Voi offrite un fondo di investimento dedicato alla Cina. Quali sono le caratteristiche che rendono questo paese interessante?
Sascha Wullschleger: «L’azionista di maggioranza del Gruppo BIL è la cinese Legend Holding, con una quota del 90%, mentre il 10% è in mano al Gran Ducato del Lussemburgo. La Legend, fondata nel 1984, è una holding di investimento con interessi in svariati ambiti economici, come la tecnologia dell’informazione, la finanza e il settore immobiliare. La sua partecipata più conosciuta a livello mondiale è rappresentata dalla Lenovo, nella quale è il maggior azionista con una quota del 30,6%. Grazie a Legend Capital, società di Venture Capital fondata nel 2001, e in collaborazione con Legend Star, BIL Group è in grado di offrire agli investitori qualificati un prodotto Private Equity che investe direttamente e unicamente in società cinesi. Visto il potenziale di questo tipo di aziende, si tratta di una opportunità da non sottovalutare per chi vuole affacciarsi e investire in un paese come la Cina. Il fondo ha come obiettivo le società cinesi attive nei settori a forte crescita e ad elevato potenziale, come IT, beni di consumo, tecnologia green, assistenza sanitaria e alla produzione di attrezzature e servizi digitali».
Ci può parlare di questa alleanza e di quali sono i risvolti operativi?
Geo Pini: «Per noi di BIL è importante poter valorizzare la visione del nostro azionista di maggioranza e questa alleanza, strategica dal punto di vista sia finanziario che commerciale, cogliendo tutte le opportunità che ci vengono concesse. In particolare, come in questo specifico caso, quella di offrire ai nostri clienti qualificati, così come a Family Office, fiduciari e fondi d’investimento, un prodotto dedicato che investe unicamente in Cina, un mercato non facile da approcciare per chi non dispone delle necessarie conoscenze».
Questa collaborazione vi permette di beneficiare dell’enorme conoscenza del mercato cinese di Legend. Quali sono i vantaggi che vi offre questa posizione particolare?
Sascha Wullschleger: «Per noi di BIL Suisse significa coniugare la tradizione svizzera (beneficiando del modello di banca privata, situata nei tre principali centri finanziari svizzeri), la radice europea (Banque Internationale à Luxembourg è stata fondata nel 1856 ed è la più antica banca privata del Granducato) e la competenza orientale (forte presenza in Cina e competenza nel servizio ai clienti asiatici grazie alla nostra relazione con Legend Holding)».
Avete presentato il fondo in una conferenza tenutasi a fine settembre a Lugano. Come è strutturato? Su quali settori punta e perché?
Florent Saint-Quentin: «BIL PE II Cina è un fondo di investimento che offre l’accesso al settore private equity nel paese attraverso varie fasi di investimento e tematiche. Il fondo fa leva sull’accesso esclusivo di BIL a Legend Capital e Legend Star per impiegare i capitali in settori toccati dalla perequazione finanziaria quinquennale cinese. La ripartizione è la seguente: 40% in Legend Capital Fund IX, che darà enfasi agli investimenti di Venture in tecnologia, media e telecomunicazioni; 40% in Legend Capital HC III, che si concentrerà sulla crescita iniziale e sugli investimenti di Venture capital nella sanità e 20% in Legend Star Fund III, focalizzato sugli investimenti early stage in Intelligenza Artificiale, Tecnologia, Media & Telecom e Sanità».
Quali sono stati i rendimenti finora e avete degli obiettivi di performance per il futuro?
Florent Saint-Quentin: «BIL PE II cerca di generare il 15% di IRR netto all’anno e farà leva su diversi fattori. Innanzitutto Legend Capital è stata in grado di raggiungere un track record costante e forte di circa il 20% IRR netto all’anno dal 2001, nonostante tutti i cicli economici. Inoltre Legend Star ha costruito un track record di IRR netto di oltre il 30% dall’inizio del 2008. Infine, BIL PE I, un programma simile emesso nel 2019, ha già ottenuto un IRR netto del 14% nonostante il COVID 19 e pur continuando a impiegare il capitale».
Pensate di ampliare il fondo in futuro o di crearne altri simili?
Florent Saint-Quentin: «BIL sta attualmente esplorando alcune opzioni per stabilire potenziali partnership ed estendere la sua offerta di investimenti nei mercati privati».
Quali sono i vantaggi e i rischi di questo tipo di investimento?
Florent Saint-Quentin: «Gli investimenti alternativi presentano generalmente rischi elevati ed è responsabilità dell’investitore assicurarsi che questi siano in linea con la sua situazione personale e finanziaria. Vi è una mancanza di trasparenza, dato che gli investitori hanno poche informazioni a loro disposizione e le strategie dei fondi possono essere molto complesse e strutturate. Inoltre, vi è una mancanza di liquidità: l’investimento ha un periodo di lock-up fino a 10 anni o più e una possibile perdita di capitale: la performance passata non è garanzia di risultati futuri. I vantaggi sono quelli di offrire ai clienti l’esposizione a varie fasi di investimenti PE e a tematiche ad alto rendimento in Cina e fornire l’accesso esclusivo a Legend Capital e Legend Star. In questo senso BIL è l’unica banca al mondo ad offrire prodotti solitamente riservati agli istituzionali e accesso alle aziende PE di alto livello con un importo minimo attraente di 150.000 dollari contro i 15 milioni di dollari per gli investimenti diretti. Infine, punta a rendimenti netti a due cifre (15%+ p.a.) facendo leva sui solidi e comprovati track record di Legend Capital, Legend Star e BIL PE I».
Quali sono i motivi della vostra presenza in Ticino e quali servizi e prodotti offrite alla clientela locale?
Geo Pini: «La Svizzera si colloca al primo posto nel mondo per la gestione patrimoniale ed è il leader del private banking transfrontaliero, approfittando di fattori come la stabilità politica di lunga data, un’economia forte e una valuta sicura. Lugano in questo senso è la terza piazza finanziaria Svizzera, dopo Zurigo e Ginevra. Doveroso quindi essere presenti anche in Ticino. Oltre ai classici servizi bancari di Private Banking, di gestione patrimoniale e di gestori esterni, offriamo una gamma completa di prodotti professionali di tesoreria e del mercato finanziario indirizzato a privati, imprenditori e Family Office, cosi come Leverage Loans, Private Debt, shareholder financing e CrossBorder Mortgage financing in 14 Stati Europei».
Quali sono gli obiettivi che vi siete posti per il futuro, sia a livello di crescita sia a livello di prodotti di investimento?
Sascha Wullschleger: «BIL è attiva sulla piazza finanziaria ticinese da 30 anni, tra varie acquisizioni e fusioni. Attualmente il nostro team conta 10 persone. La nostra volontà è quella di essere sempre più presenti sul territorio ticinese e diventare il partner di riferimento cercando di offrire sempre più prodotti e servizi di nicchia quale banca Boutique di Private Banking».