La carenza d’acqua é fra i problemi più gravi che affliggono il pianeta…
«Uno degli aspetti che richiamano con maggior urgenza una crescente attenzione alla questione delle risorse idriche, è quello demografico. La popolazione mondiale ha raggiunto un tasso di crescita annua superiore all’1%, per altro in maniera disomogenea su scala continentale e con una forte urbanizzazione. L’impatto demografico ad esempio, ha sulla sola questione della Sicurezza Alimentare immediate ripercussioni sulla disponibilità di acqua. Si rende necessario quindi il ripensamento del rapporto fra gli esseri umani ed il nostro pianeta, soprattutto alla luce del principio della Capacità di Carico della Terra che, ricordiamo, è un sistema chiuso. La sempre maggiore domanda di acqua potabile da parte della popolazione mondiale in crescita, è destinata a scontrarsi con la contestuale crescente carenza idrica legata in parte ai cambiamenti climatici, antropici e non, in parte agli sprechi generati da un sistema economico e sociale tributario di un approccio consumistico spesso irresponsabile. Ma non è tutto, perché l’acqua non è omogeneamente diffusa sul nostro pianeta e quindi in molte aree del mondo questo fenomeno è aggravato dalle crisi indotte dalla mancanza di accesso all’acqua tout court. E questo genera tensioni, contese e conflitti in numero crescente rispetto al passato, con un aggravio degli scenari geopolitici a livello internazionale. In questo contesto diviene quindi indispensabile porsi oggi il problema di cosa succederà domani: non solo in termini di accesso alle risorse idriche, ma anche di come riorganizzare l’agricoltura e l’industria per ridurne il più possibile l’impatto ambientale ».
Perché è opportuno parlare di un approccio olistico al problema dell’acqua?
«Le risorse idriche sono oggetto di studi, ricerche, progetti e proposte da parte di ambiti scientifico-disciplinari differenti,e la soglia di conoscenza tecnica raggiunta è in molti casi straordinariamente avanzata, ma questi stessi settori non parlano il medesimo linguaggio e spesso fanno fatica a dialogare tra loro. Per questo pensiamo che sia necessario dar luogo ad una Nuova Cultura dell’Acqua, proprio per poter rendere più efficace il confronto fra le diverse discipline che si rende necessario se si vuole fare la differenza. Sulla base delle esperienze maturate, da tempo abbiamo raggiunto la convinzione che fosse necessario offrire a chi si occupa di questi temi, un modello culturale alternativo capace di integrare conoscenze e ricerche, basato su un approccio olistico, non certo generalista, in grado di affrontare compiutamente le diverse crisi idriche superando le consuete divisioni che impediscono di avere una visione d’insieme. Così è nata Water Academy SRD, integrata ed allineata all’impianto valoriale espresso dal Principio di Sviluppo Sostenibile e Responsabile».
La versione completa di questo articolo la potrete trovare all’interno dell’edizione cartacea di Ticino Welcome