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«Ho preso la decisione di un’operazione militare», ha detto Putin ai russi parlando dal canale TV nazionale, questa mattina all’alba: «un ulteriore allargamento della Nato a est è inaccettabile», ha proseguito il presidente. Avrebbe poi anche chiarito che «non è nei piani della Russia l’occupazione dell’Ucraina». Doveva trattarsi quindi, a parole, di “un’operazione militare speciale”, una “toccata e fuga”, se vogliamo, ma così non è strato: a 4 ore dall’attacco, è già chiaro che stiamo parlando di un conflitto, un attacco totale, su vasta scala, che coinvolge militarmente anche i Paesi confinanti che sostengono Putin. L’intento dichiarato dal capo di Stato di «demilitarizzare ma non occupare» l’Ucraina è già fortemente compromesso.

«Denazificare» il Paese confinante, questa la promessa di Putin, che sembra voler strizzare l’occhio alle sinistre di tutto il mondo, cercando di intercettare consensi internazionali che in realtà scarseggeranno ad arrivare.

Le minacce atomiche

Putin si è poi anche fatto direttamente ed esplicitamente minaccioso nei confronti dell’occidente – Nato e UE in testa, ovviamente -: «Chiunque provi a interferire o a minacciarci, deve sapere che la risposta della Russia sarà immediata e porterà a conseguenze mai sperimentate nella storia». Bisogna ricordare che recentemente Putin, durante l’incontro con Macron, aveva ricordato che “la Russia è una potenza nucleare ben superiore a molti Stati, anche tra quelli che possiedono la bomba atomica”. Insomma, la minaccia sembra concreta e reale, il mondo fa bene a spaventarsi.

Il leader del Cremlino nel suo intervento di questa mattina non ha specificato la portata dell’operazione, né gli obbiettivi militari diretti, ma le bombe hanno iniziato a cadere un po’ su tutto il territorio ucraino, e truppe hanno cominciato a entrare nel Paese anche dal confine Sud, cioè dalla Crimea – non da territorio russo! – e da Nord dalla Bielorussia (idem!), con attacchi nei porti strategici di Mariupol e Odessa.

La risposta internazionale

La prima presa di posizione ufficiale è stata quella del presidente americano Joe Biden, che ha definito l’attacco «non provocato e ingiustificato», aggiungendo che Putin «ha scelto una guerra premeditata che porterà una perdita catastrofica di vite umane e di sofferenza», e che dovrà «renderne conto» al mondo. 
Anche i leader europei, e il presidente del Consiglio Italiano Mario Draghi, hanno condannato l’attacco e annunciato nuove pesanti sanzioni contro Mosca.

NATO e UE

Da subito, il sostegno all’Ucraina è arrivato anche dalla Nato, nella quale il paese dell’ex Urss chiede da tempo di essere accolta. Il segretario generale, Jens Stoltenberg, ha ribadito il sostegno dell’Alleanza atlantica al popolo ucraino, promettendo che farà «tutto il necessario per proteggere e difendere i suoi alleati». «Condanno fermamente l’attacco sconsiderato della Russia all’Ucraina – ha specificato Stoltenberg – che mette a rischio innumerevoli vite civili. Questa è una grave violazione del diritto internazionale e una seria minaccia alla sicurezza euro-atlantica. Gli alleati della Nato si incontreranno per affrontare la rinnovata aggressione della Russia».

Immediato anche l’appoggio dell’UE: il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, e la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, hanno specificato che oggi sarà convocato un Consiglio straordinario che  «imporrà enormi e gravi conseguenze alla Russia per le sue azioni. L’Ue continuerà a fornire una forte assistenza politica, finanziaria e umanitaria all’Ucraina e alla sua popolazione».

Anche il premier britannico Boris Johnson ha dichiarato il suo appoggio alla Bielorussia e condannato la decisione del Cremlino. Il primo ministro  inglese ha detto che «l’Occidente non resterà in disparte mentre il presidente Putin conduce questa campagna contro il popolo ucraino» e di «sperare che l’Ucraina possa resistere». «L’Ucraina e il suo popolo sono nei pensieri di tutti nel Regno Unito in quest’ora oscura», ha concluso.

La reazione di Kiev

Il presidente dell’Ucraina, Zelensky, ha chiesto di «fermare Putin e la guerra contro l’Ucraina e il mondo», e di «costruire una coalizione anti-Putin (…) e imporre sanzioni immediate a sostegno dell’Ucraina».
Intanto questa mattina alle 7, l’esercito del Paese ha dichiarato di aver abbattuto 4 aerei e un elicottero russi. Ma secondo il ministro della Difesa di Mosca, citato dalla Tass, le difese aree dell’Ucraina sarebbero state addirittura soppresse: «L’infrastruttura militare delle basi aeree delle forze armate ucraine è stata distrutta, così come le installazioni di difesa».
Già dalle 5 di questa mattina il presidente Zelensky, dopo un colloquio con Biden, ha imposto la legge marziale nel Paese e ha detto: «Siamo forti, pronti a tutto. Vinceremo».

Le motivazioni del conflitto, in questo nostro articolo.