Partendo dal principio che la produzione è ciò che determina il valore aggiunto di una istituzione culturale e, conseguentemente, della comunità e del territorio cui essa appartiene, il progetto artistico del direttore artistico Carmelo Rifici, ha accompagnato, ad oggi, la genesi e il debutto di ben ventisette creazioni tra prosa e danza che, dopo il loro debutto, sono state rappresentate in decine di teatri svizzeri e stranieri.  Un progetto che ora si trova a dover affrontare tempi particolarmente difficili, che mettono a dura prova la capacità di adattamento e di resistenza di un’arte la cui natura è essere ‘al presente’.

Pur nelle inevitabili ed enormi difficoltà determinate dall’emergenza sanitaria in corso, il progetto produttivo del LAC che si è soliti riassumere nella tag LAC Factory, è riuscito a raggiungere risultati lusinghieri, come la recente partecipazione alla Biennale di Venezia – nelle sezioni Teatro e Musica – con due produzioni importanti: Bye Bye, lavoro di Alessio Maria Romano, anche vincitore del Leone d’Argento per il suo lavoro coreografico, e I Cenci, una produzione originale del Conservatorio della Svizzera italiana e del LAC, che ha messo in scena l’opera di Antonin Artaud su musica e libretto di Giorgio Battistelli, firmandone così la prima esecuzione assoluta in lingua italiana.

La stagione artistica si è aperta con il bel successo di Luna Park – come un giro di giostra, prodotto dalla Compagnia Finzi Pasca in coproduzione con il LAC. Daniele Finzi Pasca ha costruito un lavoro ad hoc per i tempi che stiamo vivendo; un lavoro agile e breve ma non per questo meno intenso, che ha svelato agli spettatori la magia del teatro grazie ad un evocativo percorso ‘dietro le quinte’.

La programmazione è proseguita poi con la ventinovesima edizione del FIT Festival Internazionale del Teatro e della scena contemporanea che ha ospitato: il debutto di Rame, la più recente creazione di Lorena Dozio,   capitolo conclusivo della residenza triennale della danzatrice ticinese al LAC; Book is a Book is a Book, ultimo lavoro di Trickster-p coprodotto da LAC; la prima internazionale di Una Vera Tragedia, produzione di cui firmano il progetto due giovani talenti, Riccardo Favaro e Alessandro Bandini.

L’autunno del centro culturale ha accompagnato la nascita di produzioni come La bottega del caffè per la regia di Igor Horvat e Fedra di Leonardo Lidi. Prima prova registica importante dell’attore ticinese Igor Horvat, la commedia goldoniana ha permesso al pubblico di entrare nelle atmosfere chiassose e vivaci di una Venezia settecentesca grazie ad un bel cast di attori tra cui abbiamo riconosciuto volti familiari come quelli di Anahì Traversi, Antonio Ballerio e Massimiliano Zampetti.

Il giovane e talentuoso Leonardo Lidi, di cui alcuni ricorderanno Lo Zoo di vetro visto la stagione scorsa, ha firmato la regia di una Fedra ispirata a Seneca, Euripide e Ovidio.

Pur nell’incertezza del tempo che stiamo vivendo, ma animati da una solida fiducia nel futuro che ci attende, confidiamo di poter assistere comunque in futuro al debutto della nuova fatica registica di Carmelo Rifici, lavoro che, traendo ispirazione dalla figura di Galileo Galilei (per ora il titolo è provvisorio) vuole approfondire temi come la libertà individuale e collettiva: temi che le cronache quotidiane ci ripropongono con rinnovata e inaspettata urgenza.

«Partendo dalla figura di Galileo Galilei – ha dichiarato Carmelo Rifici – intendiamo indagare i rivoluzionari dell’universo e il loro rapporto con la comunità; un’indagine sulla libertà individuale e collettiva e il rapporto tra scienza, individuo e società. Lo scienziato, il sapiente, per sua vocazione oltrepassa il limite di cui in quel momento la società ha bisogno per esistere. Nel caso di Galileo, l’opposizione verso di lui è avvenuta perché le sue scoperte, le sue osservazioni, hanno accelerato una nuova visione del cosmo, attraverso l’uso del cannocchiale. Il potere costituito aveva bisogno di più tempo, non era in grado di gestire queste scoperte. Lui, come altri, è andato troppo veloce e il suo tempo lo ha dovuto contenere. Come già fa Brecht, con cui inevitabilmente ci confrontiamo, attraverso la figura di Galileo riflettiamo dunque sui rapporti tra potere e scienza. Galileo, come Socrate, Bruno, Pasolini, Nietzsche, Seneca ha scompaginato la visione che l’uomo aveva di sé e dell’universo. Ma perché, a differenza degli altri scompaginatori, decide per l’abiura? Che rapporto ha il sapiente con la sua comunità? Quanto è importante la libertà individuale rispetto a quella collettiva? E ancora: potrebbe esistere un’altra storia dell’umanità che non avesse bisogno di limiti rituali e sociali? In un tempo che ci impone di confrontarci con concetti come libertà, responsabilità e collettività ci sembra quanto mai urgente riflettere su figure che hanno incarnato questo dilemma».

Aggiornamento apertura spazi espositivi

Dal 19 dicembre 2020 e fino a nuovo avviso, gli spazi espositivi sono chiusi al pubblico, sia al LAC che a Palazzo Reali.

Tutte le informazioni e le modifiche alla programmazione – in costante aggiornamento – sono disponibili sul sito: www.luganolac.ch

Calendario delle prossime produzioni LAC

Le produzioni, per ora sospese, avrebbero previsto questa kermesse, che speriamo posso presto tornare in cartellone

Galileo

Angela Demattè / Carmelo Rifici / Simona Gonella

Nothing Left

Compagnia Tabea Martin

KISS! (Loving Kills)

Camilla Parini

Diplomazia

Elio De Capitani / Ferdinando Bruni / Francesco Frongia

Il libro di tutte le cose

Guus Kuijer / Lorenzo Bassotto