Sabrina Grassi , Lei è la Direttrice generale della Swiss Philanthropy Foundation. Quali sono state le tappe della sua carriera e come e perché ha deciso di affrontare questa sfida professionale?

«Dopo aver conseguito un Master in Relazioni Internazionali, il mio interesse si è rivolto agli scambi commerciali internazionali, ciò che mi ha portata a lavorare con enti governativi e operatori privati in Europa per diversi anni. Ho poi sentito il bisogno di tornare ai miei interessi iniziali e dare un contributo positivo al mondo che mi circonda. Nel contempo, si è presentata un’opportunità con la Swiss Philanthropy Foundation. Fin dal mio ingresso, con il sostegno del Consiglio di fondazione e dei collaboratori che mi hanno progressivamente circondata, ho lavorato con impegno per sviluppare la crescita della Fondazione. Il mio ruolo è evoluto parallelamente allo sviluppo di quest’ultima, sino a rivestire il ruolo di Direttrice generale. Ho scelto di affrontare questa sfida professionale poiché mi sono sempre considerata una persona impegnata, desiderosa di fare azioni utili e realizzare progetti validi. Questa opportunità mi ha offerto la possibilità di fare tutto ciò nel contesto di una missione di ampia portata e di interesse generale. Attraverso il mio lavoro, ho la fortuna di poter combinare quotidianamente il mio impegno per l’interesse generale e il mio spirito imprenditoriale».

Quando è stata costituita la Fondazione?

«La Fondazione è stata costituita nel 2006».

Qual è lo scopo della Fondazione?

«Swiss Philanthropy Foundation è una fondazione mantello di pubblica utilità, indipendente e con sede a Ginevra. I suoi scopi comprendono un’ampia gamma di settori, consentendole quindi di sostenere tutte le cause di interesse generale, fatto salvo quelle religiose. Questa apertura è essenziale, poiché aspiriamo ad accogliere la filantropia di tutti e concretizzare tutte le iniziative filantropiche, che provengano sia da persone sia da fondazioni erogative».

Quali sono le tappe fondamentali della storia della Fondazione?

«Le attività della Fondazione sono iniziate nel 2006. Nel 2008 è diventata la rappresentante svizzera della rete Transnational Giving Europe (TGE), rafforzando così il suo ruolo nella promozione della filantropia europea. Nel 2015 sono entrata a far parte della Fondazione come prima dipendente fissa, mentre veniva lanciato il primo fondo collaborativo tra fondazioni erogative. Nel 2018 la Fondazione ha assunto la presidenza del TGE e ha rilanciato la Master Class in filantropia in collaborazione con partners accademici. Nel 2019 abbiamo creato il 50. fondo filantropico e abbiamo aperto un blog sulla generosità e la filantropia ospitato dal quotidiano romando Le Temps. Nel 2020, in collaborazione con la Fondazione delle Nazioni Unite, abbiamo gestito il Fondo di risposta solidale COVID-19 dell’OMS. Nel 2021, abbiamo lanciato il programma Jeune Talent. Attualmente, la Fondazione conta 12 collaboratori più un totale di ca. 120 persone membri dei vari comitati direttivi dei fondi filantropici. Dal 2006, la Fondazione ha beneficiato di donazioni per un importo complessivo di più di 350 mio. di franchi e le erogazioni hanno raggiunto ca. 40 mio. di franchi all’anno, ciò che dimostra il ruolo centrale che svolge Swiss Philanthopy Foundation quale punto di riferimento per i filantropi e la filantropia».

La Swiss Philanthropy Foundation è una fondazione mantello, che cosa significa?

«Una fondazione mantello è una piattaforma che offre ai donatori un’alternativa semplice, efficace e flessibile rispetto alla fondazione classica: il fondo filantropico (“sottofondazione”). Inoltre, può sostenere sia persone sia altre fondazioni nelle loro iniziative filantropiche. L’obiettivo principale di una fondazione mantello è di sgravare i donatori dai complessi oneri amministrativi e finanziari associati alla creazione e alla gestione di una fondazione indipendente, nonché dal trattamento delle donazioni, in modo che possano concentrarsi sulla loro missione filantropica. In Svizzera, dove esistono già più di 13.000 fondazioni, la fondazione mantello offre una soluzione necessaria e complementare per consentire una maggiore agilità nella filantropia. Da poco, siamo anche chiamati ad assorbire le fondazioni dormienti che non hanno più attività o governance attiva».

Quanti fondi filantropici ha la Swiss Philanthropy Foundation?

«Storicamente, abbiamo creato 87 fondi, 64 dei quali sono attualmente attivi. Questi fondi sono costituiti da persone, famiglie o da fondazioni erogative, singolarmente o in collaborazione tra di loro. Inoltre, la Fondazione ha 4 fondi tematici aperti al cofinanziamento, un fondo generale e il fondo europeo per le donazioni transfrontaliere (TGE). Infine, ospitiamo anche fondi testamentari, un nuovo modello che si sta sviluppando in risposta alla crescente domanda».

In quali Paesi è attiva la Fondazione?

«La Swiss Philanthropy Foundation è un’organizzazione che opera sia in Svizzera sia all’estero, grazie alla flessibilità dei nostri scopi, i nostri fondi possono effettuare donazioni ovunque desiderino, purché i beneficiari siano organizzazioni di pubblica utilità».

Avete collaborazioni in atto con la Bill e Melinda Gates Foundation? Per quali progetti e con quali obbiettivi?

«Nel 2013 abbiamo ricevuto un sostegno da questa fondazione nell’ambito del progetto di un fondo, ora chiuso».

Quali criteri vengono utilizzati per selezionare i progetti da sostenere?

«Come fondazione mantello, non selezioniamo direttamente i beneficiari dei nostri fondi. Nel caso dei fondi per conto di individui o fondazioni, è il comitato direttivo del fondo a essere responsabile della selezione delle organizzazioni beneficiarie. Una volta proposto il beneficiario, ci assicuriamo sistematicamente che soddisfa i criteri di pubblica utilità svolgendo un’adeguata due diligence e convalidiamo formalmente ogni donazione.

Per i nostri 4 fondi tematici, e a volte anche per altri fondi, lavoriamo con gli esperti WISE-philanthropy advisors per identificare e pianificare i progetti incorporando precisi criteri di impatto. Questo approccio ci permette di garantire una selezione precisa delle organizzazioni e un uso ottimale delle risorse filantropiche dei donatori che cofinanziano questi progetti.

Come misurate l’impatto dei progetti?

«Offriamo ai membri dei comitati direttivi dei fondi la possibilità di essere accompagnati da esperti in filantropia incaricati di valutare l’impatto delle iniziative che sostengono. Questo approccio ci permette di agire in sinergia e di integrare tutte le competenze del nostro ecosistema».

La Swiss Philanthropy Foundation è il membro svizzero della rete Transnational Giving Europe (TGE). Di che cosa vi state occupando concretamente e quale quota parte nella vostra quotidianità avranno questi progetti?

«In veste di rappresentante esclusivo per la Svizzera della rete TGE, la Swiss Philanthropy Foundation si impegna a facilitare e promuovere la filantropia transfrontaliera in Europa. Questo ci permette di fornire una soluzione su misura per i donatori in Svizzera che desiderano effettuare donazioni verso l’Europa e di consentire alle organizzazioni in Svizzera di ricevere donazioni dall’Europa. Inoltre, grazie al TGE, contribuiamo a costruire una rete di conoscenze e competenze con fondazioni di riferimento in tutta Europa».

Per un anno Lei è Presidente di SwissFoundations che è l’Associazione delle fondazioni erogative svizzere. Quali sono gli obiettivi e le priorità che si è data e qual è la sua visione del ruolo di SwissFoundations per il futuro della filantropia in Svizzera?

«In qualità di Presidente di SwissFoundations, voglio continuare a difendere e promuovere gli interessi del settore filantropico in Svizzera, anche perché le fondazioni svolgono un ruolo cruciale nel trovare soluzioni alle sfide che il mondo di oggi deve affrontare e possono offrire approcci pionieristici e innovativi che completano quelli dello Stato. Ritengo inoltre che la collaborazione tra le fondazioni sia un modo per aumentare l’impatto del loro lavoro. Ciò riguarda anche i gruppi di lavoro di SwissFoundations, la digitalizzazione e l’integrazione di tutte le regioni linguistiche della Svizzera. Come Presidente di origine romanda e ticinese, sono entusiasta dell’idea di creare maggiori legami con la Svizzera tedesca. Continueremo inoltre a impegnarci per promuovere la buona governance e la professionalizzazione del settore. Infine, vogliamo proseguire la nostra collaborazione con le reti internazionali di pari livello, in modo da poterci ispirare a vicenda e creare sinergie transfrontaliere, attingendo alle migliori pratiche e alle idee innovative».

Sabrina Grassi, la biografia

Sabrina Grassi è entrata a far parte della Fondazione nel 2015 e dal 2020 ricopre la carica di Direttrice generale. Laureata in relazioni internazionali e diplomata in commercio di materie prime, si occupa dell’attuazione della strategia della Fondazione, dell’accompagnamento di donatori, della supervisione della buona governance e dello sviluppo della Fondazione e dei fondi filantropici, in collegamento con il Consiglio di Fondazione. È membro del Comitato direttivo di SwissFoundations dal 2020 e assume la carica di presidente da giugno 2023.