Crisi finanziaria, lotta internazionale all’evasione fiscale, scandali, procedure giudiziarie, multe miliardarie, fuga di dati, soppressione di impieghi: quali sono le sfide che attendono le banche svizzere nel 2019?

«Spero veramente nulla di tutto questo! La crisi finanziaria 2008 ha portato con sé una serie infinita di conseguenze per il mondo bancario, a partire dalla valanga normativa fino alla soppressione del segreto bancario per i non residenti, dalle fughe di dati fino alla ristrutturazione dell’intero settore. In questi dieci anni gli sforzi per far fronte a questi cambiamenti sono stati enormi e a pagarne le conseguenze sono stati anche i posti di lavoro che sono tendenzialmente diminuiti. Adesso però guardiamo in avanti con più fiducia anche se le sfide non mancano. Tra queste citerei in particolare lo scambio automatico d’informazioni e la digitalizzazione. Lo scambio di dati finanziari per il nostro Paese è partito ufficialmente quest’anno ma il lavoro preparatorio è già iniziato da mesi e ha comportato un’enorme mole di lavoro amministrativo sia per le banche sia per l’Amministrazione federale delle finanze che d’ora in avanti scambierà informazioni con più di 100 Paesi nel mondo. La digitalizzazione è un altro tema fondamentale per il settore bancario, che consente di sviluppare nuovi modelli innovativi. Questi progressi sono resi possibili dalla maggiore efficienza dei terminali mobili, dalla crescente disponibilità e interpretabilità di grandi quantità di dati («big data») nonché dalla tecnologia «blockchain». Le «start up» nel settore della tecnofinanza o le società tecnologiche come Google o Apple sviluppano tecnologie complesse. I tradizionali intermediari finanziari, come le banche e le assicurazioni, compiono sforzi sempre maggiori allo scopo di integrare queste innovazioni nei loro modelli aziendali e sono quindi messi a dura prova perché devono riconcepire i processi, i prodotti e le strutture e richiedere nuove conoscenze e capacità ai collaboratori di tutti i livelli aziendali».