Con più di 300 esposizioni all’attivo, 70 opere presenti nelle collezioni dei musei più prestigiosi del mondo, conosciuto dal grande pubblico per le sue mostre al Metropolitan Museum of Art di New York, al Guggenheim di Bilbao, al Kunstmuseum di Berlino e al Centre Pompidou di Parigi, Manolo Valdés giunge a Locarno occupando quegli spazi che hanno visto in questi anni succedersi artisti di fama internazionale quali Valerio Adami, Fernando Botero, Hans Erni, Mimmo Rotella, Javier Marín, Robert Indiana e Sandro Chia. La mostra, la prima in Svizzera, è curata da Rudy Chiappini e riunisce oltre 50 tra i lavori più significativi della lunga carriera del grande maestro, realizzati dalla metà degli anni Ottanta fino ai giorni nostri. Le suggestive sale e la corte di Casa Rusca sono animate dai dipinti e dalle sculture di eleganti figure di dame, di teste maestose dai lineamenti femminili, da statue equestri di nobildonne e cavalieri. Lo spazio esterno al Museo ospita inoltre una selezione di sculture monumentali, precedentemente protagoniste di importanti installazioni a Parigi, Valencia, Dubai e non solo. Al pubblico si offre così una panoramica sulle diverse tecniche e le multiformi sperimentazioni di questo eclettico e poliedrico artista. Il percorso artistico di Valdés inizia con la pittura e prosegue con la scultura, rendendo omaggio ai grandi maestri dell’arte come Ribera, Zurbarán, Velázquez, Rembrandt e Matisse. La personale, che proseguirà fino al 6 ottobre 2019, è un tripudio di forme esuberanti e visionarie, nelle quali la storia dell’arte viene ripercorsa e rivista acquisendo una coinvolgente attualità.  Nelle sue pitture è percepibile come la passione per l’arte lo spinga a cercare nuovi linguaggi espressivi, a testare e accostare materiali inusuali, ad adoperare, per esempio, sovrapposizioni di sacchi di juta dipinti con colori pastosi che trasformano le sue tele in oggetti materici e corposi; o ancora la sua raffinatissima sapienza tecnica capace di plasmare le materie più diverse grazie alla quale la lavorazione del legno, del prezioso alabastro e la fusione di resine e bronzo danno vita a ricercate ed eleganti sculture. La curiosità intuitiva sia tecnica sia immaginativa, il personale realismo pittorico, la struttura delle composizioni, l’interesse per l’autonomia del soggetto artistico, il ricorso a stratificazioni multidimensionali, l’accentuazione delle imperfezioni della materia, le realizzazioni in grande scala sono solo alcuni dei tratti distintivi di Valdés, che rendono il suo stile immediatamente riconoscibile.   

Manolo Valdés nasce in Spagna, a Valencia, l’8 marzo 1942. Apprendista pittore già all’età di 15 anni, nel 1957 si iscrive all’Istituto di Belle Arti di San Carlo di Valencia che, tuttavia, lascia due anni più tardi per dedicarsi interamente alla pittura. Nel 1962 partecipa all’Esposizione Nazionale di Belle Arti con l’opera Barca, nella quale sono già chiari gli elementi costanti della sua ricerca artistica: il tema figurativo e lo studio della materia. Valdés attinge dal patrimonio artistico spagnolo, in particolare da Velázquez e Picasso, e dai principali esponenti dell’informale: Manolo Millares, Antonio Saura e Antoni Tàpies. In occasione di un viaggio di studio a Parigi rimane inoltre affascinato dalla libertà creativa di Pierre Soulages e Robert Rauschenberg.  Nel 1964, dopo aver partecipato con successo al XVI Salon de la Jeune Peinture a Parigi, prende parte alla fondazione del gruppo Equipo Crónica insieme a Juan Antonio Toledo e Rafael Solbes. Toledo lascia il gruppo molto presto, mentre Valdés e Solbes continuano a lavorare insieme fino alla morte di quest’ultimo, nel 1981. Negli anni a seguire Valdés si dedica alla realizzazione di mostre personali in cui si sofferma sulla rilettura di temi artistici e storici svincolati dalle denunce politico-sociali. Riscuote un notevole successo anche nell’ambito della grafica ricevendo nel 1983 il Premio Nazionale delle Arti Plastiche. Tre anni dopo, partecipa alla Biennale del Festival Internazionale di Arti Plastiche di Baghdad dove ottiene la Medaglia d’Oro. Nel 2006, al Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía, si tiene una retrospettiva nella quale vengono riuniti i lavori dei suoi ultimi 25 anni di carriera. Da menzionare sono, inoltre, le esposizioni al National Art Museum of China di Pechino e allo State Russian Museum di San Pietroburgo; esposizioni in Musei in Argentina, Olanda e Turchia, oltre che le mostre delle sue sculture monumentali a Broadway e al Botanical Garden di New York, a Place Vendôme a Parigi e recentemente a Dubai.  Le opere di Manolo Valdés fanno parte delle più prestigiose collezioni pubbliche e private; lo si può ammirare al Metropolitan Museum of Art e al Museum of Modern Art di New York, al Musée National d’Art Moderne Centre George Pompidou di Parigi, al Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía a Madrid, alla Fundaciòn del Museo Guggenheim a Bilbao, al Kunstmuseum a Berlino, solo per citarne alcune. Attualmente Manolo Valdés vive e lavora tra Madrid e New York.

 

Pinacoteca Comunale Casa Rusca 

Piazza Sant’Antonio, 6600 Locarno

www.museocasarusca.ch