Dottoressa Nicoletta Jaberg-Bentele, per prima cosa, vale la pena capire cos’è il laser e qual è la tecnologia soggiacente al servizio della dermatologia…

«Il laser è un dispositivo medicale che utilizza specifiche lunghezze d’onda per colpire diversi bersagli nella pelle. In parole semplici, si utilizza l’energia prodotta dal fascio di luce che viene assorbita (ad esempio nel caso delle lesioni pigmentate) dal pigmento presente nella cute. È dunque un trattamento non pericoloso, che non penetra in profondità e, in genere, non produce dolore al di là di un leggero pizzicore che si può avvertire durante la seduta.

Grazie a una tecnologia consolidata e a funzioni avanzate, il laser consente al medico di applicare svariati metodi di trattamento concepiti specificamente per le esigenze individuali di ciascuno. Possiamo inoltre affermare che il sistema Clarity da noi utilizzato produce risultati visibili già dopo i primi trattamenti: parliamo infatti di un sistema laser versatile a doppia lunghezza d’onda che permette di offrire il trattamento più adeguato alle esigenze della persona, partendo dal suo attento ascolto che permette al medico di postulare una diagnosi e alla traccia di un percorso appropriato».

Quali sono, in sintesi, le possibilità di trattamento di questa tecnologia laser sulla pelle?

«Nell’ambito delle patologie cutanee, il laser consente di trattare in modo mirato gli angiomi cutanei (dei tumori benigni causati da uno sviluppo anomalo delle cellule dei vasi sanguigni endoteliali), spider nervi (il nevo araneo è una lesione vascolare di color rosso vivo, debolmente pulsante, costituita da un’arteriola centrale con sottili proiezioni simili alle zampe di ragno) e altre alterazioni cutanee angiomatose (riguardano i vasi sanguigni e i capillari) come le teleangectasie. Questo, con il vantaggio di non intaccare le restanti sezioni della pelle non interessate.

Fra gli angiomi possiamo distinguerne una certa varietà per la quale, comunque, la prognosi è ottima proprio con la terapia laser. Ad esempio, il laser è indicato per il Venous Lake (Lago Venoso), una papula generalmente morbida che va da 0.2 a 1 centimetro di dimensione, di un colore blu scuro, che si trova comunemente sulle superfici del bordo vermiglio del labbro. Queste, sono lesioni assolutamente benigne che si verificano generalmente tra le persone anziane».

Per quanto attiene al citato ventaglio di trattamenti, il laser può venire in aiuto anche a problematiche di tipo più “estetico”?

«Dei buoni risultati si ottengono per la rosacea, piuttosto comune per la pelle, caratterizzata da una sua considerevole tendenza al rossore che interessa soprattutto la zona del viso, nello specifico le guance e il naso, fino ad estendersi alla fronte e agli zigomi. In questo caso, le lunghezze d’onda del laser Clarity penetrano in profondità nei vasi sanguigni responsabili dell’arrossamento della pelle, e la sua energia viene assorbita permettendo di rimuovere o ridurre al massimo quelli anomali.

Si possono pure trattare con successo le macchie della pelle, le cosiddette macchie dell’età, che si formano prevalentemente dopo un’esposizione solare, a causa di un accumulo di raggi UV nel corso della vita. Ad ogni modo, consigliamo però di eseguire in primis una visita dermatologica con dermatoscopio per escludere lesioni melanocitarie di origine maligna. In questo caso, con l’ausilio di una speciale tecnica, il medico eliminerà con precisione le macchie pigmentate e la pelle sarà rinnovata. Si tratta di un trattamento gradevole che garantisce una ripresa molto veloce della cute».

Quando si parla di laser e di pelle si pensa spesso all’eliminazione definitiva dei peli superflui e alla cute che si rigenera…

«Infatti, il trattamento con questo sistema permetterà di dire addio al rasoio, assicurando la rimozione dei peli più rapida ed efficace in assoluto. Le sedute per la rimozione dei peli non risultano assolutamente fastidiose: l’energia del laser viene semplicemente assorbita dalla melatonina del follicolo pilifero e distrugge così il pelo alla radice. Il laser può essere d’aiuto, in modo delicato e mininvasivo, anche per ridurre le rughe della pelle e rassodarla: parliamo sempre di metodi gradevoli che possono essere praticamente applicati su tutti i tipi di pelle e non richiedono un’ulteriore anestesia locale».

Vi sono persone che non si possono sottoporre ai trattamenti laser, e per quali ragioni?

«Le controindicazioni per le quali non ci si può sottoporre a sedute laser sono poche: non è indicato per chi soffre di epilessia; per una questione precauzionale non è adatto neppure se è in corso una gravidanza, e bisogna informare il medico sui farmaci che si assumono perché alcuni potrebbero interferire sul risultato. Bisogna sempre riservare molta attenzione all’esposizione solare: i trattamenti laser non vanno eseguiti d’estate ma preferibilmente sempre durante i mesi invernali. E, in ogni caso, bisogna evitare di esporsi al sole prima della seduta, così come per quattro settimane successive al trattamento stesso. Soprattutto in estate, per la zona cutanea trattata con il laser bisogna utilizzare una crema protettiva (con fattore di protezione + 50) per le successive 4 – 6 settimane. Inoltre, nelle prime settimane dopo la terapia con il laser bisogna evitare assolutamente l’uso di creme autoabbronzanti e solarium. Infine, bisogna assolutamente evitare di strofinare e graffiare la pelle trattata con il laser».

Possiamo affermare che il laser sia una tecnologia che non presenta particolari effetti collaterali?

«Il sistema di raffreddamento esterno del nostro laser rende il trattamento più gradevole e non abbisogna, come dicevamo, di un’ulteriore anestesia locale perché, grazie alla delicatezza dei metodi impiegati, è ben tollerabile. Infine, bisogna dire che è raro si verifichino degli arrossamenti della pelle, anche in caso di terapie combinate. Dopo il trattamento è quindi generalmente possibile curare la pelle e truccarsi come di consueto».