«Entro il 2050 la popolazione umana raggiungerà i 10 miliardi e la domanda di carne e pesce – fonti di proteine nobili – crescerà a dismisura». Così esordisce Elisa Filippi e subito si comprende, dal tono convinto dalle sue parole, che la fondatrice e CEO di TicInsect, è la vera e propria anima e il motore propulsore di una start up che ha fatto della ricerca di soluzioni per la salvaguardia dell’ambiente e il miglioramento delle condizioni di allevamento degli animali la sua irrinunciabile missione.

«La nostra è una società dello spreco e lo smaltimento dei rifiuti alimentari, oltre che un paradosso rispetto alla fame di cui soffrono ancora intere popolazioni, rappresenta un problema con cui Paesi e città sono chiamati costantemente a misurarsi. E allora perché non provare a fare degli scarti una risorsa da valorizzare all’interno di un’economia circolare?».

Con il suo carattere determinato, Elisa Filippi, di formazione ingegnere agronomo e con alle spalle una lunga esperienza nella filiera alimentare, non si è certo persa d’animo e, partendo dalla considerazione che attualmente l’acquacoltura si basa sullo sovrasfruttamento delle riserve ittiche mentre l’allevamento di bovini e avicoli sulla coltivazione della soia, si è chinata, insieme a pochi altri appassionati collaboratori, per trovare il modo di utilizzare le larve della Mosca Soldato Nera per smaltire i rifiuti organici. Si ottengono così sottoprodotti dall’alto valore aggiunto come proteine nobili, fertilizzante per l’agricoltura e olio per biocarburanti con la messa a punto di un apposito processo. I primi vengono destinati all’allevamento e come mangime per animali domestici, evitando di depredare mari e sovrasfruttare le terre arabili, il secondo all’agricoltura e il terzo come carburante alternativo a quello fossile. L’intero processo richiede minime risorse in termini di acqua, suolo, emissioni di CO2 ed è cruciale per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda ONU del 2030 a cui la Confederazione Elvetica ha aderito nel 2019.

«Il nostro sistema di bioconversione ha riscosso subito un interesse da parte di potenziali investitori e si è guadagnato la partecipazione alla prima edizione di Boldbrain Startup Challenge, dove abbiamo ottenuto il terzo premio. Ciò ci ha dato visibilità e la spinta necessaria per avviare una sperimentazione, realizzando un piccolo impianto pilota grazie al quale abbiamo acquisito uno specifico know how su tutto il processo. In questa fase iniziale è stato poi determinante l’affiancamento da parte di Fondazione Agire, che ci ha permesso di avvalerci dei vantaggi di un intero ecosistema e ci ha inseriti in una rete di contatti e investitori indispensabile per far decollare il nostro progetto».

Nel 2021, il riconoscimento Fossil-Free da parte di WWF Svizzera ha certificato l’impegno di TicInsect nell’essere parte attiva di un’economia che si basa su risorse rinnovabili: lo spreco di generi alimentari genera inutili emissioni di CO2, consumi di acqua e suolo e rifiuti organici da smaltire correttamente. Un sistema costantemente in debito, che sfrutta ogni anno più risorse di quante è in grado di rigenerarne, ha bisogno di essere riformato per essere sostenibile.

«La sfida che ci attende è quanto mai impegnativa. Dopo aver sviluppato il concetto e avviato una produzione sperimentale, dobbiamo ora passare a una industriale, anche perché il quadro normativo ora ce lo consente.  Il mercato richiede grandi quantitativi di prodotto ottenuto secondo quei principi che la natura ha spontaneamente applicato per milioni di anni: nutrire gli animali con piccoli concentrati di energia e proteine nobili come gli insetti».