Perché il respiro svolge un ruolo così importante?
«Provate ad immaginare di dover ristrutturare la propria casa, che da anni non viene sistemata e di conseguenza presenta qualche segno di cedimento, come crepe sui muri ai piani più alti, oppure delle piastrelle che si scollano al pian terreno. Alla domanda quale sarebbe la prima operazione da compiere per cominciare i lavori, molto probabilmente la prima risposta sarebbe le fondamenta: giusto, ma prima ancora bisognerebbe portare il materiale in cantiere. Quindi, per analogia, se la casa da ristrutturare è il corpo umano, abitato fin dalla nascita e che ci accompagna per tutta la vita, la prima cosa da fare è apportare più ossigeno. Pertanto lo scopo della prima seduta di Rolfing® è proprio quello di ossigenare meglio ogni parte del corpo, e questo si ottiene migliorando la respirazione».
Qual è il ruolo del Rolfer?
«Come operatore ho due funzioni fondamentali: la prima è di liberare il corpo da tensioni e accorciamenti tessutali, che più o meno inevitabilmente tutti abbiamo; la seconda è quella di guidare ad un ascolto maggiore e più consapevole del proprio corpo.
Applicando questi due principi nella prima seduta, quello che faccio inizialmente è di lavorare attivamente tutto il torace, il perimetro del diaframma nelle sue zone di ancoraggio, il cingolo scapolare e tutta la muscolatura nell’area polmonare. Tutto questo lavoro di manipolazione dei tessuti, lo realizzo attivamente con un tocco deciso e profondo, atto a liberare tutte le possibili tensioni o restrizioni che impediscono un appropriato espandersi della gabbia toracica ed un corretto movimento del diaframma.
Nella seconda fase guiderò la persona ad ascoltare il movimento del respiro all’interno del proprio corpo, sfruttando due peculiarità del nostro sistema respiratorio dette ascolto passivo e ascolto attivo».
Nello specifico, di che cosa si tratta?
«Nell’ascolto passivo si diventa spettatore di se stesso, e durante l’inspirazione si ascolta semplicemente dove si sente andare l’aria che entra nel corpo e quali sono le aree in cui la sente arrivare; mentre durante l’espirazione si sente in che modo il corpo si svuota. La semplice presa di coscienza di come si comporta l’aria entrando e uscendo dal corpo, riattiva i circuiti neurali all’interno del cervello che a loro volta vanno a stimolare tutte quelle aree che magari erano silenti fino a quel momento. A questo punto si passa all’ascolto attivo, ovvero mano a mano che io stimolerò delle aree specifiche del corpo, chiederò di portare il respiro in quelle zone in modo consapevole.
Questo è possibile proprio grazie alla peculiarità del nostro sistema respiratorio che va sia sotto il controllo del sistema inconscio che di quello conscio».
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