Il mercato immobiliare si ritrova sotto pressione in seguito all’ampliamento record, all’aumento delle superfici sfitte e alla pressione sui canoni locativi. Ma la congiuntura giunge in soccorso proprio al momento opportuno. La ripresa economica stimolerà la domanda in tutti i segmenti. L’effetto della spinta congiunturale nei singoli mercati parziali dipenderà tuttavia dalla rispettiva situazione. In ogni caso, gli investitori in futuro non beneficeranno probabilmente più degli elevati rendimenti degli ultimi anni, in quanto ulteriori incrementi di valore per gli immobili saranno limitati. Tuttavia, nel confronto trasversale con gli investimenti alternativi, i rendimenti degli investimenti immobiliari diretti e indiretti continuano a essere attrattivi, nonostante il limitato potenziale dei redditi da locazione. Finché i tassi d’interesse rimangono su livelli contenuti, mancano alternative d’investimento con un rapporto rischio-rendimento paragonabile. Ciò vale in particolare per l’anno in corso, che non lascia ancora intravedere la fine dei tassi d’interesse negativi. Per quanto concerne i fondi immobiliari, i fondi orientati agli immobili commerciali risultano più attraenti di quelli focalizzati sugli immobili residenziali, in quanto offrono un premio relativamente elevato a fronte del rischio assunto. La ripresa economica regala nuovi stimoli alla domanda di proprietà abitativa, tanto più che i costi degli interessi ipotecari continuano ad attestarsi a livelli molto bassi, nonostante un trend in rialzo. La nuova crescita dei prezzi è favorita dal costante calo dell’attività edilizia che negli ultimi anni ha interessato il segmento della proprietà abitativa. A poco a poco i promotori tornano a mostrare un po’ di ottimismo e a progettare più spazio abitativo per i proprietari. A causa dei lunghi tempi di produzione, a breve termine l’offerta dovrebbe subire tuttavia un’ulteriore contrazione. Non vi sarà un ritorno a un esuberante mercato della proprietà, poiché il livello elevato dei prezzi e i provvedimenti normativi dovrebbero neutralizzare in larga parte gli effetti della ripresa della domanda. A lungo termine anche lo sviluppo demografico avrà un impatto negativo sulla domanda: con i babyboomer, le generazioni che hanno maggiormente stimolato la domanda si avvicinano a un’età in cui nel complesso la domanda di proprietà abitativa inizia a recedere.
Hanno partecipato all’inchiesta:
Sabina Gatto, Titolare di SIT Immobiliare
Stefano Clocchiatti, Responsabile Succursale di Lugano di Banca Popolare di Sondrio (Suisse) SA
Giovanni Mastroddi, Titolare di MG Immobiliare
Salvatore e Andrea Bellomo, Direttore e Vicedirettore di New Trends
Paolo Morel, Managing Director di PM Consulenze
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