Quali sono i principali elementi che caratterizzano la vostra associazione?
«Round Table si differenzia dagli altri club di servizio soprattutto per il fattore dell’età: ogni membro perde infatti il diritto di appartenervi al raggiungimento del suo quarantesimo anno d’età. La Round Table svizzera ha per scopo quello di favorire i contatti tra giovani uomini esercitanti professioni differenti, di sviluppare il senso della responsabilità civica e della etica professionale, di servire la comunità mediante attività sociali, d’incoraggiare l’amicizia e la cooperazione internazionale. Questi scopi sono realizzati tramite riunioni, conferenze, discussioni ed altre attività».
Com’è organizzata la Round Table?
«Il nucleo di base della Round Table sono le Tavole locali. Ogni Tavola è composta da 10/40 membri, dei quali non più di due possono esercitare la stessa professione. La Tavola, che è diretta da un Consiglio eletto annualmente, si riunisce ordinariamente due volte al mese. Nel corso delle riunioni, al termine del pranzo, vengono trattati argomenti di vasto interesse professionale, culturale o sociale, che vengono introdotti da conferenze o relazioni tenute da personalità o esperti. La Round Table riserva le sue riunioni ordinarie ai propri membri ed a coloro cui si ritiene, di volta in volta, di estendere l’invito. Della Round Table possono entrare a far parte coloro che, presentando i requisiti, vengono ammessi quali membri di una Tavola locale per volontà di tutti i suoi componenti. L’opposizione di un solo membro è infatti generalmente sufficiente a respingere la candidatura».
Possiamo riassumere in breve la storia di Round Table?
«Nel 1926 Louis Marchesi, un membro del Rotary Club di Norwich (Gran Bretagna), ebbe l’idea di creare un club di giovani. Perciò colse al volo l’occasione che gli si presentò nel 1927 durante il congresso delle Industrie Britanniche che si svolgeva a Birmingham sotto la presidenza del Duca di Windsor. Adopt, Adapt, lmprove”. Ecco come è nata l’idea della Tavola Rotonda e da dove proviene il motto del nostro movimento. Quanto alla nostra insegna, dopo qualche anno di cambiamenti, nel 1929 fu adottato il disegno della Tavola Rotonda di Re Artù esistente al Castello di Winchester. Dall’epoca dello sviluppo europeo del movimento, le Tavole nazionali adottano un simbolo analogo, modificando soltanto il motivo centrale».
A chi avete deciso di indirizzare il vostro “service” per il 2016-2017?
«La scelta è caduta sull’associazione Velabili, un’organizzazione velistica che offre alle persone con disabilità l’opportunità di avvicinarsi e praticare attivamente lo sport della vela sui nostri laghi. Con i fondi raccolti attraverso le nostre iniziative abbiamo voluto acquistare e donare una barca appositamente attrezzata per la partecipazione a regate e per svolgere le attività atte a favorire la loro integrazione: si tratta di un’Hansa 303, che ha la caratteristica di una manovrabilità senza la necessità di usare il movimento del tronco e degli arti inferiori».
Nel corso degli ultimi anni avete poi sponsorizzato la Round Table Cup…
«Infatti. Questa gara internazionale di paraciclismo riservata alla categoria Handbike è diventato un impegno costante, organizzato con il concorso anche della Round Table 36 di Locarno, che testimonia il nostro impegno e la nostra vicinanza nei confronti dei portatori di handicap e delle persone disagiate. Se da un lato vogliamo lavorare per consentire ai nostri giovani imprenditori di crescere e acquisire sempre maggiori competenze professionali, dall’altro riteniamo sia nostro preciso dovere farsi carico dei problemi sociali della nostra comunità, portando un contributo per migliorare in tutti i modi possibili la qualità della vita».