Ivan Trezzini, Direttore di Cantine Aperte in Ticino, che a maggio costituirà una importante occasione, rivolta a decine di migliaia di visitatori, per conoscere, apprezzare e gustare il meglio della produzione enologica del CantoneIn che modo Cantine Aperte in Ticino si inserisce nella strategia di comunicazione di Ticinowine e quali obiettivi principali persegue?

«Cantine Aperte è uno dei pilastri della strategia di comunicazione di Ticinowine, perché rappresenta il momento in cui il vino ticinese smette di essere solo racconto e diventa esperienza diretta. Nella strategia 2026–2029, Ticinowine punta sempre più su emozione, esperienzialitâ, autenticità e relazione: Cantine Aperte incarna perfettamente questo approccio, mettendo in contatto il pubblico con i volti, le storie e i luoghi che stanno dietro a ogni bottiglia. Abbiamo cantine, vigneti e produttori davvero eccezionali!

Gli obiettivi principali sono tre: avvicinare il pubblico alle cantine, creando un legame personale con i produttori; rafforzare l’immagine del vino ticinese come espressione di qualità, passione e territorio, un vino fatto di valori autentici, artigianale e di grande qualità; stimolare la scoperta, intercettando sia gli appassionati sia chi si avvicina al vino per la prima volta. Locali, così come turisti.

È un evento che genera da anni grande entusiasmo, ma soprattutto costruisce valore nel lungo periodo, profilando sempre più il Ticino come meta di enoturismo e per gli appassionati di enogastronomia. È un evento che muove oltre 30’000 persone e soprattutto i giovani. Giovani che hanno un forte interesse per visite ed esperienze in cantina, per contatto diretto, convivialità ed esperienze locali».

La 26ª edizione di Cantine Aperte in Ticino si svolgerà su due weekend dedicati a Sottoceneri e Sopraceneri. Quali sono le ragioni organizzative e strategiche di questa scelta?

«Esatto, il 16-17 maggio nel Mendrisiotto e Luganese, mentre il 23-24 maggio sarà il turno delle cantine di Bellinzonese, Locarnese e delle Valli. La scelta dei due weekend nasce da una visione sia organizzativa sia strategica, ma soprattutto di permettere ai visitatori e ai turisti di poter raggiungere le oltre 60 cantine aderenti in tranquillità e su più giorni.

Permette così un’esperienza più rilassata per i visitatori e una maggiore qualità dell’accoglienza in cantina. Ma, soprattutto, è una scelta che valorizza le diverse anime del territorio vitivinicolo ticinese. Sottoceneri e Sopraceneri non sono solo aree geografiche: rappresentano paesaggi, stili e identità complementari. Dedicarvi due momenti distinti significa offrire al pubblico il tempo e lo spazio per scoprire davvero le sfumature del nostro cantone, senza fretta.

È un invito a vivere Cantine Aperte non come una corsa, ma come un viaggio. È inoltre anche un modo per offrire ai turisti due weekend all’insegna dell’enoturismo, grazie al Ticino Ticket, infatti, chi pernotta in Ticino avrà la possibilità di raggiungere le cantine con i mezzi pubblici gratuitamente».

Cantine Aperte permette al pubblico di entrare nelle cantine e conoscere da vicino produttori, vigneti e vini. Quali sono i contenuti e i messaggi principali che l’evento intende trasmettere?

«Il messaggio centrale è semplice ma potente: dietro ogni vino ticinese c’è una storia vera, ci sono le persone e la grande qualità. Cantine Aperte vuole raccontare il vino come risultato di:

  • persone appassionate,
  • un lavoro artigianale spesso invisibile,
  • un territorio e una natura ticinese che influisce profondamente sul carattere dei vini

I contenuti non sono solo degustazioni, ma dialoghi, racconti, emozioni. Il pubblico scopre come nasce un vino, cosa significa lavorare in vigna, quali scelte stanno dietro a uno stile o a un’etichetta. È un’occasione per trasmettere valori come autenticità, sostenibilità, rispetto della natura e orgoglio territoriale, in modo spontaneo e diretto».

Più in generale perché questo tradizionale appuntamento assume un importanza particolare nella promozione non solo della produzione enologica ma nella valorizzazione dell’intero territorio ticinese?

«Cantine Aperte va ben oltre il vino. È un evento di valorizzazione territoriale a 360 gradi, è un viaggio nella nostra cultura enogastronomica e nel nostro patrimonio vitivinicolo. Chi partecipa scopre paesaggi, borghi, tradizioni, gastronomia e accoglienza. Il vino diventa la chiave di accesso a un Ticino autentico, fatto di relazioni, lentezza e qualità della vita.

È un occasione di scoprire le cantine, le persone, ma anche soprattutto tutto il territorio, di scoprire borghi, valli e colline vitate che non sono sempre sui percorsi classici. È quindi una scusa per scoprire il Ticino, anche quello magari meno conosciuto ma che ha tanto da offrire sia dal punto di vista enogastronomico sia paesaggistico e naturale!

Per questo Cantine Aperte è così importante:

  • rafforza il legame tra vino e turismo,
  • stimola un’economia locale diffusa,
  • contribuisce a posizionare il Ticino come destinazione di esperienze, non solo di prodotti.
  • Stimola pernottamenti e contribuisce alla crescita di un Ticino sempre più meta di enoturismo di prima scelta, durante tutto l’anno. Sono infatti tante le persone che, scoprendo delle cantine durante l’evento e la convivialità dell’esperienza (viene solitamente condivisa con amici), poi tornano in modo mirato per attività esperienziali durante l’anno, coi loro amici, per un’uscita associativa, con i loro colleghi per un teambuilding, ecc.

È un appuntamento che unisce cultura, piacere e identità, e che ogni anno rinnova l’orgoglio di raccontare il nostro territorio attraverso ciò che lo rappresenta meglio: le persone e i loro vini».