Come è nata la collaborazione fra la FIPPD e il centro culturale LAC Lugano Arte e Cultura?

«La Fondazione Informatica per la Promozione della Persona Disabile (FIPPD) si occupa di sofware e hardware speciali da 25 anni, prima con il Centro Informatica Disabilità diretto da Gabriele Scascighini e la Scuola Speciale Cantonale, poi attraverso la realizzazione di progetti speciali per promuovere l’inserimento di persone disabili nel mondo della scuola, del lavoro e inoltre per incoraggiarle nell’organizzazione del loro tempo libero».

Perché avete pensato al LAC?

«Perché il centro culturale LAC è sensibile alla necessità di consentire a tutti un accesso libero alla fruizione delle proposte artistiche e alla comprensione dei loro contenuti. Per questo è nato il progetto “anch’ioLac”».

In che cosa consiste?

«Si tratta di un’importante sinergia con la FIPPD di Lugano, che mette a disposizione una borsa di studio appena rinnovata per il triennio 2019-2021, per una risorsa al 50% che si occupi dell’accoglienza di persone con disabilità all’interno del settore di mediazione culturale. Grazie alla FIPPD, il LAC può sviluppare un settore di competenza nell’ambito dell’inclusione proponendosi a livello nazionale e internazionale quale esempio virtuoso di sostegno all’accessibilità culturale per tutti».

Come è iniziato il progetto?

«La ricerca è incominciata nel 2016 in collaborazione con il dipartimento di informatica dell’università della Svizzera Italiana (USI), focalizzata sull’identificazione delle best practices nell’ambito dell’accoglienza museale internazionale. Sono state avviate ricerche per realizzare uno strumento informatico in grado di agevolare le visite di gruppi con disabilità cognitive alle mostre del Museo d’arte della Svizzera italiana (MASI). Nel 2017, la collaborazione con l’USI si è concentrata su una ricerca nell’ambito della comunicazione aumentativa alternativa (CAA), destinata a persone con disabilità cognitive. Contemporaneamente è stata creata una rete di contatti con le associazioni e le istituzioni del territorio legate al mondo della disabilità per favorire l’accesso al LAC e al suo museo».

Come è proseguito il progetto?

«Sono state condotte visite guidate e atelier creativi soprattutto con l’associazione Atgabbes. Nell’ultimo anno sono stati accolti 58 gruppi quali Atgabbes, fondazione Diamante, fondazione La Fonte, diverse scuole speciali, case anziani, Casa Andreina, clinica psichiatrica di Mendrisio, ospedale psichiatrico Malcantonese, Istituto Loverciano, Istituto Canisio».

Oltre alle visite al museo sono previste altre iniziative?

«Sono stati realizzati progetti inclusivi quali “Scintille” condotto da Patrizia Nelbach, che ha accolto gruppi di persone affette da Alzheimer e il progetto “Sorprendimi” che Pro Senectude ha sviluppato per persone con demenza senile. All’inizio del 2019 inoltre, è stata organizzata una tavola rotonda in occasione dello spettacolo “Silent” realizzato grazie all’integrazione e alle competenze di persone sorde artisti e musicisti».

Avere nuove proposte per i ragazzi delle scuole?

«Stiamo sviluppando un progetto nel Canton Grigioni con “Mission bambini”: un Laboratorio didattico di robotica educativa e MINT (scienze matematiche, informatiche, naturali e tecniche) presso la sede scolastica di Roveredo, un polo innovativo e moderno che si integra alla didattica tradizionale. Ai bambini che manifestano maggiori difficoltà, riesce infatti a offrire benefici significativi in termini di apprendimento di base e inclusione sociale ai bambini che manifestano maggiori difficoltà».