Durante l’evento, moderato da Elisa Alfieri, Assurance Leader, sono intervenuti anche Luca Albertoni, direttore della Camera di commercio del Canton Ticino, e Costante Ghielmetti, vicedirettore della Divisione delle contribuzioni.
Luca Albertoni ha avuto modo di analizzare l’attuale contesto economico ticinese, spiegando come il nostro Cantone sia riuscito a resistere alla crisi economica mondiale e stia, seppur con difficoltà, seguendo la via della ripresa. Dall’Inchiesta Congiunturale 2017-2018” elaborata dalla Camera di commercio del Canton Ticino emerge che le imprese ticinesi sono riuscite a mantenere stabili i livelli occupazionali e salariali, che sono propense ad effettuare investimenti facendo ricorso all’autofinanziamento e che l’andamento economico attuale e a breve termine risulta soddisfacente.
Costante Ghielmetti, tradizionale ospite degli annuali Tax Update, ha ripercorso le tappe che hanno portato al Progetto Fiscale 17. Il Vicedirettore ha auspicato che il progetto di riforma fiscale possa rappresentare un traguardo definitivo per la Svizzera, ricordando come la volontà popolare nel 2017 abbia già respinto la precedente proposta (Riforma III delle imprese). Egli ha inoltre sottolineato l’importanza di una rapida approvazione ed entrata in vigore della riforma fiscale, soprattutto di quella cantonale ticinese. La riforma fiscale cantonale si pone, infatti, l’obiettivo di migliorare l’attrattività fiscale del Canton Ticino sia nel contesto intercantonale sia in quello internazionale promuovendone l’innovazione, di mitigare il rischio di fuga dei “buoni” contribuenti e di anticipare gli interventi che si renderanno necessari nell’ambito della riforma fiscale federale. Secondo Costante Ghielmetti, ulteriori ritardi potrebbero compromettere la competitività del Cantone con rilevanti ripercussioni economiche. La riforma fiscale, ha ammesso il sig. Ghielmetti, comporterà un costo rilevante in termini di perdita di gettito fiscale per il Cantone che, tuttavia, ritiene sostenibile.
Il 29 aprile 2018, in sede di approvazione referendaria, la popolazione ticinese si è espressa favorevolmente – seppur a stretta maggioranza – in merito al progetto di riforma fiscale e sociale cantonale. L’esito positivo della votazione garantisce l’introduzione delle prime importanti misure tese a ridurre il carico fiscale ai fini delle imposte cantonali sul capitale e sulla sostanza, allo scopo di rendere il Ticino fiscalmente competitivo sia a livello intercantonale sia internazionale. Su tutti, la novella normativa recata dalla riforma in parola prevede – ai fini dell’imposta sul capitale – l’introduzione di un regime di “participation exemption” analogo a quello vigente ai fini dell’imposta sull’utile e di una deduzione commisurata all’imposta assolta sull’utile (in misura pari al 10%), nonché – ai fini dell’imposta sulla sostanza – una riduzione delle aliquote ed altre misure volte a mitigare il carico fiscale complessivo. Tali novità, la cui portata in termini di “ottimizzazione fiscale” è di difficile lettura, sono senz’altro all’avanguardia e molto interessanti. Al riguardo, occorre in effetti sottolineare come il Ticino sia uno dei primi cantoni in Svizzera ad adottare simili provvedimenti. Ne deriva quindi che un’analisi definitiva, basata su dati reali, potrà essere svolta solo dopo alcuni mesi di fisiologico “rodaggio” durante i quali si renderà necessario comprendere la corretta applicazione delle nuove disposizioni normative. Sul punto, gli operatori del settore si attendono che il Ticino possa guadagnarne in termini di maggiore competitività e attrattività, anche alla luce della prossima abolizione dei regimi fiscali privilegiati prevista per il 2020. Per quanto concerne le ulteriori misure fiscali, tra le quali ricordiamo la predetta abrogazione degli statuti fiscali speciali, l’introduzione di agevolazioni fiscali nell’ambito del cosiddetto patent box e degli investimenti in ricerca e sviluppo, esse sono contenute nel citato Progetto Fiscale 17 che verrà adottato a livello federale, presumibilmente, nel biennio 2019-2020, salvo ulteriori ritardi dovuti ad un eventuale referendum popolare.
Nel corso dell’evento di aggiornamento fiscale, la parola è poi passata a Nic Weber, specialista dell’imposta sul valore aggiunto, e a Giacomo Sartor, competente in tema di Transfer Pricing, che hanno illustrato rispettivamente le novità introdotte a partire dall’anno 2018 in materia di IVA in Svizzera e l’attuale panorama normativo e di prassi in tema di prezzi di trasferimento con cui le imprese devono confrontarsi. Entrambi i temi trattati hanno una rilevanza sia a livello federale sia internazionale. La Revisione parziale IVA 2018 si pone l’obiettivo di eliminare la distorsione concorrenziale tra gli operatori svizzeri e gli operatori esteri e prevede importanti novità e oneri per le imprese estere che operano in Svizzera. Giacomo Sartor ha invece analizzato le rilevanti conseguenze per le imprese svizzere ed estere che operano a livello globale. In particolare, si è posto l’accento sull’obbligo per i gruppi di imprese internazionali di adeguarsi agli attuali standard internazionali introdotti dall’OCSE (“Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico”) nell’ambito del Progetto BEPS (“Base erosion and profit shifting”), al fine di evitare importanti sanzioni.