Può raccontarci quali sono gli scopi statutari di ASFESI?
«L’idea di un’associazione che raggruppi le Fondazioni Erogative è scaturita dopo che per vari anni un gruppo di fondazioni erogative attive nella Svizzera italiana ha collaborato in modo informale. Da un sondaggio fra i partecipanti si è arrivati alla decisione di fondare un’associazione avente lo scopo di promuovere con maggiore efficacia sia l’attività filantropica nella società odierna che la cooperazione tra le fondazioni stesse ispirandosi in particolare ai principi della collaborazione, della discrezione, della responsabilità e dell’autogoverno in linea con quelli sostenuti da SwissFoundations.
ASFESI intende dare il suo contributo affinché le fondazioni erogative attive nella Svizzera italiana possano portare delle risposte innovative, flessibili ed efficaci alle sfide sociali, culturali ed ambientali della nostra società.
Lo scopo dell‘associazione è la promozione e la diffusione della filantropia nella forma della fondazione erogativa e che le fondazioni erogative operanti nella Svizzera Italiana abbiano una rete strutturata che permetta loro di valorizzare il 17° Sustainable Development Goal delle Nazioni Unite (Partnership for the Goals):
- Promuovere la collaborazione fra i soci tramite la condivisione di conoscenze, esperienze e competenze (“best practice”) in ambito filantropico che consenta loro di migliorare la propria azione e svolgere efficacemente i propri compiti. La condivisione potrà aver luogo in forma plenaria o attraverso la costituzione di gruppi di lavoro dedicati (es. Sociale, Ricerca, Formazione, Cultura, …).
- Promuovere la formazione, primariamente dei propri soci, ma anche aperta ad eventuali interessati terzi;
- Promuovere l’attività e la reputazione dell’Associazione e delle fondazioni erogative in genere, tramite l’organizzazione di eventi, conferenze e seminari aperti anche al pubblico e alle istituzioni.
- Stabilire e mantenere contatti con altre organizzazioni con obiettivi simili, in Svizzera e all’estero.
- Rappresentare le fondazioni erogative che operano nella Svizzera italiana nei confronti delle autorità, istituti scolastici e universitari, istituzioni a livello locale e nazionale, nonché verso il pubblico in generale.
ASFESI è un’associazione che non persegue scopi commerciali ed è apolitica e aconfessionale».
Com’è organizzata ASFESI e dove ha sede?
«Dopo il sondaggio fra le fondazioni partecipanti al gruppo informale, si è deciso di formare un gruppo di lavoro volto a studiare la fattibilità e con quale strumento formalizzare gli intenti comuni. Questo gruppo di lavoro ha trovato nell’associazione lo strumento ideale, ha cercato delle fondazioni, fra quelle già presenti nel gruppo informale, disposte ad essere fondatrici ed ha definito gli statuti che rispettassero la visione, missione e valori.
Dieci fondazioni, rappresentanti i vari ambiti della filantropia (ricerca, formazione, cultura, sociale…) si sono dette disposte ad essere fondatrici, un ottimo segnale che dimostra l’interesse verso la nuova associazione, ed i membri del gruppo di lavoro hanno accettato di diventare membri del comitato. L’assemblea costitutiva di ASFESI del 12 gennaio 2023 ha nominato il comitato composto da Edy Cattaneo Petoud, Gabriela Cotti-Musio, Roberto Franchini, Isabella Fumagalli Riva, Andrea Grassi, Alessandra Niedecker, Giovanni Pagani, Maria Alessandra Solaro del Borgo, Fabio Stampanoni ed il sottoscritto quale presidente.
La sede di ASFESI è in Corso Pestalozzi 3 a Lugano».
Vi siete anche dati un Advisory board. Perché questa scelta e quali compiti avrà?
«L’Advisory Board è l’organo consultivo di ASFESI ed è composto da esperti che, grazie alle loro specifiche competenze ed esperienze, hanno il compito di fornire consigli e orientamenti al nostro Comitato aiutandolo pertanto a raggiungere i nostri obiettivi.
Gli attuali membri dell’Advisory Board sono Sabrina Grassi (Vice-Presidente di SwissFoundations e direttrice generale di Swiss Philanthropy Foundation), Dr. Riccardo Braglia (filantropo e imprenditore nel settore biofarmaceutico), Dr.ssa Raffaella Castagnola-Rossini (Direttrice della Divisione della Cultura e degli studi universitari del Cantone Ticino), Prof. Henry Peter (Avvocato, Professore universitario e direttore del Centro per la Filantropia dell’Università di Ginevra), nonché l’avv. Giovanna Masoni Brenni, l’avv. Fulvio Pelli e l’avv. Pierfranco Riva, importanti avvocati e fondatori, presidenti o membri di diverse fondazioni erogative».
Qual è la storia della nascita di questa associazione, in particolare quale è stato l’importante contributo di Mimi Lepori per lo sviluppo dell’idea?
«Ho avuto la fortuna di conoscere bene Mimi Bonetti Lepori, sia per il suo impegno politico e associativo, ricordo fra tante la sua carica di primo presidente della Federazione delle organizzazioni non governative della Svizzera italiana (FOSIT). Era fermamente convinta dell’importanza della collaborazione fra le realtà del terzo settore ed in seguito ad un convegno a Lugano nel 2011, organizzato congiuntamente a SwissFoundations (l’organizzazione mantello delle Fondazioni Erogative Svizzere), si è fatta promotrice di creare il primo gruppo di lavoro che coinvolgeva le fondazioni erogative con lo scopo di valutare un’eventuale creazione di una «chapter» di SwissFoundations in Ticino.
Per vari motivi si decise di non procedere con una «chapter» vera e propria, ma di continuare il dialogo informale e, dal 2017 questo gruppo, chiamato Rete delle Fondazioni Erogative Ticinesi, grazie al coordinamento di Giovanna Masoni Brenni si è riunito regolarmente per discutere le diverse tematiche che potevano essere di interesse comune. Pur rispettando le esigenze specifiche di ogni fondazione, il gruppo ha condiviso alcuni interventi e sono stati creati dei sottogruppi a tema per snellire il lavoro della rete. I temi di interesse principale emersi sono stati: “povertà e socialità”, “cultura” e “formazione e ricerca”, per citarne solo alcuni.
Le criticità risultanti dalla pandemia hanno rafforzato il bisogno di coordinare meglio gli aiuti al prossimo, dimostrando la necessità di implementare il lavoro di questa rete e, nel 2021, la rete ha realizzato un questionario per identificare e analizzare similitudini e differenze tra le varie fondazioni presenti. Il risultato che ne è scaturito ha evidenziato l’esigenza di formalizzare la rete in una associazione vera e propria».
Quali progetti pianificate per il prossimo futuro?
«Una delle priorità è di presentare l’associazione, le sue visioni e obiettivi alle fondazioni erogative già attive nella Svizzera Italiana, agli altri operatori ed alle istituzioni. Il primo evento di marzo 2023 è organizzato con questo scopo. In seguito, procederemo all’istituzione dei gruppi di lavoro, del nostro programma formativo anche in collaborazione con altre realtà già presenti a livello svizzero, in particolare SwissFoundations, e che coprirà temi quali le novità ed evoluzione del diritto delle fondazioni, la composizione e rinnovamento dei consigli di fondazione, le sfide delle piccole fondazioni e altri ancora, nonché del processo di condivisione delle best practices. Verso la fine dell’anno prevediamo un evento dove una fondazione presenterà la sua attività come esempio di best practice».
In che relazione è ASFESI con SwissFoundations, l ‘Associazione delle fondazioni erogative svizzere e con proFonds, l’Associazione Mantello delle fondazioni di pubblica utilità in Svizzera?
«Posso sicuramente dire che ASFESI si è ispirata a SwissFoundations ed ha con questa importante realtà un dialogo molto forte e costruttivo. Condividiamo con SwissFoundations l’attenzione esclusiva verso le fondazioni erogative nonché i principi della trasparenza, della correttezza, della responsabilità e dell’autogoverno, ma siamo una realtà autonoma. Con lo scopo di far leva su eventuali sinergie utili ed interessanti, ASFESI manterrà un dialogo aperto anche con altre importanti realtà a livello svizzero, vedi proFonds o Swiss Philanthropy Foundation per citarne alcune, come pure a livello locale come CENPRO e FOSIT».
Lei ha un profilo professionale molto interessante. Chi è Andrea Grassi e come è arrivato ad occuparsi di questa nuova sfida?
«La ringrazio per il “profilo molto interessante”. Già da piccolo mi sono confrontato con i temi della filantropia grazie alle visioni e passioni di mio padre in questo ambito. Nel corso de miei sette anni a Londra una importante banca svizzera ho avuto modo di approfondire l’importanza data dai clienti che, reputandosi fortunati, decidevano di devolvere parte del loro importante patrimonio a scopi per loro importanti e sono stato coinvolto da clienti nell’implementazione di queste loro ambizioni. Durante il mio periodo in Italia ho avuto la fortuna di essere coinvolto dalla banca nelle attività consulenziali offerte ai clienti in ambito filantropico e, quando sono tornato in Ticino dodici anni orsono ho portato questo tema organizzando giornate annuali dedicate alla filantropia con un ottimo riscontro sia di interesse che partecipazione.
La banca, oltre ad una fondazione molto valida che permette ai clienti e collaboratori di condividere con la banca importanti progetti filantropici a favore dei più deboli in tutto il mondo, ha due fondazioni dedicate alla Svizzera che ogni anno erogano importanti somme a favore una della socialità e una della cultura. Al fine di meglio capire quali fossero i bisogni in Ticino e trasmetterli a queste fondazioni ho iniziato a frequentare prima il gruppo di lavoro di Mimi Lepori, poi la Rete Fondazioni con Giovanna Masoni Brenni ed infine fondare ASFESI, assieme alle fondazioni fondatrici ed il comitato.
Oggi sono indipendente e questo mi facilita da un punto di vista di priorità e tempo. Sono nel consiglio di due fondazioni in Ticino e nel board of trustees di un importante ospedale a Betlemme. Probabilmente quello che mi ha portato a questa nuova opportunità è la mia passione e la difficoltà di dire di no. Come detto precedentemente sono stato nominato presidente di ASFESI, ma vedo il mio come uno dei diversi ruoli all’interno del comitato ed il risultato lo si ottiene grazie alle competenze e responsabilità dei miei colleghi di comitato supportati dall’Advisory Board e da tutte le fondazioni, fondatrici o associate. Sono convinto che ASFESI saprà dare un impulso importante nel rendere le Fondazioni Erogative della Svizzera Italianai, già molto presenti ed importanti, ancor più innovative, flessibili ed efficaci alle sfide sociali, culturali ed ecologiche della nostra società».