organizzare il tempo e definire le priorità. Più che di equilibrio parlerei di adattamento continuo. Ho imparato a essere più essenziale e a concentrarmi su ciò che è davvero importante, nel lavoro come nella vita personale. In questo il supporto di mio marito e della mia famiglia è fondamentale. Essere madre mi porta anche a interrogarmi sul valore di ciò che faccio e sull’impatto che può avere sugli altri. Lavorare nella cultura, per me, significa contribuire alla crescita delle persone e della comunità, una responsabilità che oggi sento ancora più concretamente».

Valentina Fel Fante

Valentina Del Fante, oggi Direttrice Affari Generali e Vice Direttrice Esecutiva del LAC Lugano Arte e Cultura, si diploma al liceo classico dell’Istituto Elvetico di Lugano e consegue con lode la laurea magistrale in Lingue e Civiltà Orientali presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Completa il proprio percorso con un’esperienza a Tokyo in ambito culturale e nel settore dei cosmetici di alta gamma, sviluppando una forte sensibilità internazionale.

Rientrata a Lugano, frequenta l’Executive Master in Management dell’USI, affiancandolo all’insegnamento della lingua giapponese e ad attività nello sponsoring sportivo internazionale. Al termine del Master partecipa a un progetto di ricerca sulle fondazioni di pubblica utilità della Svizzera italiana sotto la supervisione del Professor Gianluca Colombo e della Dottoressa Elisa Bortoluzzi Dubach, esperienza che rappresenta un momento chiave del suo percorso e segna il suo ingresso nel team del nascente LAC, allora in fase di start-up.

Dal 2010 cresce all’interno dell’istituzione ricoprendo ruoli di crescente responsabilità nell’ambito fundraising, strategia, finanze e relazioni istituzionali. Segue tutte le fasi di sviluppo del LAC, contribuendo alla definizione degli strumenti strategici e finanziari dell’ente, fino ad assumere nel 2025 appunto, la carica attuale di Direttrice Affari Generali e Vice Direttrice Esecutiva del LAC.