Gli appuntamenti – tutti gratuiti e accessibili su prenotazione tramite la piattaforma Zoom o a partire dal canale Facebook del LAC – avranno come fulcro la figura di Dante Alighieri. A raccontarla scrittori, studiosi ed esperti dantisti, che affronteranno la figura e la poetica di Dante da
punti di vista differenti: storico, economico e politico, linguistico,
culturale e divulgativo, geografico e letterario.
“Dante non è solo une delle figure più importanti di tutta la letteratura mondiale – spiega Yvonne Pesenti Salazar, Presidente della Società Dante Alighieri Lugano – ma è anche, per molti aspetti, un nostro contemporaneo: la sua opera e la sua vita non cessano di apparirci attuali e di interpellarci. Perciò, nonostante le pesanti restrizioni che la pandemia ci impone, attraverso un ciclo di incontri in streaming vogliamo offrire al pubblico degli appassionati, ma non solo, l’occasione di celebrarlo, per scoprire (o riscoprire) un poeta e un’opera che fanno indissolubilmente parte del nostro patrimonio culturale”.
Il programma
Di seguito tutti gli incontri e i relatori
DANTE PADRE DELL’ITALIA
DOMENICA 21 FEBBRAIO ORE 11
ALDO CAZZULLO IN DIALOGO CON IRA RUBINI
Dante ci ha dato non solo una lingua ma soprattutto un’idea dell’Italia. Da questa premessa Aldo Cazzullo ci calerà in un periodo storico in cui L’Italia era tutta da inventare e Dante e La Divina Commedia costruivano le fondamenta della lingua, della cultura e della bellezza. Perché, come dice Cazzullo: “L’Italia ha questo di straordinario, rispetto alle altre nazioni. Non è nata dalla politica o dalla guerra. È nata da Dante e dai sui versi e dai grandi scrittori venuti dopo di lui”.
Il giornalista Aldo Cazzullo è l’autore del libro A riveder le stelle, il romanzo della Divina Commedia. L’autore ha ricostruito parola per parola il viaggio di Dante nell’Inferno con incontri indimenticabili, da Ulisse al conte Ugolino, da Farinata degli Uberti alla bestialità di Vanni Fucci, dalla saggezza di Brunetto Latini alla malvagità di Filippo Argenti. Dante è severo con i compatrioti. Denuncia i politici corrotti, i Papi simoniaci, i banchieri ladri, gli usurai, e tutti coloro che antepongono l’interesse privato a quello pubblico. Ma nello stesso tempo esalta la nostra umanità e la nostra capacità di resistere e rinascere dopo le sventure, le guerre, le epidemie; sino a «riveder le stelle».
Aldo Cazzullo, dopo quindici anni a La Stampa di Torino, dal 2003 è inviato speciale ed editorialista del Corriere della Sera. I suoi libri precedenti sono tutti pubblicati da Mondadori.
Ira Rubini, giornalista culturale, lavora per RSI Radiotelevisione Svizzera e per Radio Popolare.
DANTE E IL SUO TEMPO
SABATO 20 MARZO ORE 11
FRANCO CARDINI IN DIALOGO CON ROBERTO ANTONINI
Parlare del tempo di Dante, dal punto di vista storico, economico e politico, vuol dire analizzare due periodi: quello prima della nascita di Dante, a metà del duecento, quando i banchieri e i mercanti fiorentini si dotarono d’uno strumento creditizio nuovo, il fiorino d’oro, destinato a rivoluzionare economia e finanza di quasi tre secoli, e quello dopo la sua morte quando una disastrosa alluvione mise in ginocchio Firenze e successivamente fu investita dalla Peste Nera del 1348 che ne ridusse gli abitanti di più della metà.
Ma quello che fece viva e forte Firenze fu la capacità dei suoi imprenditori che viaggiarono e portarono a Firenze i preziosi materiali coloranti dall’Asia, le lane dall’Inghilterra e dal Maghreb e riuscirono a far convergere queste materie prime in una città che, producendo grazie ad esse quelle stoffe di lana che divennero le più pregiate del mondo, triplicò nel giro di un paio di generazioni il suo livello demografico, riuscì col favore del papa e del re di Francia a divenire una grande potenza economica. Informazione, capacità di cogliere i bisogni del proprio tempo, scelta oculata degli alleati. La Firenze di Dante è anche quella di Giotto e di Arnolfo di Cambio. Quella dei grandi monumenti pubblici laici e religiosi che la fanno bellissima.
Ma la grandezza finanziaria senza potenza politico-militare creò una situazione pericolosa; i rapidi arricchimenti avevano generato una spaventosa sete di potere e le lotte politiche – guelfi e ghibellini, poi magnati e popolani – compromettevano la stabilità del ceto dirigente. Ne seppe qualcosa Dante, cacciato in esilio per colpe non sue (ma davvero e del tutto non sue?).
Franco Cardini è uno storico e saggista italiano, tra i massimi esponenti nello studio del Medioevo. È professore emerito di storia medievale nell’Istituto Italiano di Scienze Umane e Sociali/Scuola Normale Superiore e autore di numerosissimi saggi.
Roberto Antonini è un giornalista di RSI Radiotelevisione Svizzera.
DANTE E I CONFINI D’ITALIA
SABATO 17 APRILE ORE 11
GIULIO FERRONI IN DIALOGO CON PIETRO MONTORFANI
Giulio Ferroni descriverà l’immagine geografica, linguistica, politica, culturale che Dante dà dell’Italia, seguendo poi i suoi passi in cui indica le zone di confine. Ripercorrendo alcune tappe del viaggio dantesco si toccheranno i riferimenti danteschi ai limiti d’Italia: Istria, Alpi tirolesi, Alpi occidentali (passaggio di Annibale e Monviso), La Turbie. E si aggiungerà qualche riflessione sulle diverse accezioni dantesche del limite. Sarà un vero e proprio viaggio all’interno della letteratura e della storia italiane: una mappa d’Italia illuminata dai luoghi che Dante racconta in poesia.
L’incontro con tanta bellezza, palese o nascosta, nelle città come in provincia, e insieme con tanti segni della violenza del passato e dei guasti del presente, è un modo per rileggere la parola di Dante in dialogo con l’attualità, ma anche per ritrovare in questi luoghi una ricchezza, storica e letteraria, che spesso si fatica a riconoscere. È un percorso attraverso la storia, l’arte, la cultura, con quanto di essa luminosamente resiste e con ciò che la consuma e la insidia; ma anche un viaggio che riesce a restituire, pur tra le fuggevoli immagini di uno smarrito presente, la profondità sempre nuova della nostra memoria.
Giulio Ferroni, autore del libro L’Italia di Dante. Viaggio nel paese della Commedia (2020) con cui ha vinto il Premio letterario internazionale Viareggio Rèpaci 2020, è professore emerito della Sapienza di Roma, tra le numerosissime pubblicazioni ha diretto il volume sulla Letteratura della serie Treccani Il contributo italiano alla storia del pensiero (2018).
Pietro Montorfani è uno studioso e storico svizzero.
Come partecipare
Gli appuntamenti delle Colazioni letterarie sono fruibili gratuitamente tramite piattaforma digitale zoom (su prenotazione obbligatoria) o sul canale Facebook del LAC.
Informazioni e prenotazione obbligatoria su edu.luganolac.ch.
Il ciclo di incontri letterari Colazione Letterarie è promosso da Società Dante Alighieri Lugano, Piazzaparola e LAC Lugano Arte e Cultura nell’ambito del programma LAC EDU, grazie al contributo di UBS, partner principale LAC edu.
In linea con le disposizioni attualmente in vigore per contrastare la diffusione del coronavirus, questa terza edizione si terrà esclusivamente in modalità online.