«Il novantesimo anniversario è stato l’occasione per riflettere, anche grazie al delicato  momento economico, sulle strategie che ci hanno permesso di essere ancora qui oggi e di godere della stima e della fiducia di tante persone: non abbiamo mai smesso di essere un punto di riferimento per ogni target di clientela. La partnership con il marchio Sotheby’s ha portato maggiore visibilità sul mercato internazionale e verso la clientela estera. Il nostro mercato di riferimento resta però quello locale al quale non abbiamo mai rinunciato». 

 

In generale, quale è l’andamento del mercato immobiliare?

«É un mercato in rallentamento rispetto ad alcuni anni fa, in quanto determinati target di clientela sono quasi completamente scomparsi mentre le proprietà in vendita sono aumentate. In queste condizioni, il mercato dipende maggiormente dagli acquirenti anziché dai venditori ragione per la quale il prezzo scende soprattutto in fase di trattativa. La nostra previsione è che i prezzi si assesteranno su un livello più basso di

quello attuale. A medio termine invece, molto dipende da come evolverà la situazione economica e politica in Svizzera. In generale il nostro paese è sempre molto attrattivo grazie alla solidità del franco svizzero, alla stabilità politica ed economica, così come all’efficienza dei servizi e alla sicurezza».

 

Cosa dovrebbe fare la Svizzera per essere ancora più attrattiva?

«Dovrebbe ripensare, o ancora meglio abolire, alcune leggi e norme che sono fortemente limitative, per esempio quelle sulle residenze secondarie, che con la legge Weber ha ulteriormente inasprito la LAFE ».

 

E la fascia media può garantire la stabilità del mercato?

«La fascia media locale in generale ha perso potenziale d’acquisto, il che vuol dire che può permettersi meno di quello che poteva acquistare 10 anni fa. Pensiamo a tutte le posizioni manageriali che sono state tagliate dalle banche, ai bonus aboliti nelle grosse società, ebbene, questo ex cliente medio-alto, ora deve riposizionarsi diversamente. D’altro canto i bassi tassi d’interesse spingono parte degli inquilini a considerare l’acquisto di una proprietà».

 

É vero che i giovani sono i più penalizzati?

«Assolutamente sì. In particolare i trentenni appena inseriti stabilmente nel mondo del lavoro, desiderosi di “metter su casa”, raramente riescono a far fronte all’acquisto di una proprietà, tanto più se si trova nelle prossimità del centro. Il risultato più immediato è che i giovani scelgono la locazione, servizio offerto dalla nostra società. Un’ulteriore limitazione, ma non solo per i giovani, è data dall’ottenimento del finanziamento ipotecario che oggi viene affrontato dalle banche con estrema prudenza nell’ambito della sostenibilità del cliente». 

 

Dunque, come sarà il 2017 per l’Immobiliare Fontana? Che cosa vi augurate?

«Nonostante le difficoltà del momento, rimane una grande positività favorita dal basso livello dei tassi ipotecari e dai prezzi di vendita rientrati in parametri che rispecchiano il valore di mercato. Ci auguriamo dunque che i proprietari capiscano che il mercato è cambiato e che i valori di vendita applicati negli ultimi anni sono difficilmente realizzabili. Inoltre siamo certi che il Ticino è ben promosso dalla rete internazionale di Sotheby’s, che dagli 800 uffici sparsi in 68 paesi continua a portare potenziali acquirenti».