Come nasce l’idea di creare i nuovi vini della linea “I Macerati?

«Durante la degustazione delle barrique di gennaio 2017 prese forma l’idea di produrre un vino con un affinamento in anfora o in terracotta. Riflettendo sul progetto, insieme al nostro enologo Luca Biffi e il nostro Sommelier Marco Rasetti ci siamo invece orientati verso un rosso con lunga macerazione a fermentazione rotativa in tonneau da 500 lt. I passi successivi sono stati l’acquisto della giusta barrique e l’attesa della vendemmia 2019 per poi iniziare subito dopo questa affascinante sperimentazione».

Come avviene il processo di macerazione e quali vantaggi comporta?

«Siamo partiti da uve Merlot del vigneto di San Zeno a Lamone, tenute in appassimento per 21 giorni e poste a macerare in barrique rotativa per 12 mesi. Questa barrique speciale consente di ruotare la barrique manualmente di 360° sui supporti durante la fermentazione. L’operazione permette di rompere il cappello senza difficoltà, per una migliore omogeneizzazione della parte solida con quella liquida, e una conseguente estrazione totale di aromi e profumi. Per noi è stata davvero una vera sorpresa scoprire così delle note sconosciute che rimandano ad altre terre, come al Piemonte.  Durante fermentazione il mosto non ha mai raggiunto temperature superiori ai 28°C e il vino così prodotto ha sempre mantenuto dei caratteri interessanti e di buona intensità. Dopo i 12 mesi di macerazione abbiamo sentito però che non era ancora il momento di imbottigliare questo vino e abbiamo così deciso di lasciarlo maturare in barrique nuove della Tonnellerie Sylvain per altri 12 mesi.  L’affinamento ha fatto sì che i sentori legnosi siano equilibrati e non preponderanti. Tutti i processi di vinificazione e affinamento sono stati effettuati senza l’utilizzo di pompe e altri supporti meccanici. Anche la svinatura è stata fatta per gravità».

In sintesi, con quali caratteristiche si presenta il vino “I Macerati” Merlot 2019, prodotto in una edizione limitata di 600 bottiglie?

«Il colore è rosso rubino con riflessi granati, mentre il profumo al primo naso si apre su note di china e genziana e incenso, poi arrivano le note di dattero e scorze di arancia candita il tutto sorretto da una trama acida importante. Per quanto riguarda invece il sapore in bocca risulta essere potente e di struttura con tannini fini ed eleganti ben integrati con la paletta aromatica, un merlot atipico che strizza l’occhio all’eleganza dei migliori Barbareschi e Baroli di Langa. Un vino che richiede una temperatura di servizio di 18-20 gradi da abbinare a grandi piatti di selvaggina come sella di capriolo o cosciotti di cervo cotti con cotture lunghe, carni rosse con marinature in civet (al vino rosso) o i grandi bolliti piemontesi e i formaggi stagionati importanti».

Gli ottimi risultati ottenuti vi hanno indotto a portare ulteriormente avanti il progetto…

«Nel 2020 abbiamo deciso di avviare la produzione di un vino bianco in macerazione a base di uve Chardonnay, provenienti dal vigneto di SanZeno nel comune di Origlio. Le uve hanno fatto 7 giorni di appassimento, 6 mesi di macerazione in barrique rotativa e per finire 12 mesi di barrique nuova prima di essere imbottigliate. “I Macerati” Chardonnay 2020, anch’esso prodotto in sole 600 bottiglie, ha colore giallo paglierino intenso e carico e al primo naso trasmette una sensazione di frutta esotica matura come mango e ananas, fichi secchi, zafferano e fiori gialli, sorretto da una vena fresca presente. Il sapore in bocca e ricco, grasso con una struttura importante e complessa con tannini in evidenza, la trama acida allunga l’intensità e la persistenza un vino creato per stupire. Si tratta insomma di un vino che non ha paura degli abbinamenti, da provare con Foie-Gras d’oca o con preparazioni a base di funghi e tartufo, con dei pesci intensi e ricchi di sapore come rombo o ricciola o merluzzo e carni bianche e petti di volatili e carni rosse con preparazioni speziate ed intense, formaggi di mucca e di capra stagionati. Dopo tutte le esperienze che abbiamo fatto per produrre un bianco da uve rosse, ora abbiamo prodotto un bianco “da rosso”, nel senso che abbiamo ottenuto un bianco vinificato come un rosso».

Avete presentato al pubblico”I Macerati” a Cantine Aperte 2022. Che apprezzamento hanno ricevuto?

«Direi molto positivo, al di là delle nostre migliori aspettative. I vini potevano essere riservarli in primeur per poi ritirarli a settembre ad affinamento finito. È stata l’occasione per far conoscere agli appassionati come Tamborini sia impegnata nella proposizione di vini che ben interpretano il nostro concetto di vino naturale: vini puliti, rispettosi del vitigno, dal sapore intenso e, soprattutto, di grandissima qualità».

Ottimi risultati al Mondial du Merlot 2022

Il Mondial du Merlot è l’unico grande concorso mondiale dedicato esclusivamente ai vini della famiglia del Merlot ed è patrocinato dall’Organizzazione Internazionale della Vite e del Vino (OIV). Nella quindicesima edizione la giuria internazionale ha degustato e giudicato 400 vini selezionati di produttori provenienti da 17 diversi paesi.  Su 28 medaglie d’Oro assegnate a cantine del Ticino, Tamborini si aggiudica un eccezionale primato con 5 Medaglie d’Oro. Le medaglie assegnate includono vini con sapori, profumi e metodi di vinificazione differenti, a dimostrare che l’intera gamma Tamborini ha raggiunto livelli importanti. Sono stati premiati vini storici come il Terre di Gudo bianco, o nuovissimi come il Bianco di Tambo; vini più complessi e ricchi come il Doppio Appassimento, vini più moderni e vini di “esperienza” come ESPE N. 5, il Merlot vinificato in bianco.

  • Terre di Gudo bianco 2021.
  • D.A. Doppio Appassimento 2018 (in anteprima a Cantine Aperte)
  • SanZeno Trentalune 2019
  • Bianco di Tambo 2021 (ultime bottiglie disponibili, prodotto in esaurimento)
  • ESPE N. 5 2021