A Giubiasco, in località Sotto le Vigne, un’importante scoperta archeologica per il Canton Ticino: una sepoltura femminile a inumazione, con corredo in bronzo (orecchini a matassina e una serie di fibule a sanguisuga, che chiudevano il sudario della defunta).

E una cremazione maschile, dove – a lato dell’urna cineraria – si conservavano un bicchiere, due fibule certosa e un pugnale, chiaro indizio dell’alto rango del defunto.

Così, alla presenza del Direttore del Dipartimento del territorio e del suo staff, si è svolta ieri mattina – 28 novembre – la presentazione alla stampa dello scavo attualmente in corso a Giubiasco.

Una folta e interessata presenza di media ha fatto da sfondo a chi si è susseguito nei discorsi. Introdotta dal saluto del capo Ufficio dei beni culturali, arch. Endrio Ruggiero, ha fatto seguito la nota del Direttore del Dipartimento, Claudio Zali, che ha messo l’accento sull’importanza dell’archeologia cantonale e sul ruolo dello Stato nei confronti di un patrimonio che appartiene alla collettività.

Rossana Cardani Vergani – responsabile dei Servizio archeologico cantonale – ha spiegato il contesto generale dei ritrovamenti a Giubiasco e il perché dell’importanza di questa particolare indagine, che ha riconsegnato al Cantone Ticino i primi tumuli di età del Ferro.

I ritrovamente della scoperta archeologica di Giubiasco

La parola è in seguito passata a Luisa Mosetti, responsabile degli scavi archeologici per l’Ufficio dei beni culturali –, che ha illustrato quanto emerso nelle due tombe, inserite nel tumulo

centrale, e visibili nel corso della giornata odierna: una sepoltura femminile a inumazione con corredo in bronzo (orecchini a matassina e una serie di fibule a sanguisuga, che chiudevano il sudario della defunta).

E una cremazione maschile, dove – a lato dell’urna cineraria – si conservavano un bicchiere, due fibule certosa e un pugnale, chiaro indizio dell’alto rango del defunto.

Molte le domande scaturite dopo la presentazione e grande l’interesse dei presenti per i passi futuri legati a questo scavo e alle tappe che lo accompagneranno: microscavo dei reperti mobili in laboratorio, analisi dei contenuti (organici e non), interventi di conservazione e restauro, studio e valorizzazione.