Un tempo si diceva che il mondo dell’auto fosse prevalentemente maschile. Esiste, a suo giudizio, un modo di approcciarsi alle automobili tipicamente femminile?

«Credo che siano definitivamente tramontati i tempi in cui le donne lasciavano all’uomo il controllo assoluto sulle auto e i motori, ritagliandosi solo un piccolo spazio per la guida di vetture utilitarie. Il loro ingresso a pieno titolo nel mondo del lavoro, la loro partecipazione alla vita sociale e culturale si manifesta anche in un utilizzo totale dell’automobile cui non sono estranee anche l’evoluzione che l’auto ha registrato negli ultimi decenni, con la predominanza assunta dell’elettronica e, contemporaneamente, la crescita delle conoscenze e competenze delle donne nel campo della tecnologia».

Lei si occupa da molti anni della promozione di un marchio prestigioso come Bentley. Che sensazione si prova a trascorrere la propria vita lavorativa in mezzo ad auto così esclusive?

«Bentley è un marchio prestigioso, sinonimo di automobili esclusive, eleganti e di gran classe. Nel tempo ho avuto modo di seguire e partecipare alla sua trasformazione, assistendo al radicale cambiamento del concetto di lusso, alla sua evoluzione estetica e tecnologica, fino a diventare protagonista nella produzione di modelli che, pur mantenendo gli originari valori identitari, sono entrati a far parte di un utilizzo quotidiano da parte di una clientela giovane, moderna, appagata sul piano professionale, attenta ai consumi e alla qualità della propria vita».

La sua competenza specifica si estende anche agli aspetti tecnici e motoristici di una vettura. In che modo è riuscita ad appassionarsi a questo argomento?

«Oggi non è certamente possibile vendere un’auto senza avere anche una specifica competenza riguardo a tutte le sue caratteristiche tecniche. Questa esperienza si acquisisce nel corso degli anni, con una assidua frequentazione di corsi specializzati organizzati dalle Case Madri per tutti gli aggiornamenti necessari. Un ulteriore ed importante competenza la si acquisisce sul campo con sinergia tra tutti i reparti attivi presso Kessel che per assicurare un’assistenza globale ai Clienti è volta ad un Service di cura e fidelizzazione del Cliente.  Un ruolo importante, nel caso di Bentley come di altri marchi che rappresentiamo nel gruppo Kessel, sono i Factory Tour e una formazione continua a tutti i livelli e in tutti gli ambiti di competenza. Questa formazione si estende a tutti i campi su cui occorre estendere le proprie conoscenze, dall’area commerciale, al marketing, alla comunicazione, ecc.».

Quali sono state la sua formazione e le sue esperienze professionali prima di approdare al Gruppo Kessel?

«Provengo dalla provincia di Varese e, più per caso che seguendo una specifica vocazione, ho iniziato a lavorare all’interno di un gruppo automobilistico, dove ho mosso i primi passi e cominciato ad esplorare i vari aspetti del mondo dell’auto. Dal 1994 seguo il marchio Bentley, e dopo alcune esperienze a Milano e Roma, sono approdata in Ticino dove ho iniziato a lavorare in Kessel. Devo dire che l’articolazione del Gruppo, Dealer di marchi prestigiosi, Ferrari, Maserati, Pagani, la presenza nel mondo delle corse con Kessel Racing, il Reparto Classiche, in un ambiente dinamico e fortemente motivato, mi hanno offerto una straordinaria opportunità di crescita, perché il lavoro viene portato aventi con la consapevolezza di essere un team affiatato e compartecipe alla vita del Gruppo con una sinergia che ci permette di seguire il Cliente a 360 gradi. Per il Gruppo Kessel, la cura del cliente è la priorità, i clienti sono la nostra prima risorsa e noi dobbiamo farli sentire a casa. Gli eventi organizzati sono volti a creare una Comunity Kessel, un valore aggiunto».  

Che cos’è il lusso e cosa è cambiato nei comportamenti dei clienti dopo la pandemia?

«Per molto tempo si è pensato al lusso come a qualcosa che atteneva al possesso di beni più o meno esclusivi e alla loro ostentazione come simbolo come uno status di benessere raggiunto. Ora tutto questo sembra essere finalmente superato a vantaggio di un lusso intelligente fatto di prodotti (e dunque anche automobili) e di servizi contraddistinti da qualità, funzionalità, sostenibilità: il tutto con l’obbiettivo del raggiungimento di un modo di vivere il più possibile confortevole, equilibrato, rispettoso dell’ambiente e della persona umana. Per quanto riguarda la pandemia non credo che abbia avuto particolari riflessi sul mercato delle auto di lusso. Anzi, se anche può sembrare un paradosso, questo segmento se ne è forse avvantaggiato per il desiderio, in tempi di incertezza e isolamento, di ricercare una gratificazione magari attraverso l’acquisto di un’auto desiderata e mai posseduta».

Quando non è impegnata nel lavoro, come trascorre il suo tempo libero?

«Il tempo libero è dedicato alla famiglia, agli amici, allo sport all’aria aperta e alla buona cucina».