Lei è molto giovane ma è già tanto attivo in Ticino. Quali sono state le tappe della sua formazione?
«In effetti sono nato nel 1989. Dopo aver concluso gli studi liceali presso l’Istituto Sant’Anna di Lugano, ho deciso di intraprendere un’esperienza universitaria a Milano presso l’Università Statale degli Studi con indirizzo Lettere Moderne. Ma durante questo percorso ho preferito interrompere i gli studi accademici per iscrivermi al Conservatorio di Scienze Audiovisive CISA, con sede a Locarno, dove mi sono diplomato come Designer visivo con approfondimento film».
Che cosa le è rimasto dell’insegnamento ricevuto presso CISA?
«È stata un’esperienza fondamentale perché mi sono trovato subito a contatto con validissimi professionisti impegnati direttamente sul campo. Ciò mi ha consentito di apprendere tutte le nozioni di base necessarie per la creazione di un prodotto audiovisivo completo, partendo dalla progettazione a livello di sceneggiatura, passando poi alla fase di ripresa sino alla post produzione finale. Inoltre, sui set dei lavori di diploma dei miei colleghi ho svolto tutti i ruoli durante le fasi di realizzazione dei cortometraggi, con un orientamento marcato al ruolo della produzione. Tutte le conoscenze acquisite durante gli anni di studi mi hanno in ogni caso permesso di svolgere varie esperienze lavorative extra scolastiche».
Dopo gli studi, il grande salto verso la libera professione…
«Attualmente sono un libero professionista che utilizza materiale professionale proprio per la realizzazione, in qualsiasi momento, di prodotti audiovisivi. L’esperienza maturata negli anni aggiunta alla praticità allenata durante la formazione mi hanno consentito di sviluppare un mio modo personale di approcciarmi al mondo delle immagini statiche ed in movimento. Stare a contatto con le persone è un lato positivo del mio lavoro, perché mi permette di apprezzare tutte le diversità che si traducono in un’esperienza che è motivo di crescita personale e professionale».
A questo proposito, qual è il suo specifico approccio al mestiere di viedomaker?
«Direi che grazie anche ad un attento modo di porre me e la macchina da presa a favore dello spettatore, ho cercato di sviluppare un particolare senso di attenzione e di cura nei dettagli, ponendo sempre come costante obiettivo la realizzazione di un prodotto di qualità che va oltre al senso stretto del concetto di bellezza, bensì di contestualizzazione e di appartenenza. Oltre al fatto basilare di raccontare per immagini, il mio scopo, e di conseguenza quello dei miei progetti, è tradurre l’aspetto visivo in sentimenti, andando oltre allo sguardo per trasmettere emozioni».
matteo.morniroli@gmail.com