Annunciato nel giugno 2020, ma poi rimandato per due volte a causa della pandemia, il convegno annuale di Global Cultural Districts Network (GCDN) porterà a Lugano decine di manager, alla guida di altrettanti centri culturali di tutto il mondo.
Quattro giorni di meeting e tavole rotonde, un ricco palinsesto di incontri in cui si confronteranno sul ruolo della cultura e dell’arte per il benessere e la salute di tutti, svolgendo un ruolo fondamentale nella coesione sociale delle nostre comunità, temi resi ancora più urgenti dalla recente crisi sanitaria.
Il ruolo del LAC e il programma
Un appuntamento importante per Lugano, che rafforzerà il LAC come soggetto di una rete internazionale, ampliandone la visibilità.
Martedì 31 maggio tra le ore 17:00 e le 19:00 la Sala Teatro ospita Cultural districts – an investment for the wellbeing of communities, conferenza plenaria aperta a tutti (soggetta a prenotazione obbligatoria), in cui si parlerà del rapporto tra il LAC e la sua città, di quanto altre città possono imparare dall’esperienza di Lugano e di quanto il LAC può imparare dall’esperienza di analoghi poli culturali.
Un tavolo a cui sono invitati Michel Gagnon, direttore generale del LAC, Sarah Dance, presidente di Creative Estuary e membro della Royal Society of Arts, Frédéric Martel, docente di economie creative alla ZHdK di Zurigo, saggista, giornalista culturale per Radio France ed editorialista di Affari Esteri per il sito slate.fr, moderato da Rachel Moore presidente di The Music Center di Los Angeles. Primo socio europeo di GCDN, il LAC ospiterà il meeting dopo le edizioni di Barcellona, Brooklyn, Dubai, Londra, Singapore e Providence. Fondata nel 2013, GDCN è un’associazione internazionale indipendente che riassume 45 poli culturali siti in altrettante città, nata allo scopo di sostenere il miglioramento della vita urbana grazie al contributo di arte e cultura. Organizza un convegno annuale itinerante per favorire l’incontro e lo scambio tra i direttori dei poli culturali e gli esperti di sviluppo urbano e culturale al fine di diffondere la buona pratica del mecenatismo culturale.