Avete deliberato un aumento di capitale per il vostro Fondo Immobiliare Residentia. Quali le ragioni di questa scelta?
«L’aumento di capitale è stato fatto nel 2018. Lo scopo di tutti gli aumenti di capitale è quello di poter acquistare proprietà da aggiungere al parco immobiliare. Nel caso specifico abbiamo potuto acquistare una proprietà a Massagno, una a Rivera ed una a Bellinzona. Questi acquisti ci hanno dimostrato una netta inversione di tendenza a livello di prezzi di vendita, con un aumento importante dei rendimenti attesi».
Il Fondo è stato lanciato nel 2009. A poco più di dieci anni di distanza, quale bilancio fate di questa iniziativa?
«La creazione di Residentia è stata una grande avventura. Siamo partiti con l’idea di creare un veicolo d’investimento aperto a ogni investitore, sia esso grande o piccolo, con lo scopo di dare a tutti la possibilità di investire nell’immobiliare del nostro territorio. Siamo fieri di aver raggiunto in questi anni un parco immobiliare di quasi 300 milioni di franchi. Di conseguenza possiamo dire che è stato un successo e ritengo anche che abbia portato professionalità nella nostra regione, grazie a regole molto strette sulle possibilità di investimento e di movimento in generale ben ancorate nella legge».
Quali vantaggi garantisce questo Fondo, in termini di rendimento e più in generale per quanto attiene allo sviluppo del mercato immobiliare ticinese?
«Il nostro fondo ha molteplici vantaggi per l’investitore. Certamente, come detto sopra, la possibilità di “entrare” nel nostro mercato immobiliare. In secondo luogo, il fatto che il fondo sia quotato alla borsa di Zurigo, la possibilità di acquistare o vendere le azioni (o quote) in modo facile e veloce, ovunque sia il proprio conto bancario. Inoltre l’acquisto di un fondo permette di evitare i rischi che si affrontano detenendo uno o due appartamenti, quanto in caso di problemi con gli inquilini il proprio reddito si azzererebbe, mentre il fondo offre una grande diversificazione del rischio. In un periodo difficile come quello che stiamo vivendo, la diversificazione del rischio è assolutamente vitale. Infine, i detentori del fondo non pagano imposte sui dividendi distribuiti e neppure sulla sostanza. Questo lo rende un investimento ancor più redditizio in termini assoluti (post imposte)».
Quale è la vostra strategia di investimento e quale la tipologia di immobili che avete ristrutturato e posto sul mercato delle locazioni?
«Il Fondo investe in modo molto preponderante in immobili residenziali ed una parte minore in superfici di uffici e commerciali. Il segmento della parte residenziale è dedicato ad appartamenti di standing medio o medio basso con il desiderio di poter offrire appartamenti alla nostra popolazione mantenendo affitti a portata di tutti. La nostra strategia include inoltre una costante opera di manutenzione e di rifacimento degli appartamenti».
Qual è la situazione attuale e quali le prospettive per il mercato immobiliare ticinese, anche in conseguenza della pandemia?
«Il mercato immobiliare ticinese è in sofferenza ormai da tre o quattro anni. La mancanza di crescita demografica (anzi la diminuzione della popolazione) e parallela forte attività di costruzione, ha portato ad un aumento marcato dello sfitto. Le cifre reali degli appartamenti vuoti sono purtroppo ben più elevate rispetto a quanto indicato nelle statistiche e purtroppo il futuro a breve e medio termine vedrà un ulteriore aumento di questi dati. L’arrivo del Covid 19 portato un’ulteriore e molto importante incertezza in tutte le fasce della popolazione. Le conseguenze psicologiche su tutti noi si stanno facendo sentire e non potranno che peggiorare a seguito del nuovo aumento dei contagi e delle nuove regole decise dal governo per limitare l’aumento dei casi. Questo dato di fatto comporta anche incertezze a livello lavorativo, sia per i dipendenti che per gli indipendenti. Le categorie di questi ultimi che sono attivi nella ristorazione, negozi, organizzazione di eventi, e tanti altri ancora, stanno vivendo una situazione drammatica e questo si ripercuote anche sul mondo immobiliare. Sta a noi cercare di trovare delle soluzioni che permettano ai nostri inquilini che dimostrano impegno di affrontare e superare questa fase. Ma malauguratamente questo non è sempre possibile e quindi l’impatto sull’occupazione dei nostri spazi è inevitabile. In questo momento più che mai, quanto detto sopra in merito alla diversificazione è di vitale importanza».