Come nasce l’idea di costituire l’associazione io NO!?
«io NO! è un’associazione senza scopo di lucro che opera sul territorio ticinese e che si occupa di prevenzione degli abusi sessuali sui bambini. Si rivolge agli adulti e agli adolescenti che sentono di essere attratti o di avere fantasie sessuali nei confronti dei bambini, ma che non sono ancora passati all’atto (art. 187 CPS). Con questo approccio io NO! vuole contribuire a evitare il primo passaggio all’atto di abusi sessuali verso i bambini. Questa antenna, che conta di essere operativa entro la fine dell’anno, ha infatti l’obiettivo di essere sportello, prima che sia troppo tardi, per chi sente pulsioni e non vuole compiere atti di pedofilia».
A chi si indirizza dunque l’associazione io NO!?
«Ci rivolgiamo a persone, adulti o adolescenti, uomini e donne, che avvertono di avere impulsi sessuali nei confronti di minori. Lo scopo è poter iniziare un percorso tutto incentrato sulla prevenzione, con il fine di regimentare questo tipo di pulsioni, contenerle, confinarle. Tenendole lontane dall’atto pratico, insomma, in modo da difendere e proteggere in un gesto solo sia le potenziali vittime di un abuso, sia il potenziale carnefice. Aiutarli quando si è ancora in tempo. L’associazione io NO! si ispira a quanto messo in campo da ‘Dis-no’, attiva in Svizzera francese da cinque anni, e dal Forensisches Institut Ostschweiz in Svizzera tedesca a partire dal 2004».
Con quali modalità si svolge il vostro intervento?
«Il primo contatto può avvenire via mail o telefonicamente. Le prestazioni sono gratuite e fornite da personale qualificato che ascolterà senza giudicare. In ogni caso è prevista la possibilità di contattarci mantenendo l’anonimato. Chiedere aiuto può essere infatti molto difficile considerando il tema e i suoi tabù. Avere paura è più che legittimo ma avere dei fantasmi non è di per sé punibile dalla legge. Aver fatto uso di materiale pedo-pornografico in passato o consumarlo quotidianamente rende la richiesta di aiuto ancora più difficoltosa, ma l’associazione io NO! non è obbligata a denunciare un consumo personale di questo tipo. Il nostro intervento non offre né una presa in carico terapeutica, né un servizio d’urgenza ma si propone invece di accompagnare le persone che desiderano trovare un sostegno/aiuto per smettere di fruire di materiale pedo-pornografico».
Siete operativi da poco tempo, ma è già possibile avere un riscontro alla vostra iniziativa?
«Sì. Il riserbo che gira attorno a questo tema non esorta le persone a parlarne apertamente, ma già abbiamo avuto dei contatti a conferma della necessità di un servizio come questo che ci auguriamo possa avere al più presto il pieno riconoscimento e sostegno da parte delle autorità cantonali competenti. Molte persone sono preoccupate dalla loro attrazione sessuale o dalle loro pulsioni verso i bambini. E la loro situazione merita di essere accolta e considerata ogniqualvolta viene avvertito il bisogno di parlarne».
Essere attratto sessualmente dai bambini significa necessariamente essere pedofilo?
«Diversi studi e testimonianze indicano che le persone possono avere dei pensieri sessuali con dei bambini senza essere pedofile. Possono inoltre essere confrontate a delle situazioni incestuose, a delle dipendenze sessuali, pornografiche o pedo-pornografiche, a dei dubbi riguardo alla possibilità di ripetere gli abusi subiti o allo sviluppo della propria sessualità, ecc. Per questo, sin dal primo momento in cui si inizia ad essere preoccupati, qualunque sia il motivo, occorre parlarne, non rimanere soli, Prendere contatto con un’associazione come io No! consente fare il punto della situazione, per capire come gestire al meglio i passi successivi per prevenire comportamenti e abusi gravi nei confronti dei minori».