Possiamo partire proprio dalle origini. Come è nata la decisione di iniziare ad operare nel settore fiduciario?
«La Fiduciaria Verga venne fondata il 3 ottobre 1973, in un contesto economico e sociale del Ticino e della vicina Italia molto diverso da quello attuale. Erano gli anni in cui in Italia aleggiava una forte preoccupazione per quelle che si prospettavano essere le prospettive soprattutto politiche del Paese e molti imprenditori si preoccupavano di individuare una possibile protezione dall’instabilità del Paese Italia. Il settore bancario e parabancario ticinese, dimostrando una notevole lungimiranza, colse allora l’opportunità di emergere mettendosi a disposizione di questa tipologia di nuovi clienti, al fine di soddisfarne le loro esigenze».
In cosa consisteva prevalentemente questa attività di consulenza offerta ai clienti italiani…
«Si trattava per lo più di individuare soluzioni di protezione del patrimonio e ottimizzazione fiscale, anche attraverso strutture societarie internazionali. In quest’ottica mi sono trovato ad essere avvantaggiato dalla mia precedente esperienza in UBS che proprio in quel periodo, onde evitare il rischio di possibili conflitti d’interesse, sceglieva di esternalizzare questi servizi. Va inoltre detto che il mercato in quel momento richiedeva una specifica capacità nell’ individuare soluzioni innovative ed efficienti, in grado di superare la tradizionale struttura delle società offshore. Penso all’importanza di aver stabilito già all’epoca proficue relazioni con il Regno Unito e il suo sistema bancario per la costituzione e la gestione di società di diritto anglosassone. E analoghe considerazioni valgono per Paesi come l’Irlanda, l’Olanda, il Lussemburgo e altri ancora».
Anche per lei UBS ha rappresentato dunque uno straordinario bagaglio di esperienze…
«Assolutamente sì. Ho avuto modo di lavorare in sedi diverse e di conoscere dall’interno molti dei meccanismi che regolano il funzionamento di una grande banca e questo mi ha poi agevolato nell’accompagnare i clienti in tutte le procedure necessarie allo stabilirsi di una relazione bancaria».
Questo rapporti si basavano in ogni caso sulla capacità di stabilire un rapporto continuativo di fiducia con il cliente. Ma è ancora così o le nuove tecnologie rischiano di sconvolgere tutto?
«Sono molto interessato alle nuove tecnologie informatiche applicate al settore finanziario. Si tratta di strumenti utilissimi ma che, appunto, sono dei mezzi che possono aiutare e semplificare i processi di valutazione e di gestione. Ma, in ultima analisi, credo che la parola definitiva spetti all’uomo, con la sua esperienza, le competenze e il “fiuto” nel comprendere il potenziale umano, presente e futuro di un cliente. Arrivare a conoscere bene un cliente non è soltanto una questione di moduli da compilare ma un processo lungo e delicato che deve essere continuamente aggiornato e integrato».
Uno dei servizi per i quali vi siete fin dall’inizio distinti riguarda il credito, in particolare i crediti documentari all’esportazione. Di che cosa si tratta?
«Il credito documentario è un’operazione bancaria (lettera di credito) utilizzata per il regolamento di transazioni commerciali internazionali. Più precisamente, un credito documentario può essere definito come l’impegno scritto di una banca (emittente) emesso per ordine di un Compratore (Ordinante) a favore di un venditore (Beneficiario) ad effettuare un pagamento (a vista o differito) contro ritiro di determinati documenti giudicati conformi al testo del credito stesso. È il testo del credito che definisce quali documenti dovranno essere presentati e con quali caratteristiche, ma il documento più importante per queste operazioni è il documento di trasporto, che attesta l’avvenuta spedizione della merce. Questo strumento è fondamentale nelle transazioni commerciali ed in particolare nel commercio internazionale dove le parti risiedono in luoghi distanti e sovente hanno difficoltà a concludere affari perché hanno esigenze di salvaguardia diverse e contrapposte, ma all’epoca erano poche le società e anche le banche specializzate in questo servizio per il quale noi avevamo invece messo in piedi un’apposita struttura divenuta in breve molto competente e richiesta». Ma il credito è ancora un tema rilevante per l’attività commerciale, anche in forme più sofisticate come ad esempio l’assicurazione creditizia, il corporate finance e il private equity, temi sui quali ci stiamo attrezzando per sostentere l’imprenditore nella crescita ed aiutarlo a reperire i fondi necessari.
I tempi sono cambiati ma la vostra società resta ancora fortemente focalizzata sulla clientela italiana. Con l’offerta di quali servizi?
«Negli anni siamo notevolmente cresciuti e abbiamo fortemente diversificato le nostre attività, dalla consulenza fiscale societaria internazionale alla gestione patrimoniale fino a diventare uno dei più importanti multi-family office svizzero, privato e indipendente, con sedi a Lugano, Londra, Dubai, Hong Kong e Malta. Certo, avendo radici nella svizzera italiana, l’Italia rappresenta sempre un mercato interessante, vicino e ricco di imprenditorialità, ma lo sguardo ai mercati in via di sviluppo rimane sempre acceso. Parallelamente è anche cambiato l’approccio che occorre avere nei confronti del cliente, oggi più preparato, competente, pronto a confrontarsi con diversificate realtà nazionali e internazionali. La risposta può essere data solo a livello di qualità del servizio offerto a proposito della quale, se proposta con adeguata professionalità, credo che la Svizzera e il Ticino abbiano ancora molto da dire».
A questo proposito, quale crede possa essere il futuro economico del Ticino?
«Penso che il settore finanziario, inteso come bancario e parabancario, non abbia ancora concluso il processo di ridimensionamento ormai in atto da qualche anno. Poi occorrerà ripartire facendo leva su quelle professionalità che già ci sono o che potranno arrivare soprattutto grazie all’apporto dell’università e di centri di formazione. Avverto tuttavia anche una certa carenza di vocazione imprenditoriale indispensabile, insieme ad una visione del futuro chiara e condivisa, per fare quel salto di qualità che molti auspicano ma che tarda ad arrivare. Il Ticino ha goduto per troppo tempo di una situazione di benessere in buona parte indotta che certamente non tornerà più. Ma molti non sembrano essersi ancora accorti di questo cambiamento. Il Gruppo Veco mantiene il suo spirito imprenditoriale attivo e guarda il futuro aprendo nuove strade di supporto all’imprenditore, con servizi su misura come una vera boutique, cercando di diventare l’interlocutore preparato e attento per qualsiasi esigenza, privata o aziendale. Un bel passo avanti difficile e faticoso, una nuova sfida in un mercato sempre più concorrenziale che sono sicuro porterà valore e risultati, anche per il Ticino».
Nasce Veco Digital SA
Le tecnologie digitali stanno trasformando ogni mercato verticale, dove la comprensione delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (TIC) ed il corretto uso può rappresentare un incredibile acceleratore. Nell’ambito della nuova strategia del Gruppo VECO, la diversificazione del proprio business rappresenta una delle strade che il Gruppo storico Multi Family Office luganese sta percorrendo, con l’obiettivo di divenire l’interlocutore unico di imprenditori e imprese per guardare al futuro con spirito costruttivo. L’innovazione che la tecnologia sta portando rappresenta un acceleratore incredibile che se sfruttato bene può portare risultati già nel breve periodo ed aprire nuovi mercati. In quest’ottica è nata il 1 giungo VECO Digital SA, con l’obiettivo di affiancare imprenditori e aziende per sfruttare le opportunità di questo settore, come ad esempio: moltiplicare la visibilità e i canali di vendita • Introdurre nuovi metodi per comunicare con i clienti; posizionare i clienti al centro del proprio business e conoscere le loro opinioni, prendere migliori decisioni grazie al sapere; aumentare la produttività e l’innovazione; migliorare il lavoro di squadra e la comunicazione interna all’azienda; migliorare le condizioni di lavoro per gli impiegati Il team digitalizzazione di VECO Digital è posizionato in modo univoco per essere la controparte per le strategie di crescita futura. Combiniamo la copertura continua del settore TIC con una profonda esperienza nei mercati verticali per identificare come le industrie si trasformeranno e in che modo i fornitori di TIC possono renderlo una realtà.