Processo Galileo è il frutto della scrittura di Angela Dematté e Fabrizio Sinisi, alla loro prima esperienza di lavoro comune, affiancati dalla drammaturga Simona Gonella. L’opera va in scena, come prima assoluta, al LAC di Lugano.
Gli attori, i registi, l’allestimento di Processo Galileo
Un lavoro di cui sono protagonisti:
- Luca Lazzareschi e Milvia Marigliano, attori dalla solida esperienza;
- Isacco Venturini, già nel cast di importanti produzioni;
- Catherine Bertoni de Laet, Giovanni Drago e Roberta Ricciardi.
Il lavoro si avvale di un allestimento ‘dichiaratamente installativo’ dello scenografo Daniele Spanò, della drammaturgia luminosa di Pasquale Mari, del progetto sonoro di G.U.P. Alcaro e dei costumi di Margherita Baldoni.
Esito di una collaborazione artistica e produttiva inedita nel panorama teatrale, Processo Galileo nasce da una singolare coincidenza: Andrea De Rosa, direttore di TPE – Teatro Piemonte Europa, e Carmelo Rifici, direttore artistico di LAC Lugano Arte e Cultura, stavano lavorando entrambi sul rapporto tra teatro e scienza, tema che è stato loro suggerito dalla recente crisi pandemica.
Preso atto della felice coincidenza, i due registi, lontani per formazione, stili ed estetiche, ma affini per sensibilità artistica, si sono confrontati decidendo di misurarsi con l’esperienza della regia collettiva.
La scrittura di Processo Galileo
L’opera indaga la figura e il pensiero del celebre scienziato toscano e lo fa partendo dalla sua vita, dagli atti del processo che subì e dalla sentenza della Santa Inquisizione, accadimenti che hanno guidato il lavoro di scrittura dei due autori. Una scrittura densa, che sviluppa la narrazione in tre sequenze, ciascuna delle quali corrisponde ad altrettanti processi che attraverso spostamenti temporali, indagano i destini e gli interrogativi del mondo contemporaneo.
Un prologo, ambientato nel passato storico in cui avviene l’abiura: le parole del processo a Galileo del 1633, con i suoi personaggi e il suo linguaggio, fungono da punto di partenza e di irradiazione dei diversi temi in gioco – il rapporto tra la scienza e il potere, la tradizione, la coscienza.
Un presente, nel quale una giovane donna, madre e intellettuale, è chiamata a raccontare per una rivista divulgativa il nuovo paradigma che la scienza sta ponendo oggi; il lutto familiare che sta elaborando provoca un cortocircuito con i dialoghi che intrattiene con uno scienziato e con sua madre, costringendola a intraprendere un viaggio più vasto, che mette in discussione la sua visione del mondo. Un futuro, nel quale ogni realismo si sgretola e i personaggi diventano le voci di un’invettiva contro un Galileo che non è più visto come solo l’imputato di un tribunale ecclesiastico, ma come il portavoce di un processo storico e culturale che ha congiunto in maniera indissolubile la ricerca scientifica alla capacità tecnica, saldando per sempre l’idea di progresso di una società alla potenza dei suoi dispositivi tecnologici.
Il cannocchiale di Galileo diventa così lo strumento di una rivoluzione che, iniziata nel XVII secolo, proietta il mondo in un futuro per molti versi inquietante.
Le note di regia di De Rosa e Rifici
“Nella prima parte (scritta a quattro mani dai due autori ndr), Angela – una giovane ricercatrice che è il nostro alter ego in scena – analizza il materiale storico che documenta il processo a Galileo da parte dell’Inquisizione, insieme a frammenti del Dialogo dei massimi sistemi e alle lettere, bellissime e appassionate, che Virginia scriveva dal convento a suo padre.
Nella seconda (scritta da Dematté) Angela affronta il drammatico tentativo di mettere insieme il suo desiderio di conoscenza con il suo essere figlia e madre.
Nella terza (scritta da Sinisi), dà infine voce alle inquietudini filosofiche e politiche rispetto ad un futuro in cui le “macchine” saranno parte sempre più integrante delle nostre vite.”
Le repliche del Processo Galileo
Dopo il debutto di Lugano, lo spettacolo replica
- nelle sedi dei coproduttori TPE -Teatro Piemonte Europa al Teatro Astra di Torino dal 12 al 20 novembre;
- al Teatro Storchi di Modena per Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale dal 24 al 27 novembre;
- la tournée prosegue dal 2 al 4 dicembre al Teatro Fraschini di Pavia;
- dal 10 al 15 gennaio al Piccolo Teatro Strehler di Milano;
- il 17 gennaio al Teatro Civico di La Spezia; il 19 e 20 gennaio al Teatro Sociale di Brescia.
Il focus La luce dell’ombra
Aperto da Processo Galileo, la stagione dedica un importante affondo al rapporto tra scienza e arti sceniche, declinandolo nei tredici appuntamenti del focus La luce dell’ombra – che dona il titolo all’intera stagione –, presentato dal settore di mediazione culturale del LAC nell’ambito di LAC edu. Un nucleo tematico importante, un’area di attenzione i cui contenuti sono stati pensati per suggerire riflessioni e pensieri su un tema reso ancora più urgente dal momento storico che stiamo vivendo.
Il focus si apre martedì 8 novembre alle 18.30 con un incontro/conversazione tra Andrea De Rosa e Carmelo Rifici. Nelle sere di spettacolo, da lunedì 7 a mercoledì 9 la Sala Refettorio ospita Sguardo su Galileo allestimento di Daniele Spanò che intende avvicinare il pubblico all’universo galileiano e lo fa grazie a proiezioni video, documenti d’epoca, disegni, libri antichi di carattere scientifico.
Mercoledì 9 alle 14.30 e alle 16.15 al LAC si terrà Il racconto disegnato. Storie da raccontare e animare, un doppio atelier dedicato ai giovani spettatori di età compresa tra i 4 e gli 11 anni, mentre mercoledì 9 e giovedì 10 L’ideatorio USI di Cadro effettuerà un’apertura straordinaria del suo Planetario astronomico. Dal 6 novembre al 10 marzo sul sito del LAC potremo vedere e rivedere Scienza, conversazione tra Fabiola Gianotti, direttrice del CERN, e Paolo Giordano, scrittore Premio Strega, che nell’autunno del 2020 inaugurò Arti liberali, rassegna realizzata in collaborazione con RSI Radiotelevisione svizzera.
Igor Horvat e Zeno Gabaglio sono gli ideatori e gli interpreti di Da tucte le tue creature a lo sguardo quantico – Tracce di rivoluzioni ed evoluzioni scientifiche nella letteratura, ciclo di letture che testimoniano la necessità di interrogare la natura del nostro esistere in programma martedì 15 novembre e mercoledì 6 dicembre alle 18.30 in Sala 4.
Tra gli appuntamenti del ciclo La scienza a regola d’arte, ideato da MASI Lugano e IBSA Foundation, giovedì 17 novembre alle 18.30 Julius Von Bismarck, artista tedesco, dialoga con Tamara VazquezSchroder, scienziata del CERN; la conversazione è moderata da Monica Bello, curatrice e Head of Arts del CERN di Ginevra. Giovedì 1. dicembre alle 20.30 il palco del LAC ospita Feeling Science. Un esperimento teatrale ideato da Angela Dematté e Simona Gonella e diretto da Andrea Chiodi e dalla stessa Gonella, di cui sono protagoniste nove scienziate del JRC Centro Comune di Ricerca della Commissione Europea.
A partire dall’osservazione sulla permeabilità del corpo rispetto ai media, con un riferimento particolare allo smartphone, mercoledì 18.01 alle 20.30 vedremo CorpoMemory di AiEP, lavoro coreografico che intercetta l’identità ibrida e post-organica della condizione contemporanea.
Completano il focus tre appuntamenti della stagione di LuganoMusica dedicati al rapporto tra musica e scienza: giovedì 17 novembre alle 20.30 Diego Fasolis dirige I Barocchisti in una serata intitolata 3/3 Anima barocca in cui eseguiranno L’arte della fuga di Johann Sebastian Bach, universalmente considerata uno dei vertici della polifonia contrappuntistica della storia della musica; sabato 11 febbraio alle 20.30 il Quartetto Diotima è il protagonista di Romanticismo e nuova musica, concerto che omaggia György Ligeti nel centenario della nascita. Per la rassegna EAR Electro Acoustic Room, progetto di Spazio 21 del Conservatorio della Svizzera italiana, venerdì 10 marzo alle 17 (replica 18.30 e 20) vedremo Cenere, lavoro diretto e composto da Nadir Vassena su testi di Fabio Pusterla, di cui è protagonista Anahì Traversi, volto noto e caro al LAC.