La farmaceutica ticinese continua a consolidare il proprio ruolo tra i principali pilastri dell’economia cantonale. Numeri in crescita, investimenti consistenti e una forte presenza sui mercati internazionali delineano il quadro emerso durante l’Assemblea generale ordinaria di Farma Industria Ticino (FIT), svoltasi al LAC di Lugano.
L’incontro ha rappresentato un momento di confronto sullo stato di salute del comparto, ma anche sulle sfide che attendono un settore chiamato a confrontarsi con un contesto economico globale sempre più complesso. Dalla disponibilità di personale qualificato alle tensioni commerciali internazionali, passando per il franco forte e l’evoluzione dell’intelligenza artificiale, le imprese farmaceutiche guardano al futuro con fiducia ma anche con prudenza.
Un comparto che continua a crescere
Secondo i dati presentati da Farma Industria Ticino, l’associazione riunisce oggi 62 aziende associate, in aumento rispetto agli anni precedenti. Complessivamente il settore impiega oltre 4’100 collaboratori e genera un fatturato globale di 2,71 miliardi di franchi.
La crescita dell’occupazione rappresenta uno degli indicatori più significativi. Negli ultimi vent’anni il numero degli addetti è più che raddoppiato, raggiungendo 4’136 collaboratori equivalenti a tempo pieno, inclusi oltre 120 apprendisti. Un dato che conferma la capacità dell’industria farmaceutica di creare impieghi qualificati e di contribuire alla formazione delle future professionalità del territorio.
Anche il monte salari continua a crescere, superando i 383 milioni di franchi. Un elemento che evidenzia il peso economico del comparto non solo in termini industriali, ma anche per l’impatto diretto sul tessuto socioeconomico cantonale.
Export protagonista
La vocazione internazionale della farmaceutica ticinese resta uno degli aspetti più rilevanti. Oggi circa l’85% del fatturato viene generato all’estero, mentre soltanto il 15% deriva dal mercato svizzero.
L’Europa assorbe una parte importante della produzione, ma una quota altrettanto significativa raggiunge i mercati extraeuropei. Questa forte apertura internazionale consente alle imprese di competere su scala globale, ma allo stesso tempo le espone maggiormente alle fluttuazioni dei cambi, alle tensioni geopolitiche e alle trasformazioni degli equilibri commerciali mondiali.
La cifra d’affari industriale ha inoltre superato per la prima volta la soglia dei due miliardi di franchi, confermando il peso strategico del settore per l’economia cantonale.
Oltre 630 milioni di franchi investiti in tre anni
Tra i dati più significativi emerge quello relativo agli investimenti. Nel solo 2025 le aziende associate hanno destinato 189 milioni di franchi a nuovi progetti, portando il totale degli investimenti realizzati nel periodo 2023-2025 a oltre 630 milioni di franchi.
La quota più consistente delle risorse è stata indirizzata verso impianti produttivi, laboratori e infrastrutture industriali. Parallelamente, una parte rilevante è stata destinata alla ricerca, all’innovazione e agli studi clinici.
Le aziende del comparto continuano dunque a puntare sul rafforzamento delle proprie capacità produttive e sullo sviluppo tecnologico, elementi considerati fondamentali per mantenere elevati livelli di competitività in un mercato globale sempre più esigente.
Le difficoltà nella ricerca di personale qualificato
Accanto ai risultati positivi emergono però alcune criticità che preoccupano gli operatori del settore.
Tra queste figura la crescente difficoltà nel reperire personale specializzato. Le imprese segnalano una domanda sempre più elevata di figure tecnico-scientifiche, regolatorie e manageriali, in un mercato del lavoro caratterizzato da una forte concorrenza internazionale.
La disponibilità di competenze adeguate viene considerata uno degli elementi decisivi per sostenere la crescita futura. Per questo motivo FIT continua a investire nella formazione professionale, nella collaborazione con scuole e istituti formativi e nei programmi dedicati agli apprendisti.
Franco forte e tensioni internazionali tra i principali rischi
La survey condotta tra le aziende associate evidenzia inoltre una crescente attenzione verso i rischi geopolitici ed economici.
Tra le principali preoccupazioni figura la forza del franco svizzero, percepita come uno dei fattori più critici per un comparto che esporta gran parte della propria produzione. Un cambio sfavorevole può infatti ridurre la competitività delle imprese e comprimere i margini operativi.
Accanto alla questione valutaria si collocano l’aumento del protezionismo commerciale, l’incertezza legata all’introduzione di nuovi dazi e gli effetti indiretti dei conflitti internazionali sulle catene di approvvigionamento e sui costi logistici.
Le aziende continuano comunque a mostrare una buona capacità di adattamento, come dimostrano gli investimenti effettuati negli ultimi anni e le prospettive di sviluppo indicate dalle previsioni raccolte da FIT.
Segnali positivi per occupazione e ordinativi
Le aspettative per il prossimo biennio restano complessivamente favorevoli.
Quasi un terzo delle imprese prevede infatti un aumento degli organici, mentre oltre il 60% si attende una situazione stabile. Anche sul fronte del fatturato prevale un moderato ottimismo, accompagnato da una previsione di crescita degli ordinativi per una parte significativa delle aziende.
Si tratta di indicatori che suggeriscono una sostanziale fiducia nella capacità del comparto di continuare a svilupparsi nonostante le incertezze del contesto internazionale.
L’intelligenza artificiale entra nella farmaceutica
Uno dei momenti centrali dell’assemblea è stato dedicato al tema dell’intelligenza artificiale attraverso la tavola rotonda intitolata “L’AI non è il futuro. È adesso”.
Al dibattito hanno partecipato Andrea Barni, vicedirettore e responsabile del settore PMI della Fondazione AGIRE, Angelo Gulisano, consulente informatico e formatore certificato Microsoft, e Christian Pala, Senior NLP Engineer di Artificialy SA.
L’incontro ha approfondito le applicazioni concrete dell’intelligenza artificiale nel settore farmaceutico, evidenziando come queste tecnologie siano già impiegate nell’analisi dei dati, nello sviluppo di nuovi processi, nella gestione della qualità e nell’ottimizzazione delle attività produttive.
L’attenzione si è concentrata non soltanto sulle opportunità offerte dall’AI, ma anche sulle implicazioni etiche, organizzative e strategiche che accompagneranno la sua diffusione nei prossimi anni.
Un settore strategico per il Ticino
I dati presentati da Farma Industria Ticino confermano il ruolo centrale della farmaceutica per il Canton Ticino. Con oltre 4’100 posti di lavoro qualificati, un fatturato globale di 2,71 miliardi di franchi e investimenti superiori ai 630 milioni nell’arco di tre anni, il comparto continua a rappresentare una delle realtà industriali più dinamiche del territorio.
La sfida dei prossimi anni sarà quella di mantenere attrattiva la piazza economica ticinese, garantire l’accesso alle competenze necessarie e preservare condizioni favorevoli agli investimenti. In un contesto internazionale caratterizzato da rapidi cambiamenti, innovazione e capacità di adattamento restano gli elementi chiave per sostenere la competitività del settore.



