La prima bacchetta è quella del ventisettenne Emmanuel Tjeknavorian, conosciuto in tutto il mondo come straordinario violinista con il suo Stradivari del 1698, oltre che come direttore d’orchestra. Domenica 25 settembre Tjeknavorian, alla testa dei Wiener Symphoniker, inaugura la stagione di LuganoMusica e la serie di appuntamenti con le giovani promesse della direzione: con interpreti quali Lahav Shani (2 dicembre), Santtu-Matias Rouvali (3 aprile) e Klaus Mäkelä (12 maggio), la stagione di Lugano è una vera e propria vetrina per scoprire le personalità uniche che a soli trent’anni stanno conquistando il podio delle orchestre e delle migliori sale da concerto al mondo. Per il concerto inaugurale Tjeknavorian sceglie la musica di Johannes Brahms: «uno dei compositori che sono nella mia testa, nel mio cuore e nelle mie orecchie ogni giorno. Con Brahms, sia l’intelletto che il cuore sono profondamente soddisfatti» ha detto in occasione dell’uscita del suo ultimo disco.

La capacità di coniugare sensibilità e rigore, passione e precisione è richiesta ai maestri del violino come ai direttori d’orchestra. Una storia che Tjeknavorian condivide con Renaud Capuçon, direttore e violinista sul podio per il secondo appuntamento sinfonico della stagione, giovedì 27 ottobre, con l’Orchestre de Chambre de Lausanne di cui è direttore artistico dal 2021. Il suono unico di questa orchestra è stato plasmato dai direttori artistici che hanno voluto soffermarsi a lungo nella città svizzera, anch’essa sulle rive del lago, spesso per oltre dieci anni – come nel caso di Victor Desarzens, Armin Jordan e Christian Zacharias. Anche la permanenza di Capuçon a Losanna promette di essere duratura: negli anni si è legato a doppio filo alla città, dal 2014 insegna alla Haute École de Musique e nel 2017 ha fondato i Lausanne Soloists, ensemble che raccoglie i migliori ex-studenti della scuola.

King’s Singers

Non sono da meno gli appuntamenti da camera, che cominciano martedì 11 ottobre con i formidabili King’s Singers: dall’Inghilterra vengono a Lugano i sei sovrani del canto a cappella, un ensemble che ha visto succedersi 28 membri in 50 anni di attività senza mai veder calare la propria popolarità. Il segreto sta nella loro personalissima chiave per entrare in contatto con il pubblico: con la loro “wittiness” tipicamente inglese i King’s Singers sapranno far scoprire musica antica e nuova, far emozionare e sicuramente divertire.

Largo anche alle eccellenze svizzere, che la stagione musicale del LAC non manca di valorizzare con nuovi progetti a ogni stagione. Il LuganoMusica Ensemble, che riunisce i migliori musicisti della regione, torna a proporre i suoi concerti rivelatori, capaci di accompagnarci nella storia della musica da camera sottolineandone gli aspetti più affascinanti. Nel concerto di

mercoledì 2 novembre sembrerà di sentir cantare ogni strumento dell’ensemble come se avesse voce umana, nella musica di quei compositori romantici come Schubert e Mendelssohn capaci di scrivere musica tra le più espressive senza aver bisogno di ricorrere alla voce di un soprano. Il concerto successivo, venerdì 4 novembre, è ancora dedicato al romanticismo, con la Serenata n. 1 di Johannes Brahms.

Lugano Percussion Ensemble

In arrivo anche il Lugano Percussion Ensemble, che domenica 13 novembre esplora tutta la raffinatezza di timbri e suoni, tutti i paesaggi sonori eterei e magici che è possibile ottenere con le percussioni, di solito legate e un immaginario ritmico e frenetico. Tra le massime eccellenze che il Ticino può vantare ci sono I Barocchisti e il loro direttore Diego Fasolis, autorità indiscusse del repertorio barocco. Giovedì 17 novembre affrontano l’Arte della Fuga,

monumentale opera di Johann Sebastian Bach che è tra i brani che più si avvicinano alla definizione di “musica pura”: una struttura architettonica complessa come quella di una cattedrale gotica, l’eleganza dell’intreccio tra le voci che fa pensare a principi geometrici e matematici, la chiara e semplice bellezza che ogni volta colpisce gli ascoltatori di questo capolavoro.

Daniel Harding, alla guida dell’Orchestra del Concertgebouw

C’è molta attesa per il ritorno a Lugano di Daniel Harding, alla guida dell’Orchestra del Concertgebouw per la Nona Sinfonia di Mahler. Harding non è solo tra i direttori più richiesti al mondo, con un’esperienza pluridecennale alla testa di alcune tra le migliori orchestre d’Europa, ma è anche un abile pilota di linea per Air France. Dopo i primi impegnatissimi anni di carriera da direttore ha sentito la necessità di fermarsi e lo ha fatto dedicandosi alla passione che, a causa dei tanti impegni, fino a quel momento non aveva potuto coltivare: il volo. «La cosa meravigliosa che ho imparato dal volo è quanto sia fantastico correre rischi nel fare musica, perché è lì che troviamo la vera bellezza, e soprattutto non può accadere nulla di terribile!» ha detto. Una determinazione che promette scintille, per il concerto di domenica 13 novembre.

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