La riflessione sulla sanità sostenibile torna protagonista a Locarno. Sabato 8 agosto il Palacinema ha ospitato la quinta edizione del Simposio di Locarno sulla Sanità sostenibile, organizzato da Swiss Medical Network in collaborazione con il Locarno Film Festival. L’iniziativa, inserita nel programma della 79ª edizione della manifestazione cinematografica, ha confermato il proprio ruolo come momento di confronto tra istituzioni, mondo accademico, professionisti della salute e ricerca.

L’appuntamento ha riunito rappresentanti provenienti dalle diverse regioni linguistiche della Svizzera con l’obiettivo di analizzare le principali trasformazioni del sistema sanitario nazionale, affrontando temi che spaziano dalla qualità delle cure all’innovazione scientifica, passando per la medicina traslazionale e la sostenibilità economica.

Trent’anni di LAMal: bilancio e prospettive

L’apertura dei lavori è stata affidata al presidente di Swiss Medical Network, Raymond Loretan, e al vicepresidente del Locarno Film Festival, Luigi Pedrazzini.

Uno dei primi temi affrontati ha riguardato il trentesimo anniversario della Legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal), entrata in vigore con l’obiettivo di garantire un accesso uniforme alle cure attraverso l’assicurazione obbligatoria.

Il dibattito ha evidenziato come gli obiettivi originari della normativa debbano oggi confrontarsi con nuove criticità: la crescita della spesa sanitaria, il progressivo invecchiamento della popolazione, l’aumento della domanda di prestazioni e la necessità di mantenere elevati standard qualitativi senza compromettere la sostenibilità finanziaria del sistema.

Qualità delle cure al centro del dibattito

La prima parte del Simposio è stata dedicata alla qualità dell’assistenza sanitaria, considerata uno degli elementi fondamentali per garantire un sistema efficiente e orientato ai bisogni dei pazienti.

Felix Schneuwly, responsabile Public Affairs di Comparis ed esperto di politica sanitaria, ha illustrato l’evoluzione dei premi dell’assicurazione malattia, analizzando le dinamiche che stanno incidendo sull’aumento dei costi e indicando come maggiore efficienza, concorrenza e sostenibilità possano contribuire al contenimento della spesa.

Sul fronte istituzionale è intervenuto Yves Noël Balmer, consigliere di Stato del Canton Appenzello Esterno e direttore del Dipartimento della sanità e della socialità, che ha posto l’accento sulla necessità di rafforzare la cooperazione tra i Cantoni nella pianificazione ospedaliera e nella gestione delle risorse.

Anche Kristian Schneider, vicedirettore dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), ha illustrato le trasformazioni in atto nella politica sanitaria federale, soffermandosi sulle strategie necessarie per garantire qualità, sicurezza e sostenibilità nel medio e lungo periodo.

Dati, valutazione e miglioramento continuo

L’importanza della misurazione degli esiti clinici è stata evidenziata dalla dottoressa Alice Giese, che ha illustrato l’esperienza sviluppata nel Canton Zurigo attraverso programmi basati su indicatori condivisi per monitorare e migliorare costantemente le prestazioni sanitarie.

Sulla stessa linea si è collocato l’intervento del PD Dr. Olivier Giannini, membro del Comitato centrale della FMH, secondo il quale la qualità delle cure non rappresenta un traguardo definitivo ma un processo continuo.

Pur riconoscendo l’elevato livello della medicina svizzera, Giannini ha sottolineato la necessità di investire nella formazione dei professionisti, nel coordinamento tra i diversi livelli assistenziali e nella disponibilità di dati affidabili e confrontabili. Ha inoltre richiamato l’attenzione sulla riduzione degli oneri amministrativi, affinché il personale sanitario possa dedicare maggior tempo all’attività clinica.

Gli interventi sono poi confluiti in una tavola rotonda moderata dalla giornalista Christine Maier.

Ricerca e innovazione per la medicina del futuro

La seconda parte del pomeriggio ha spostato l’attenzione sul ruolo della ricerca scientifica come motore dell’evoluzione del sistema sanitario.

I professori Stefan Felder e Kaspar Wyss, del Basel Center for Health Economics dell’Università di Basilea, hanno presentato le prime valutazioni relative al progetto “Réseau de l’Arc”, un modello di presa a carico integrata che punta a coordinare il lavoro di medici, ospedali e professionisti della salute per migliorare la continuità assistenziale, gli esiti clinici e l’utilizzo delle risorse disponibili.

L’iniziativa rappresenta uno dei casi più significativi di integrazione dei servizi sanitari sviluppati negli ultimi anni in Svizzera.

Medicina personalizzata e nuove prospettive in oncologia

Ampio spazio è stato dedicato anche ai progressi della medicina di precisione.

La professoressa Lana E. Kandalaft, Chief of Clinical and Translational Research di Swiss Medical Network, ha illustrato gli sviluppi dei vaccini terapeutici personalizzati contro il cancro. Si tratta di una strategia ancora in fase di sperimentazione clinica che utilizza le caratteristiche genetiche del tumore per attivare il sistema immunitario del paziente e colpire selettivamente le cellule tumorali.

Secondo quanto emerso durante il Simposio, questa linea di ricerca rappresenta una delle prospettive più promettenti nel trattamento oncologico dei prossimi anni.

La medicina traslazionale accelera il passaggio dalla ricerca alla pratica clinica

Sul tema dell’innovazione è intervenuta anche la professoressa Nicole Wenderoth dell’ETH di Zurigo, che ha approfondito il concetto di medicina traslazionale.

Il suo intervento ha evidenziato come la collaborazione tra università, laboratori di ricerca, industria e strutture ospedaliere consenta di trasformare più rapidamente i risultati scientifici in strumenti diagnostici, tecnologie e terapie applicabili nella pratica clinica.

La sessione si è conclusa con una tavola rotonda che ha coinvolto i relatori insieme al professor Oscar Matzinger, Chief Medical Officer di Swiss Medical Network, focalizzandosi sul contributo della collaborazione interdisciplinare nello sviluppo dell’innovazione sanitaria.

Il ruolo della ricerca applicata

Nelle conclusioni del Simposio, il CEO di Swiss Medical Network, Dino Cauzza, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di trasformare il dibattito sulla qualità delle cure in un processo concreto, fondato sulla misurazione dei risultati e sulla partecipazione di tutti gli attori del sistema sanitario.

Secondo Cauzza, anche la ricerca applicata meno visibile svolge un ruolo decisivo nello sviluppo di modelli assistenziali più efficienti e sostenibili. In quest’ottica, il settore privato può contribuire favorendo investimenti e creando incentivi coerenti con gli obiettivi di qualità, appropriatezza e innovazione.

Un appuntamento ormai consolidato

La quinta edizione del Simposio ha confermato la crescente rilevanza dell’iniziativa come luogo di dialogo tra politica sanitaria, ricerca e pratica clinica.

L’edizione 2026 si è conclusa con l’impegno a proseguire il confronto sulle sfide future della sanità svizzera, individuando strategie condivise capaci di coniugare qualità delle cure, sostenibilità economica e innovazione.

Il prossimo appuntamento è già stato fissato: la sesta edizione del Simposio di Locarno sulla Sanità sostenibile si svolgerà sabato 7 agosto 2027.

Swiss Medical Network

Swiss Medical Network è uno dei principali gruppi privati della sanità svizzera. La rete comprende 19 cliniche e ospedali e oltre 80 centri ambulatoriali distribuiti in 16 Cantoni. Negli ultimi anni il gruppo ha sviluppato modelli di cure integrate, tra cui il piano sanitario VIVA e diverse reti assistenziali regionali orientate alla continuità delle cure e alla centralità del paziente.

Per maggiori informazioni: https://www.swissmedical.net/