Nel 2015, Fernando Bordoni ha donato al Museo un importante fondo di oltre cento opere su carta, che bene illustrano tutta la sua carriera artistica, dagli esordi – immediatamente dopo gli studi all’Accademia di Brera – fino allo sviluppo di un suo personale linguaggio geometrico. Attraverso l’opera di Bordoni, si ripercorre un frammento della storia dell’arte dagli anni 1960 al 2000: dopo una stagione informale, una serie di viaggi in Europa lo avvicina alla Pop art, e dagli esperimenti con pneumatici inchiostrati su carta negli anni 1970, nascerà un’astrazione geometrica d’impronta lirica. La mostra, dal significativo titolo “Tracce del (in)visibile”, permette non solo di seguire l’intera carriera dell’artista con opere su carta e dipinti provenienti dalle collezioni del Museo e da prestatori privati, ma offre anche un’occasione unica di immergersi nel processo creativo dell’artista con una serie di fogli di studi. Nel 1917, su iniziativa di un paio di direttori di musei, di artisti e di collezionisti privati, nasce la Società svizzera di grafica. Il suo scopo è quello di sostenere la grafica d’arte contemporanea, principalmente svizzera, con un’apertura marcata verso l’estero da metà degli anni 1980, e in particolare accompagnando artisti nella sperimentazione di nuove tecniche. La grafica d’arte si presenta oggi più vivace che mai, declinando i linguaggi e variando le tecniche; sempre di più tra la semplice lastra di metallo e il semplice cartone, i supporti si diversificano all’infinito. La mostra (“Internazionalismo e “eccezione elvetica”) offre un interessante panorama storico dell’arte svizzera degli ultimi 100 anni con incursioni di importanti nomi internazionali, da Rosemarie Trockel a Markus Schinwald.
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Ticino Welcome 60 – Issu