L’innovazione, per una piccola impresa, non coincide necessariamente con l’introduzione di una nuova tecnologia o con un investimento radicale. Può partire anche da una competenza già disponibile, da un processo che può essere ripensato o da una risorsa interna rimasta finora ai margini delle strategie di sviluppo. È su questa prospettiva che Fondazione Agire ha costruito la nuova edizione di Action Day Evolution, appuntamento dedicato alle imprese ticinesi andato in scena il 9 settembre al Padiglione Conza di Lugano.
I numeri restituiscono innanzitutto la composizione della platea: circa 100 presenze complessive, 90 partecipanti al workshop e 66 aziende rappresentate. Un dato che assume particolare rilievo se rapportato alle dimensioni delle imprese coinvolte. Quattro aziende su cinque, infatti, hanno meno di 50 collaboratori.
La manifestazione, sostenuta dalla Divisione dell’Economia, da AITI e dagli Enti Regionali per lo Sviluppo, ha scelto quest’anno di allontanarsi dalla formula tradizionale dell’evento sull’innovazione, fatta soprattutto di interventi e testimonianze. Il programma ha dato maggiore spazio al lavoro diretto dei partecipanti, con l’obiettivo di trasformare il tema dell’innovazione da argomento di discussione a esercizio applicato alla singola realtà aziendale.
Micro e piccole imprese in primo piano
La distribuzione delle aziende partecipanti offre uno spaccato interessante del tessuto economico ticinese. Il 56% delle 66 realtà rappresentate occupa tra una e nove persone, mentre il 24% si colloca nella fascia compresa tra 10 e 49 collaboratori. Il restante 20% è formato da imprese con un organico tra 50 e 249 addetti.
La prevalenza delle realtà di dimensioni ridotte non è un elemento secondario. Per le micro e piccole imprese, infatti, affrontare percorsi strutturati di innovazione può significare confrontarsi con limiti di tempo, risorse finanziarie e personale specializzato. In questo contesto, lavorare sulle risorse già disponibili può rappresentare una strada più immediatamente percorribile rispetto alla ricerca di soluzioni completamente nuove.
Il nuovo Action Day ha provato quindi a spostare l’attenzione dalla domanda «quale tecnologia dobbiamo introdurre?» a una questione più ampia: quali possibilità di sviluppo sono già contenute nell’organizzazione e non sono ancora state sfruttate?
Il metodo LEGO® Serious Play® come strumento di lavoro
Una parte centrale della giornata è stata dedicata al workshop basato sul metodo LEGO® Serious Play®, utilizzato per portare i partecipanti a rappresentare e analizzare la propria realtà aziendale.
Il lavoro ha riguardato competenze, risorse e processi, con l’intento di far emergere elementi che possono diventare leve per nuovi percorsi di sviluppo. La scelta di un approccio esperienziale modifica anche il ruolo dei partecipanti: non più soltanto ascoltatori di casi aziendali, ma soggetti chiamati a mettere in discussione e interpretare direttamente il funzionamento della propria impresa.
Il tema è stato inserito nel più ampio concetto della cosiddetta “Terza Via dell’Innovazione”, affrontato durante la giornata da Michele Budri, Agile Coach, Trainer e consulente di Essere Agile, e Carlo Spellucci, Lead Facilitator di Rasmussen Consulting.
La discussione non si è dunque concentrata esclusivamente sulle tecnologie emergenti. Il punto di partenza è stato piuttosto il rapporto tra organizzazione, persone, competenze e capacità di adattamento.
Intelligenza artificiale e trasformazione delle competenze
Tra gli argomenti affrontati ha trovato spazio anche l’impatto dell’intelligenza artificiale sul lavoro e sulle competenze richieste alle imprese.
A portare la propria esperienza sono stati Matteo Nembri, CEO di Nembri Silk, e Christian Burkhalter, Global Head of HR / Digital HR Transformation di Casale e Presidente di AgileLAB Ticino. Due interventi con prospettive differenti, ma riconducibili a una stessa questione: l’innovazione tecnologica modifica inevitabilmente anche il modo in cui le organizzazioni utilizzano e sviluppano le competenze delle persone.
È un passaggio particolarmente rilevante per le PMI, dove l’introduzione di nuovi strumenti può incidere rapidamente sulle mansioni, sui processi interni e sulla distribuzione delle responsabilità. L’intelligenza artificiale, in questo senso, non viene considerata soltanto come una tecnologia da adottare, ma come un fattore destinato a modificare l’organizzazione del lavoro.
Sul versante delle opportunità legate all’innovazione è intervenuta anche Giorgia Pati, Innovation Manager di AITI e responsabile del nuovo servizio AITI4Innovation, portando all’incontro il punto di vista dell’associazione economica ticinese.
Un confronto che attraversa settori diversi
Un altro elemento emerso dalla composizione dei partecipanti è la varietà delle attività rappresentate. Il comparto ICT e Tech costituisce il 29% delle aziende presenti, seguito dai servizi alle imprese con il 15% e dalla manifattura e produzione con il 12%.
Accanto a questi settori figurano imprese attive nella salute e nel pharma, nel commercio e retail, nell’edilizia e impiantistica, nella logistica e nei trasporti, oltre a numerose altre attività.
Una presenza così diversificata consente di mettere a confronto problemi che, pur appartenendo a settori differenti, possono avere elementi comuni. La gestione delle competenze, l’organizzazione dei processi, la ricerca di nuovi mercati o l’utilizzo degli strumenti digitali non riguardano infatti esclusivamente le imprese tecnologiche.
Per una realtà manifatturiera e per un’azienda di servizi, ad esempio, la natura dell’innovazione può essere molto diversa, mentre il bisogno di individuare risorse inutilizzate o di rendere più efficienti determinati processi può essere analogo.
Dalla presentazione al lavoro tra imprese
Andrea Barni, Project Manager di Action Day Evolution e responsabile del settore PMI di Fondazione Agire, ha spiegato che il cambiamento di formula nasce proprio dalla volontà di superare il modello dell’evento basato prevalentemente su presentazioni e testimonianze.
«Volevamo fare un passo avanti rispetto al tradizionale evento dedicato all’innovazione», ha affermato Barni, indicando nell’interazione diretta tra partecipanti uno degli elementi centrali della nuova impostazione.
Accanto al workshop sono stati infatti organizzati tavoli di lavoro destinati a favorire il confronto tra imprese. Un’impostazione che punta a trasformare il networking da momento accessorio della manifestazione a parte integrante del percorso.
La possibilità di confrontarsi con aziende appartenenti a comparti differenti può, in questa prospettiva, diventare uno strumento per individuare approcci e soluzioni non immediatamente visibili all’interno del proprio settore.
L’innovazione come processo interno
La scelta di concentrarsi sulle risorse già presenti nelle aziende riflette anche una delle linee di intervento di Fondazione Agire. Il presidente Stefano Colombo ha sottolineato come innovare non significhi necessariamente ripartire da zero o inseguire l’ultima tecnologia disponibile.
Competenze, conoscenze e risorse accumulate nel tempo possono costituire un patrimonio sul quale costruire nuovi progetti. Per le aziende più piccole, questa impostazione può risultare particolarmente significativa, perché consente di ragionare sullo sviluppo partendo da ciò che già esiste, prima ancora di valutare nuovi investimenti.
Il ruolo di Fondazione Agire viene quindi descritto come quello di accompagnare le imprese del territorio, in collaborazione con le associazioni di categoria, offrendo strumenti e occasioni di confronto.
È un approccio che porta il tema dell’innovazione su un terreno meno astratto. Non si tratta soltanto di individuare la tecnologia più recente, ma di capire se e come un’impresa sia in grado di trasformare ciò che possiede già in una nuova opportunità.
Un appuntamento che guarda al 2027
L’edizione 2026 di Action Day Evolution si è quindi conclusa con una formula che ha privilegiato il coinvolgimento diretto rispetto alla sola trasmissione di contenuti. La partecipazione di 66 aziende, con una netta prevalenza di micro e piccole imprese, offre anche un’indicazione sulla platea alla quale iniziative di questo tipo si rivolgono.
Resta ora da verificare quanto le riflessioni e gli strumenti sperimentati durante la giornata riusciranno a tradursi in percorsi concreti all’interno delle singole aziende. È, in fondo, la misura con cui un evento dedicato all’innovazione può essere valutato oltre il numero dei partecipanti.
Il prossimo appuntamento è già stato fissato: la quinta edizione di Action Day si terrà a Lugano martedì 14 settembre 2027.



