Quali sono le ragioni che l’hanno indotta ad affidare ad altre mani la gestione dell’azienda fondata da suo padre?
«La successione in azienda è una questione importante che a mio parere merita di essere affrontata quando ancora si ha il pieno controllo della situazione. Mio figlio Tazio ha scelto, come è giusto che sia, di intraprendere un altro percorso professionale e io avverto la necessità di un avvicendamento alla guida di questa azienda che da un lato assicuri una continuità e dall’altro apporti quello spirito e quella voglia di innovare che caratterizza le nuove generazioni. A ciò si aggiunga il mio desiderio di dedicarmi finalmente, dopo decenni di lavoro, alla famiglia, ai miei interessi e ai miei hobby, primi fa tutti i viaggi e le immersioni subacquee. La possibilità di questo “passaggio di consegne” è garantita dal fatto che Carol ha iniziato a lavorare con me oltre 20 anni fa, ha ricoperto incarichi in tutti i reparti dell’azienda e, dopo un periodo in cui ha maturato altrove importanti esperienze, ha deciso di fare un passo importante acquistando la Dick. Sono dunque assolutamente certo delle sue capacità manageriali e soprattutto del fatto che condivide appieno i valori, lo stile di conduzione, la forma e la sostanza dei rapporti con collaboratori, clienti e fornitori che hanno sempre contraddistinto questa impresa fin dalla sua fondazione nel 1971».
Come è cambiato nel corso di questi 54 anni il vostro settore di attività?
«Direi che vi è stata una trasformazione radicale, sia dal punto di vista dei prodotti e delle tecnologie, sia per quanto riguarda l’approccio al mercato e le relazioni tra committenti e fornitori. Quando mio padre ha iniziato si vendevano macchine da scrivere, poi le prime calcolatrici elettroniche, quindi l’avvento prima dei fax e poi dei computers e di tutte le tecnologie informatiche che sono seguite e che hanno completamente modificato l’aspetto e le funzionalità stesse dell’ufficio. Anche le fotocopiatrici sono passate da ridotte soluzioni di stampa e potenti strumenti multifunzionali sempre più performanti. In parallelo, nel campo degli arredi si è passati da pochi modelli proposti in una limitata gamma di colori alle moderne scrivanie elettrificate e ai sistemi di mobili componibili in grado di soddisfare tutte le possibili esigenze».
E per quanto riguarda gli aspetti commerciali quale evoluzione ha avuto il vostro settore?
«Fino a qualche tempo fa i rapporti che si stabilivano tra i fabbricanti, i rivenditori e le aziende che acquistavano i prodotti erano destinati a durare nel tempo perché si basavano sulla fiducia, la puntualità nelle consegne, la continuità dell’assistenza e in generale sul rispetto per il lavoro degli altri che era un valore condiviso.
Nel tempo le relazioni sono diventate sempre più complesse e la burocrazia è aumentata rendendo il lavoro sempre meno snello e semplice. Nonostante ciò, la Dick, grazie alla sua struttura ed efficiente organizzazione, si è recentemente aggiudica importanti commesse, come l’arredamento di oltre mille postazioni lavorative presso i Campi Universitari della svizzera Italiana, nonché di oltre mille schermi interattivi (STI) per le scuole cantonali.
Il vostro servizio è dunque un “chiavi in mano” che copre ogni necessità dell’azienda…
«Certamente. Il nostro showroom rappresenta il primo spazio d’incontro con il cliente dove ha modo di conoscere tutti i prodotti che rappresentiamo. Successivamente, grazie ai nostri specialisti in progettazione, si passa dal semplice schizzo al disegno dettagliato tridimensionale con rendering realistico, definendo insieme tutto ciò che occorre per soddisfare le varie richieste. I marchi che rappresentiamo garantiscono sempre una qualità ai massimi livelli ed una certezza nel tempo per tutti i nostri clienti. Infine, il nostro personale specializzato interno accompagna il cliente in tutte le fasi di consegna, allestimento, collaudo e post-vendita degli arredi e delle tecnologie scelte per l’ufficio e anche per la casa».
Vorrei chiedere direttamente a Carol Walker, con quale spirito si accinge ad affrontare questa nuova sfida imprenditoriale…
«Ho iniziato a lavorare e sono cresciuta in Dick dove ho avuto modo di conoscere in prima persona varie funzioni e settori d’attività. Successivamente ho maturato nuove esperienze, soprattutto in ambito commerciale, prima in Onys Digital Solutions di Manno e più tardi presso la filiale ticinese di Smartec come Direttrice di filiale. Quando sono venuta a conoscenza delle intenzioni di Diego Dick ho compreso che questa era una straordinaria opportunità per fare il grande salto e assumere una diretta responsabilità imprenditoriale. La mia passione per la tecnologia risale a quando ero piccola e la vocazione manageriale nasce probabilmente dall’aver sempre seguito le attività familiari nei settori degli accessori per la moda e l’abbigliamento futuro.
Il mio impegno sarà quello di assicurare la prosecuzione di una azienda che ha già consolidato nel tempo il suo radicamento nel territorio e di cui condivido pienamente il sistema di valori e le modalità di approccio al mercato. Guardando ai prossimi anni vorrei lavorare per ampliare la nostra presenza soprattutto nel Mendrisiotto e nella regione di Bellinzona. Un mio intento è poi, in prospettiva, quello di crescere nel settore dell’arredamento per la casa dove già oggi siamo ben posizionati nel Locarnese grazie alla Knecht Arredamenti, storica azienda fondata nel 1930 e acquistata da Dick nel 2011, che vanta una bella clientela di lingua soprattutto tedesca. Il sogno nel cassetto è quello di aprire uno showroom anche a St. Moritz».
La famiglia Dick ringrazia sinceramente tutti i clienti, collaboratori e partner per il supporto e la fiducia manifestati nel corso di tutti questi anni.
È stato un piacere ed un onore poter lavorare con ognuno di voi. GRAZIE