Partito l’8 febbraio, il corso aveva lo scopo di approfondire temi legati alla partnership territoriale e di dare nuovi e più precisi strumenti a dirigenti e funzionari di amministrazioni transfrontaliere. Così, Interreg GovernaTI-VA rappresenta un importante tassello nella prospettiva di sempre maggiore collaborazione tra i dirigenti del Canton Ticino e quelli, in particolare, di Varese città.
Il percorso si inserisce in un quadro più ampio di rapporti fra i due Paesi confinanti, un programma di cooperazione tra Italia e Svizzera partito già nel 2014.

Marzio della Santa – capo della sezione enti locali (SEL) del Canton Ticino, ieri presente al convegno per parlare della strategia elvetica sulle politiche di urbanizzazione, sia dal punto di vista della pianificazione che da quello esecutivo – ha ricordato quanto sia importante godere di due approcci diversi rispetto a tematiche condivise. “Una ricchezza – ha commentato il dirigente – che deve essere sfruttata da entrambe le parti, per interagire in modo più consapevole e rinnovando la voglia di lavorare insieme, per rispondere ai bisogni di entrambe le comunità”.

Tante le personalità del Comune di Varese che hanno portato il loro contributo, dal sindaco Davide Galimberti, all’assessore alle infrastrutture, Andrea Civati, all’architetto Gardelli, Dirigente dell’Area Gestione del Territorio.
Tra loro, il dottor Francesco Tramontana, segretario generale del Comune di Varese e docente del Politecnico di Milano: “Il percorso intrapreso con i partner svizzeri ha permesso di mettere in luce il ruolo determinante della sinergia pubblico/privato nello sviluppo dei territori”. Ha ricordato Tramontana. “Così, nel corso dei tre mesi di studi, cui hanno partecipato rappresentanti degli enti locali e delle realtà professionali italiane e svizzere, è stato possibile esaminare le dinamiche che hanno innervato vari accordi di collaborazione intrapresi nei due territori e, attraverso l’analisi dei rispettivi sistemi giuridici, sono state poste le basi per future collaborazioni tra gli enti locali dei due paesi”.
Ma è possibile una collaborazione piena ed efficace, quando la gestione si basa su due ordinamenti giuridico-amministrativi diversi?
Secondo Tramontana, certamente sì: “Va messa al centro la comune capacità dei due territori di generare importanti partnership, in cui il ruolo del soggetto privato – in Ticino come in Lombardia – costituisce un volano determinante anche per la realizzazione di interventi infrastrutturali come, tra quelli esaminati, il Lido di Locarno e il Palazzo del Ghiaccio di Varese”.

Gli interventi dei relatori saranno presto riuniti in un e-book, che potrà costituire un importante ausilio per enti locali e operatori economici dell’intera regione insubrica.