Trent’anni costituiscono un traguardo di tutto rispetto…

«In effetti siamo uno dei programmi più longevi di tutta la storia della televisione commerciale, in onda prima su RAI Uno e ITALIA Uno e poi su Retequattro. Era infatti il 1989 quando decidemmo di dare vita ad un format che ponesse al centro giovani donne impegnate e vivere e raccontare viaggi avventurosi in giro per il mondo. Un team affiatato e collaborativo, non un confronto ad eliminazione come tanti reality nati successivamente, dove le protagoniste raccontano l’ambiente, la natura, i Paesi e i popoli del mondo con uno sguardo attento ma con una visione sostanzialmente ottimista e positiva, alla ricerca della bellezza ma senza chiudere gli occhi davanti ai problemi che affliggono l’umanità».

Come avete festeggiato i vostri primi trent’anni?

«A marzo ci siamo ritrovati a La Thuile, in Valle d’Aosta, con molte partecipanti provenienti da tutta Italia e non solo. Le protagoniste delle diverse spedizioni si sono cimentate in giochi sulla neve, competizioni individuali e a squadre. Erano presenti anche partecipanti alla prima edizione di Donnavventura del 1989, superveterane e veterane».

Chi è la ragazza ideale protagonista di Donnavventura?

«È una ragazza che sogna di viaggiare, pronta a vivere in tutti i sensi un’esperienza straordinaria, che va al di là della semplice percorrenza di spazi geografici. Curiosità, preparazione fisica, ottimismo ed adattabilità sono caratteristiche fondamentali necessarie per affrontare le numerose sfide proposte dalla spedizione, sia in termini logistici che di rapporti interpersonali. L’abilità nella guida è determinante perché si percorrono migliaia di chilometri lungo piste impegnative per rispettare il programma di viaggio e ritagliare i tempi necessari per le realizzazioni fotografiche e televisive.».

E da un punto di vista della personalità e del carattere?

«Deve essere fotogenica e telegenica, piacevole e simpatica, e deve possedere una certa disinvoltura di fronte ad una telecamera. Deve poter star lontana da casa per 100 giorni senza l’angoscia di dover contattare famiglia o fidanzato (sapendo comunque di poter essere rintracciata in qualsiasi momento in caso di bisogno). Dovendo vivere a stretto contatto in un team, deve saper accettare e rispettare le regole che strutturano la vita di gruppo. Deve essere consapevole che non si tratta di una vacanza bensì di un’esperienza “lavorativa” assai particolare: quella di vivere in prima persona i retroscena di una produzione televisiva, partecipando direttamente ed attivamente a quello che sarà il prodotto finale».

Come viene costruito il programma?

«Il programma viene studiato accuratamente e deliberatamente in modo da portare le ragazze per gradi ad affrontare difficoltà e ritmi sempre più intesi, per poi ricompensarle sempre con la soddisfazione che scaturisce dal raggiungere mete straordinarie, luoghi splendidi ed incontaminati, offrendo loro l’opportunità unica e speciale di poter immortalare se stesse in un contesto fuori dall’ordinario. L’obiettivo è sempre quello di trasmettere le ricchezze acquisite durante il viaggio ad altri, tramite articoli, immagini e filmati. Quale “inviata speciale”, la nostra ragazza ideale dovrà possedere discrete doti giornalistiche ed essere quindi in grado di redigere un reportage, raccontando il viaggio nei particolari più interessanti e descrivendo le sue emozioni per trasmetterle con entusiasmo al pubblico».

Quali sono i Paesi al mondo che avete visitato?

«È più facile indicare i pochi Paesi che non abbiamo ancora percorso, tra cui la Cina e la Nuova Zelanda. Per il resto siamo stati praticamente ovunque, fino alle lande sperdute della Groenlandia. Abbiamo viaggiato utilizzando i più svariati mezzi di traporto, soggiornato in ogni genere di alloggi più o meno di fortuna. Insomma, dalla grande metropoli al villaggio più isolate dell’Africa abbiamo raccontato come la gente vive, lavora, gioisce, si diverte o si adatta alle difficoltà della vita quotidiana».

Donnavventura non è soltanto una trasmissione televisiva…

«Negli anni abbiamo creato un vero e proprio “mondo Donnavventura” dove convivono e si integrano viaggi, programmi televisivi, comunicazione, eventi, merchandising ed altro ancora. Un progetto articolato e complesso che è cresciuto negli anni, incontrando il favore del pubblico e degli sponsor che ci sostengono, grazie probabilmente all’originalità della formula adottata ma soprattutto per la sua capacità di interpretare e raccontare quello che in fondo è il sogno di ogni giovane donna: viaggiare, scoprire e raccontare il mondo e gli altri, essere libera».