Come ogni anno, EY Lugano ha voluto confrontarsi con gli operatori del settore riguardo alle principali novità in campo fiscale, contestualizzando questo importante tema in una panoramica di più ampio respiro che considerasse l’attrattività economica (svizzera e ticinese) nei suoi diversi aspetti.
Introdotto da Stefano Caccia, Partner Ernst & Young, Daniel Gentsch, Responsabile fiscale per la Svizzera di EY, ha illustrato lo stato della normativa riguardo allo scambio volontario di informazioni inerenti a ruling con autorità fiscali di altri Paesi. A Sandro Jaeger e Elisa Alfieri di EY Lugano è toccato il compito di avanzare alcune considerazioni sugli scenari e le tempistiche di presentazione di una nuova legge a livello federale, dopo l’esito del referendum popolare del 12 febbraio che, è stato ricordato, ha visto la riforma approvata in soli 4 Cantoni (Zugo, Nidvaldo e Vaud nei quali era già stata varata una proposta di revisione) e appunto in Ticino dove era stato elaborato un pacchetto equilibrato i cui contenuti erano stati comunicati con sufficiente chiarezza ai cittadini.
Con la Riforma III dell’imposizione delle imprese, determinate società a statuto particolare e prassi fiscali esistenti in ambito cantonale e federale avrebbero dovuto essere sostituite da nuove misure, accettate dalla comunità internazionale. Il mantenimento di questi regimi fiscali malvisti non aiuterà a ridurre la pressione internazionale. In particolare la UE non getterà la spugna e di conseguenza non si potranno escludere sanzioni. Per esempio potranno esserci disdette di convenzioni di doppia imposizione o l’inclusione della Svizzera nella lista nera dell’OCSE. Per questi motivi una nuova riforma è di vitale importanza. Di fronte a tutto ciò, alcune domande sorgono spontanee: la Svizzera e in particolare il Canton Ticino continueranno a essere una piazza economica attraente dal punto di vista fiscale ed economico? Quali effetti avrà l’incertezza del diritto che ne consegue sull’attività d’investimento delle imprese? Quando ci si potrà attendere un nuovo progetto? Come prepararsi per affrontare al meglio questi cambiamenti?
All’interno dell’incontro ampio spazio è stato dato all’intervento di Costante Ghielmetti, Vicedirettore presso il Dipartimento delle Finanze e dell’Economia, Divisione delle Contribuzioni, che ha sottolineato come la Riforma III dell’imposizione delle imprese fosse intesa a eliminare l’imposizione ridotta per le società holding, le società di domicilio e le società miste. Tale imposizione infatti non è più compatibile con gli standard internazionali. Per evitare che la Svizzera perdesse competitività era prevista l’introduzione di misure di sgravio fiscale accettate a livello internazionale. In primo piano figurava la promozione delle innovazioni. Era inoltre intenzione della Confederazione sostenere i Cantoni in vista delle previste riduzioni dell’imposta sull’utile.
Riguardo al futuro sono state avanzate nel corso dell’incontro alcune ipotesi: l’alternativa più plausibile è l’elaborazione di una versione più “soft” (“Progetto fiscale” 2017) riguardo ad alcune misure, come per esempio i trattamenti privilegiati dell’utile di brevetti, le deduzioni per la ricerca e lo sviluppo, ma anche i metodi di finanziamento come aliquote maggiorate o la tassazione dei dividendi. Meno probabile invece la messa in cantiere di una seconda alternativa che dividerebbe la riforma in due fasi: la prima per abolire i regimi privilegiati e la seconda per introdurre forme di agevolazione alternative.
Da ultimo, Federico Domenghini, Presidente del CdA della Valcambi, società operante nel settore dei metalli preziosi, ha messo in luce la necessità di non perdere altro tempo in inutili dibattiti politici perché nel frattempo i paesi competitors non stanno certo a guardare. Ma dall’altro ha voluto anche ribadire come la fiscalità costituisca solo una delle leve strategiche che guidano le scelte di un imprenditore, invitando dunque la Svizzera e il Ticino a valorizzare ulteriormente i punti di forza che rendono questo territorio particolarmente attrattivo per un imprenditore straniero.