Fino al 2000 i capannoni industriali dello Shiffbau, a Zurigo nel distretto di Escher-Wyss, erano preposti alla fabbricazione dei battelli, i quali venivano varati nello splendido lago che porta lo stesso nome della città fulcro dell’economia svizzera. Oggi, quegli spazi un tempo dedicati alla produzione industriale, sono stati convertiti a palazzo per esposizioni e mercati di vario genere. Per il secondo anno consecutivo, grazie alla geniale intuizione di Susanne Scholl e Andreas Keller, lo Swiss Wine Tasting-Memoire e Friends s’è svolto allo Schiffbau nelle date del 26 e 27 di agosto. Edizione particolare, questa del 2018, perché si sono celebrati i primi dieci anni di quest’evento d’assoluto rilievo per l’enologia svizzera. Folta e qualificata la partecipazione alla kermesse da parte dei tanti vignaioli provenienti da tutti i cantoni, e non poteva essere che così; visto l’impegno e l’energia profusi da Susi e Andreas nel promuovere questo tipo di manifestazioni. Un pensiero va anche al resto del team composto da Hans Battig, Jasmin Schmid e Daniel Kleiner. Importante la presenza dei produttori vitivinicoli del Ticino. Hanno risposto presente all’appello, gli otto vignaioli ticinesi soci del club de “La mémoire des vins suisses”: Gialdi di Bodio e Mendrisio, Mondò di Sementina, Huber di Termine, Tenuta Castello di Vico Morcote, Zundel di Beride, Kopp von der Krone Visini di Barbengo, Agriloro di Genestrerio e Vitivinicola Trapletti di Coldrerio. Per quanto riguarda la Swiss Wine Tasting, che ha avuto luogo durante la giornata di lunedì 27 agosto nel salone più grande dello Schiffbau; agli otto precedentemente nominati, vanno aggiunte le cantine di Matasci Fratelli di Tenero, Angelo Delea di Losone, Chiodi di Ascona, Andrea e Michael Weingartner di Astano, Tenuta San Giorgio di Cassina d’Agno, Tamborini Carlo di Lamone, Cantina Pelossi di Pazzallo, Valsangiacomo di Mendrisio e Vinattieri di Ligornetto. Come tradizione vuole, i prodotti presentati da costoro erano in maggioranza ottenuti da uve merlot; alcuni di questi vinificati in bianco, dimostrando una volta di più che il Ticino è terra vocata alla coltivazione della bacca originaria della Gironda. Conviene però spezzare una lancia anche a favore di alcuni superlativi vini bianchi, presentati dalle stesse aziende, e ottenuti con grappoli di sauvignon e chardonnay. Una nota a parte per l’evento di domenica 26 agosto: Swiss Wine Vintage Award 2008-2018. Nell’occasione, tre produttori ticinesi hanno ricevuto l’ambito riconoscimento con quintessenze che hanno contribuito a scrivere la storia del vino svizzero di questi ultimi dieci anni. Come non ricordare quindi, lo chardonnay Beride Dosso di Zundel e i merlot Montagna Magica di Huber e Balin di Kopp von der Krone Visini. La coppia di vignaioli di Barbengo, s’è tolta anche la soddisfazione di ricevere il Vintage Award con lo Scala; eccellente assemblaggio di merlot, cabernet sauvignon, cabernet franc, petit verdot e malbec.


La versione completa di questo articolo la potrete trovare all’interno dell’edizione cartacea di Ticino Welcome oppure su Issu a pagina 94