Kimi Antonelli si impone anche a Monaco. Quinta vittoria consecutiva — Cina, Giappone, Miami, Canada, ora il Principato — e ancora una volta il pilota Mercedes ha reso la gara più lineare di quanto fosse.

A seguirlo sul podio Lewis Hamilton, secondo con la Ferrari, poi Isack Hadjar di Red Bull, che ha colto l’occasione lasciata aperta dal ritiro di Verstappen per firmare un risultato che dice qualcosa anche sulla solidità strutturale della squadra anglo-austriaca, nonostante un pomeriggio tutt’altro che semplice.
Monaco è il circuito più corto e selettivo del calendario.
Strade strette, velocità basse, margine quasi nullo per correggere un errore — non è una pista dove si vince per caso.
Nelle prime fasi Antonelli e Hamilton si sono contesi il comando con la pazienza di chi aspetta che l’avversario commetta il passo falso decisivo.
Poi la corsa ha preso la sua fisionomia, e tutto si è trasformato a favore del giovanissimo bolognese, che ha fatto quello che fanno i campioni quando non devono più difendersi: ha dominato la gara.
Il secondo posto di Hamilton tuttavia merita più attenzione di una semplice nota di cronaca.
Non è un risultato costruito sugli errori altrui: è il frutto di una guida precisa e determinata, e di una Ferrari che finalmente sembra permettere a Hamilton di restare nel gruppo di testa per tutta la durata della gara.

A Monaco la Scuderia di Maranello è apparsa più coerente e reattiva di quanto non si vedesse da settimane.
Leclerc si è ritirato per un problema ai freni al giro 64, un finale che non si meritava su questo circuito, davanti ai tifosi della sua città.
Mercedes resta la squadra da battere. Ha interpretato meglio degli altri le novità introdotte dal regolamento 2026: sfruttamento ragionato dell’energia ibrida, stabilità in frenata, gestione delle gomme.
A confermarlo, le cinque vittorie consecutive di Antonelli.
C’è poi un dettaglio che dice molto sul valore di questo pilota: George Russell guida la stessa Mercedes — letteralmente identica — ma è Antonelli a portarla alla vittoria.

Questo particolare riassume le caratteristiche del team Mercedes nel 2026: organizzato, ambizioso, disciplinato. Non basta avere la macchina giusta; bisogna sapere cosa farsene, e Mercedes lo sa.
Il prossimo appuntamento è a Barcellona, per il GP di Spagna, domenica 14 giugno, al Circuit de Catalunya.
Sarà un test diverso da Monaco — più veloce, più tecnico, più leggibile in termini di confronto diretto tra le vetture.
Se la Ferrari conferma quello che ha mostrato nel Principato, avrà l’occasione per candidarsi come concorrente realmente temibile per le Frecce d’Argento.

Campionato mondiale piloti, la classifica
Kimi Antonelli 156
Lewis Hamilton 90
George Russell 88
Charles Leclerc 75
Campionato mondiale costruttori, la classifica
Mercedes 244
Ferrari 165
McLaren 118
Per l’immagine in copertina:
https://media.mercedesamgf1.com/marsF1/en/instance/ko/Landing-page-2026.xhtml?oid=195046174; “Wolfgang Wilhelm”



