Il tema delle fondazioni è sempre più rilevante in Europa e anche in Italia si registra un crescente sviluppo del settore. Di che cifre parliamo e qual è il background storico delle fondazioni italiane?
«L’Italia conta 6.451 fondazioni (ISTAT, Censimento permanente delle istituzioni non profit, 2017), di cui 1.167 con attività prevalente nel settore dei beni e delle attività culturali. Questo numero è più che quadruplicato negli ultimi trent’anni (nel 1990 si contavano 1.594 unità): grazie alla privatizzazione di enti pubblici e l’adozione di soluzioni utilizzate all’estero per l’erogazione di servizi di pubblica utilità, anche in Italia si sono diffusi i modelli delle fondazioni d’impresa, fondazioni comunitarie e fondazioni di partecipazione. L’origine delle fondazioni in Italia ha radici molto antiche: le prime tracce di pratiche di beneficenza e la creazione di istituti a carattere erogativo come le piae causae, le opere pie e i monti di pietà sono riconducibili al Medioevo e a un ruolo decisivo della Chiesa Cattolica. Nonostante la profondità di queste radici storiche, bisogna aspettare la fine della Seconda Guerra Mondiale per osservare il moderno sviluppo delle fondazioni in Italia e gli anni ‘80 e ‘90 per una loro definitiva diffusione su tutto il territorio nazionale: in questi anni, infatti, il contesto storico-sociale particolarmente dinamico, la crisi del welfare state e una discreta flessibilità delle leggi riguardanti le istituzioni private favoriscono la nascita di diverse tipologie di fondazioni (cfr. Gian Paolo Barbetta, Marco Demarie, Italy, in Andreas Schülter, Volker Then, Peter Walkenhorst (eds.), Foundations in Europe, London, Directory of Social Change, 2001)».
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Ticino Welcome 60 – Issu