La rapida risalita dei contagi – che aveva portato anche in Ticino a un appello ai non ancora vaccinati perché scegliessero di sottoporsi all’iniezione – è sicuramente alla base della decisione di un’ampia maggioranza di cittadini elvetici di richiedere quello che in Europa, e ormai anche Svizzera, viene chiamato green pass.
Già dal 13 settembre, la Confederazione aveva introdotto il pass per ristoranti, palestre, cinema e grandi manifestazioni culturali e sportive. L’eventuale vittoria del NO avrebbe revocato anche queste misure, permettendo a chi non era vaccinato di partecipare agli eventi pubblici senza bisogno di un tampone negativo.
Anche se ampiamente ostracizzato da chi non voleva il pass, alla vigilia del voto gli analisti erano sicuri che la vittoria sarebbe stata del SÌ, non soltanto per il pass in sé, ma anche per la scelta politica di far convogliare all’interno di questa manovra, di questo provvedimento di legge, anche gli aiuti finanziari anti-pandemia, che altrimenti non sarebbero stati prorogati.
E se in Ticino i contagi aumentano ma non corrono, nel resto della Svizzera l’incidenza di nuovi casi covid è molto alta, arrivando – il giorno del referendum – a più di 870 contagi ogni 100.000 abitanti, nell’arco di due settimane. La preoccupazione per la variante omicron, e per le prime notizie che la davano addirittura come resistente ai vaccini, avrebbe spinto un’ulteriore fetta di svizzeri indecisi a votare per il SÌ.
Un’altra spinta al voto favorevole è arrivata certamente dalla situazione dei Paesi confinanti, in particolare Germania e Austria che sono in pieno lockdown, e forse dall’esempio italiano, dove in questo momento sembra si riesca a contenere i contagi proprio grazie al green pass attualmente in vigore, che diventerà super green pass dal 6 di dicembre.
Le restrizioni anti covid
Per quanto riguarda le restrizioni invece, le scelte restano in mano ai Cantoni, che avranno la possibilità d’inasprire le regole o di lasciarle invariate. Nel momento in cui scriviamo, molte regioni hanno optato per la mascherina anche all’aperto, soprattutto durante le manifestazioni natalizie.
Ora resta il timore, anche se pacato, di eventuale manifestazioni di protesta, che potrebbero scaturire dalla forte e veemente presenza social del fronte del no, che attira diverse parti politiche e sociali.