Due realtà che, con modalità diverse, vanno incontro alle donne a cui è stato diagnosticato un cancro al seno prima dei 50 anni, nella fase post-cure: da una parte il gruppo di Anna pensa al corpo e allo spirito e dall’altra gli Amici sono attivi per il reperimento di finanziamenti necessari a sviluppare progetti.
Presidente degli Amici è Dany Stauffacher che con grande impegno, insieme ai suoi compagni di comitato Lorinda Fasani Pecoraro, Cristina Seregni, Diego Scheggia, Gianluca Colpo e Andrea Bergamaschi, da subito si è attivato per una causa così importante, mettendo insieme disponibilità e attenzione al sociale e alla salute. «Quando mi sono confrontato per la prima volta con le Anne, ho subito capito che avrei imparato molto soprattutto io e che mi avrebbero aiutato ad affrontare la vita in modo migliore, ancora prima di essere io d’aiuto alla loro causa» sostiene Stauffacher che con gli Amici, dopo il sostegno finanziario per la pubblicazione del libro “Doppio laccio” e la Cena diffusa che ha coinvolto diversi ristoranti del territorio, è pronto con nuove iniziative per il 2022.
Perché è fondamentale il periodo cura, ma lo è altrettanto affrontare il dopo. Ce lo spiega bene Lorinda Fasani Pecoraro, psicoterapeuta-psiconcologa: «Si tende a pensare che terminate le cure oncologiche, la donna dichiarata guarita possa finalmente tirare un sospiro di sollievo e riprendere la propria vita da dove l’aveva lasciata prima che la diagnosi di tumore la sconvolgesse completamente. Diagnosi che giunge sempre all’improvviso e in una fase di vita, quella della giovane donna, caratterizzata dalla crescita sociale ed emotiva, dall’attività, da progetti di vita formativi, lavorativi, familiari o da figli già presenti. Il post-cure nasconde però altre sfide e non sempre si riesce subito a ripartire. Sul piano fisico ci si confronta con un corpo che necessita del tempo per riprendersi dalle terapie. Sul piano psicologico bisogna elaborare quanto successo e confrontarsi con nuovi vissuti emotivi, come le paure, le insicurezze, i sensi di colpa. La donna si sente fragile e non sempre capita. Ed è proprio in questa fase, in cui cominciano a ricrescere i capelli persi durante la chemioterapia, che prende senso il gruppo Anna dai Capelli Corti (ad oggi una settantina di Anne) permettendo la condivisione di un’esperienza di vita comune e di sentirsi “veramente capite”, poiché si “parla la stessa lingua”. La condivisione avviene attraverso passeggiate, corsi di scherma, pilates, cucina, ma anche con l’organizzazione di seminari e corsi su varie tematiche, che partono sempre dai bisogni delle Anne e ne favoriscono la riabilitazione. L’Associazione è anche attiva in ambito scientifico e di ricerca per quel che concerne il tumore al seno. Ogni anno viene scelto e sostenuto un progetto che va a beneficio di tutte le donne che sono assistite presso il Centro di Senologia della Svizzera Italiana. Per il 2022 è previsto un progetto di ricerca in collaborazione con la Lega contro il Cancro e l’USI per valutare quali sono in Ticino le implicazioni di una diagnosi di tumore e delle relative cure rispetto al mondo del lavoro e come quest’ultimo possa divenire una risorsa e non un ostacolo nella fase delle post-cure».
Ecco quindi che il lavoro degli Amici di Anna dai Capelli Corti è fondamentale.