«L’idea – spiega Marco Alberti, CEO e fondatore con Martino Piccioli e Lorenzo Cimasoni di Stagend – è nata dalla nostra diretta esperienza di musicisti, sempre alle prese con la voglia di fare musica e la difficoltà nel trovare un’occasione per esibirci. Essendo tutti anche appassionati di informatica, abbiamo pensato che la soluzione ideale fosse la realizzazione di un portale dove raccogliere e classificare un gran numero di artisti e intrattenitori, così da poter trovare e ingaggiare quello più adatto in modo semplice e rapido. In realtà, alla scelta di creare questa start up hanno contribuito in maniera decisiva anche i miei studi. Mi sono trasferito a Friburgo per studiare Sistemi informatici all’università e dopo la laurea sono andato a Losanna per un Master alla HEC University: qui ho potuto seguire delle ottime lezioni, in particolare quella tenuta dal Prof. Yves Pigneur, coautore del libro Business Model Canvas.  Così ho avuto la fortuna di apprendere quel famoso metodo due anni prima dell’uscita del libro. Il progetto ha cominciato a prendere forma nel momento in cui sbocciavano in rete tante iniziative interessanti che hanno dimostrato le enormi potenzialità di internet. Noi ci siamo ispirati a casi di successo replicando il modello di business nel mercato degli eventi».

Dopo aver girato l’Europa suonando la chitarra in una band metal chiamata Soulline, Marco Alberti comincia a lavorare nel 2010 sul concetto di Stagend, la cui prima versione viene lanciata a settembre 2011. Nei mesi successivi il team impara molto dalle richieste dei clienti, focalizzandosi soprattutto sull’organizzatore dell’evento, e aprendo la piattaforma per dare spazio a band, DJ party, ensemble jazz, quartetti classici, solisti, maghi, clown, ballerini e molti altri tipi di intrattenitori.  La platea dei clienti si allarga fino a comprendere organizzatori di matrimoni, eventi aziendali, fiere, feste private, compleanni, inaugurazioni di bar o ristoranti.

I numeri danno ragione ai promotori del progetto: attualmente sono circa 4000 gli artisti e gli intrattenitori presenti sulla piattaforma e nei confronti dei quali Stagend svolge una continua attività di aggiornamento, approfondendo la conoscenza e seguendone le performances e la presenza sui social media.

«Negli anni – prosegue Marco Alberti – abbiamo affinato sempre più i parametri in base ai quali viene effettuata la ricerca. In questa prospettiva, in collaborazione con SUPSI, è stato sviluppato un algoritmo, che si avvale anche dell’intelligenza artificiale, grazie al quale risulta sempre più veloce e precisa la ricerca dell’artista o dell’intrattenitore da proporre a chi organizza l’evento, selezionando in pochi secondi una serie di opzioni mirate e perfettamente coerenti con le richieste espresse.

«La difficoltà più grande – racconta ancora Marco Alberti -è stata quella di riuscire a portare l’imprenditorialità nel progetto, creando qualcosa che fosse in grado di autoalimentarsi. A sostenere i nostri sforzi hanno contribuito dapprima Agire Invest e CP Start-Up; successivamente ho avuto modo di seguire il Venture Plan e i programmi Venture Challenge che mi hanno aiutato a chiarire le idee e a sperimentare come costruire la start up.» Nel suo percorso l’azienda ha soggiornato presso il Tecnopolo Ticino e ha ricevuto premi, riconoscimenti e il supporto di alcune organizzazioni pubbliche e private. Da ultimo, proprio nei mesi della pandemia, Stagend è stata selezionata nel febbraio 2020 da Innosuisse per il programma Scale-Up, mentre ad aprile del 2021 abbiamo ottenuto il label Swiss Made Software».

La crisi sanitaria mondiale ha messo in ginocchio tutto il settore degli eventi e dunque ridotto drasticamente le richieste di prestazioni da parte di artisti e intrattenitori.

«La nostra missione – conclude Marco Alberti – è quella di portare più momenti live negli eventi, stabilendo un punto di incontro tra il cliente e l’intrattenitore e creando un’atmosfera conviviale in cui le due parti possono confrontarsi e organizzare nel migliore dei modi quelli che a noi piace chiamare “momenti di felicità”. Il nostro mercato è principalmente nella Svizzera tedesca, dove il nostro servizio è recepito meglio, forse anche perché il Ticino è piccolo e risulta quindi più facile organizzarsi senza ricorrere a professionisti esterni. In ogni caso, sono sempre più numerosi i clienti che vogliono lasciare a bocca aperta i propri ospiti e quindi ci siamo attivati in tal senso, includendo nella nostra lista ogni genere di artisti e intrattenitori. Per accrescere ulteriormente le opportunità di animazione stiamo inoltre portando avanti uno specifico progetto finalizzato a portare l’intrattenimento in quei locali, bar e ristoranti, che vogliono mettere in piedi una programmazione continuativa di musica ed eventi».