Ottant’anni di storia, ma soprattutto uno sguardo rivolto al futuro: con la conferenza inaugurale ricca di contenuti, progetti e prospettive, UNITAS ha aperto ufficialmente le celebrazioni per il suo ottantesimo anniversario, riaffermando il proprio ruolo di riferimento per le persone cieche e ipovedenti della Svizzera italiana.
Fondata nel 1946 per iniziativa di Tarcisio Bisi, l’associazione ha attraversato decenni di trasformazioni sociali, culturali e tecnologiche, evolvendo da realtà di mutuo sostegno a centro di competenza riconosciuto nel campo della disabilità visiva. Un percorso costruito grazie al contributo di soci, collaboratori, volontari e partner istituzionali.
Nel suo intervento inaugurale, il presidente Fabio Casgnola ha evidenziato come questo anniversario rappresenti non soltanto una ricorrenza simbolica, ma anche un’occasione per riflettere sulle sfide che attendono l’associazione. Al centro della visione strategica di UNITAS vi è il passaggio da un modello tradizionale di auto-aiuto a un approccio fondato sull’inclusione piena, con l’obiettivo di favorire la partecipazione delle persone cieche e ipovedenti in ogni ambito della vita sociale, culturale e professionale.
Tra le priorità individuate figurano il rafforzamento dell’inserimento lavorativo, l’adeguamento del modello associativo alle esigenze delle nuove generazioni e l’impiego delle tecnologie come strumento di autonomia. Non meno rilevante la questione della sostenibilità economica: l’associazione punta infatti a consolidare le proprie risorse attraverso progetti innovativi, una gestione efficiente e una rinnovata capacità di attrarre sostegni.
Ottant’anni raccontati tra carta e memoria sonora
Una parte centrale delle celebrazioni è dedicata alla ricostruzione storica dell’associazione. Il progetto, curato da Fredy Franzoni, Franca Taddei e Mario Vicari, propone un racconto articolato dei primi ottant’anni di UNITAS attraverso due strumenti complementari: una versione audio e una pubblicazione cartacea.
L’archivio sonoro dell’associazione, alimentato dai materiali della storica rivista parlata attiva dal 1965 – e preceduta da edizioni in Braille – costituisce una preziosa testimonianza dell’evoluzione di UNITAS. Dalle bobine alle audiocassette, dai CD ai supporti digitali, il patrimonio raccolto è stato progressivamente digitalizzato e indicizzato, rendendo accessibile una memoria collettiva che attraversa generazioni.
Accanto a questo lavoro, l’edizione speciale di InfoUnitas dedicata all’anniversario offre una ricca raccolta di testimonianze, immagini e contributi. Il volume ripercorre le tappe fondamentali dell’associazione, restituendo la pluralità di esperienze che ne hanno segnato lo sviluppo.
Il filo rosso che unisce l’intero progetto è la visione originaria di Tarcisio Bisi: costruire un’associazione di e per le persone cieche e ipovedenti. Una visione che, nel corso dei decenni, ha trovato concreta realizzazione fino a fare di UNITAS il principale centro di competenza della Svizzera italiana sui temi della disabilità visiva.
Oggi l’associazione comprende realtà articolate come Casa Tarcisio a Tenero, Casa Andreina a Lugano, il Settore consulenza con i servizi tiflopedagogico, tiflologico e informatico, la Biblioteca specializzata e il Segretariato. A completare il progetto commemorativo vi è anche una sintesi divulgativa, “80 anni in 8 pillole”, che condensa in otto minuti le tappe principali di questo lungo percorso.
Uno studio SUPSI per comprendere meglio i bisogni
Tra le iniziative presentate figura anche una ricerca realizzata in collaborazione con il Centro competenze lavoro, welfare e società del Dipartimento economia aziendale, sanità e sociale della SUPSI. Lo studio mira a delineare un quadro dettagliato dell’utenza che si rivolge ai servizi di UNITAS nella Svizzera italiana.
Attraverso l’analisi anonimizzata di variabili come età, genere, tipologia di prestazioni richieste e modalità di utilizzo dei servizi, il progetto consentirà di identificare profili di utenza e di comprendere meglio i bisogni emergenti. I risultati, attesi per l’autunno, costituiranno una base utile sia per eventuali adattamenti dell’offerta sia per la possibile creazione di un osservatorio regionale dedicato alle persone cieche e ipovedenti.
La radio come spazio di incontro
Tra i nuovi progetti trova spazio anche Ci vediamo dopo, trasmissione radiofonica nata dalla collaborazione tra UNITAS e Radio Gwendalyn. Il format prevede 40 puntate settimanali e punta a raccontare la disabilità visiva in modo accessibile, coinvolgente e aperto a un pubblico ampio.
L’intento non è quello di proporre una narrazione specialistica, bensì di creare uno spazio condiviso in cui storie, testimonianze, reportage e musica possano dialogare con naturalezza. Il progetto valorizza inoltre il patrimonio sonoro dell’associazione e include un percorso formativo finalizzato alla creazione di una redazione mista.
La prima puntata andrà in onda su Radio Gwen, inaugurando un percorso che intende utilizzare la radio come luogo di ascolto autentico e di confronto tra prospettive diverse.
Un concerto immersivo con l’OSI
Il momento culminante delle celebrazioni è previsto per il 27 agosto a Locarno, nella piazza del PalaCinema, con un concerto open air dell’Orchestra della Svizzera italiana.
L’evento offrirà ai soci di UNITAS un’esperienza particolarmente significativa: la possibilità di sedere direttamente tra i musicisti, vivendo l’ascolto dall’interno dell’orchestra. Un’occasione rara, pensata per rendere la musica un’esperienza immersiva e pienamente accessibile.
Porte aperte e nuovi servizi per il 2026
In occasione della Giornata internazionale del bastone bianco, il 15 ottobre, UNITAS promuoverà una serie di iniziative aperte al pubblico nelle proprie sedi. L’obiettivo è far conoscere più da vicino le attività dell’associazione, sensibilizzando cittadinanza, scuole e istituzioni.
Nel corso del 2026 entreranno inoltre in funzione due nuovi servizi. Il primo sarà dedicato al job coaching, per sostenere le persone cieche e ipovedenti nell’accesso e nel mantenimento di un impiego. Il secondo nascerà dalla collaborazione con la Scuola della Mela e sarà focalizzato sullo sviluppo delle competenze digitali e sull’uso accessibile di smartphone e tablet.
Sport e inclusione: i 50 anni del GTSC
Il 2026 coincide anche con un altro importante anniversario: il cinquantesimo del GTSC, il Gruppo ticinese sportivi ciechi e ipovedenti. Nato nel 1976, il sodalizio rappresenta da mezzo secolo un esempio concreto di come lo sport possa favorire autonomia, partecipazione e relazioni.
Dallo sci alpino e di fondo al tandem, dal nuoto alla vela, fino alle escursioni e alla ginnastica, le attività promosse coinvolgono oggi oltre 300 membri. Un elemento distintivo del modello GTSC è il rapporto tra atleti e guide, fondato su fiducia, competenza e condivisione.
Le celebrazioni si svolgeranno il 17 e 18 ottobre a Tenero con giornate dimostrative, momenti ricreativi e un concerto di Sebalter, artista svizzero, prima del pranzo ufficiale conclusivo.
Una visione che continua
A ottant’anni dalla sua fondazione, UNITAS si conferma una realtà in continua evoluzione. Forte della propria storia, l’associazione guarda avanti con l’obiettivo di consolidare il proprio ruolo di piattaforma specializzata, interlocutore autorevole e motore di innovazione sociale.
L’anniversario non rappresenta soltanto un traguardo, ma anche l’avvio di una nuova fase, nella quale inclusione, autonomia e partecipazione continueranno a guidare l’azione dell’associazione. Perché costruire una società accessibile significa, prima di tutto, renderla più aperta per tutti.



