Destinata originariamente a casa di vacanza, fu trasformata in azienda vinicola grazie alla passione per i vini francesi della proprietaria Pia Pagani De Marchi e del marito, con l’idea di sviluppare una propria produzione vinicola di alto livello: fu la prima azienda a scommettere sulla vocazione vinicola della zona di Casale Marittimo in provincia di Pisa. A dare ancor più slancio all’idea, furono gli scavi archeologici fatti sui terreni della famiglia Pagani. Era infatti la fine degli anni Ottanta quando la Soprintendenza conducendo un’indagine nelle colline dove ora sorgono i vigneti (che saranno piantati dieci anni dopo), fece una sensazionale scoperta. Dieci tombe datate dalla fine del VII all’inizio del IV secolo avanti Cristo. La tomba del Principe Guerriero era la più antica ed aveva una posizione di rilievo rispetto alle altre. In quella tomba venne ritrovato un corredo funebre per il banchetto, un vero e proprio kit da degustazione che, al di là della valenza storica della scoperta, costituì la testimonianza della vocazione millenaria di quel territorio per la coltivazione della vite e la produzione del vino. 

Nell’arco di questi anni l’Azienda Pagani de Marchi si è evoluta continuamente alla ricerca della qualità nella conduzione dell’azienda. Gli esordi furono contraddistinti da vini in purezza, Sangiovese, Merlot e Cabernet Sauvignon. Rossi che conquistarono subito riconoscimenti dagli esperti e dagli appassionati. Nel 2003 il primo assemblaggio come vino di base. Nel 2004 un secondo assemblaggio affinato in barriques di 2° e 3° passaggio. Nel 2009 ai primogeniti rossi venne affiancato un cadetto bianco, a base di Vermentino, che tuttavia non rinunciava alla corposità dei vini di quelle terre, ma che aveva la necessaria morbidezza per palati più delicati.

Dal 2009, i vigneti dell’azienda – che si estendono su una superficie di circa 6 ettari, sulle colline sottostanti il paese di Casale Marittimo, a un’altitudine di circa 200 m s.l.m. – sono coltivati secondo le regole dell’agricoltura biologica.  Il terreno che ospita le vigne è composto d’argille sedimentarie del pliocene, è calcareo, povero d’azoto e sostanze organiche, ma ricco di potassio, magnesio e calcio assimilabile.

Con il passaggio nel 2021 del testimone da Pia Pagani al figlio Matteo, è stata rimarcata la volontà di proseguire il percorso avviato dai genitori di fare vini di qualità, rispettando sempre più le radici del territorio. Questo lavoro comporterà un cambiamento nella linea stilistica e di immagine dei vini per le prossime uscite.

Per celebrare il traguardo di questi primi vent’anni di attività che segna un punto d’arrivo, ma anche l’inizio di una nuova partenza, è stata organizzata una degustazione guidata da Paolo Basso, primo sommelier al mondo ASI 2013 e Matteo Pagani, nuovo titolare. Durante la degustazione sono state assaggiate le correnti annate dei vini: Blumea 2020 e Montaleo 2018; le future annate dei vini: Olmata 2018 e Principe Guerriero Anfora 2019, e infine un’annata rappresentativa del passato con Casa Nocera Merlot 2015. Di particolare interesse la presentazione di un rosso in anfora, il 2019 Principe Guerriero, che ha voluto così rappresentare un ritorno alle origini, omaggiando il ritrovamento della tomba etrusca nel suo podere. Non più Sangiovese in purezza, come era l’etichetta in precedenza, ma ora figlio di merlot e cabernet sauvignon. Nel bicchiere ha colore rubino carico, naso esplosivo con profumi di lampone, sciroppo di more, nota balsamica e sentori di macchia mediterranea, sorso che impressiona per il carattere, grande struttura e piacevole rusticità, con un tannino che comunque stupisce per la sua finezza, e lunghezza infinita. È un rosso seducente, uno dei migliori vini toscani.