La Fondazione ticinese Main dans la main ha invitato, venerdì prossimo – 26 novembre – l’ex sindaco di Riace, Mimmo Lucano. Durante la serata prevista al Palazzo dei Congressi di Lugano, l’amministratore calabrese parlerà del suo modello di accoglienza, che sta facendo scuola nel mondo e in particolare lungo le coste del Mediterraneo. Lucano nei suoi anni da sindaco ha infatti accolto centinaia di rifugiati e ripopolato Riace, la cittadina calabrese, che, dopo aver vissuto un momento di ribalta per il ritrovamento dei famosi bronzi nel 1972, era diventata sinonimo di immigrazione clandestina e sproporzionata.
La serata a Lugano con Mimmo Lucano
A Lugano, Mimmo racconterà gli anni da sindaco di Riace, l’accoglienza basata sul principio “case disabitate per chi non ha più una casa”, ma si addentrerà anche nella spinosa e sofferente vicenda giudiziaria, di cui è protagonista. Come racconta infatti nel libro Il fuorilegge, Lucano – difeso tra gli altri pro bono dall’avvocato penalista Giuliano Pisapia, europarlamentare ed ex sindaco di Milano – ha subito il 30 settembre scorso una sentenza giuridica decisamente avversa, che l’ha condannato a 13 e due 2 mesi di carcere, oltre che al pagamento di mezzo milione di euro. Una sentenza che per la sua severità ha suscitato indignazione e contestazioni dalla politica, come dalla magistratura e dalla società civile, in tutto il mondo. Lucano avrebbe compiuto presunti illeciti nella gestione dei migranti, dai quali avrebbe guadagnato somme di denaro (di fatto però mai trovate in sua disponibilità).
Numerosi i riconoscimenti attribuiti all’ex-sindaco anche in Svizzera, dove, ad esempio, gli è stato assegnato quello per la Pace e per i diritti umani di Berna.
Anche nel corso della serata luganese, Mimmo Lucano riceverà un premio, l’MDM 2021, che comprende anche un obolo di 50.000 franchi. Il premio in denaro, assegnato per il suo impegno umanitario, sarà anche un contributo per affrontare le prossime fasi processuali, visto che, come fa sapere l’avvocato Pisapia: “Una volta conosciute le motivazioni della sentenza – non ancora depositate n.d.r. – batteremo ogni strada per dimostrare l’innocenza e la buona fede di Mimmo”.
Nella foto, Mimmo Lucano e Rocco Cordì a Riace.