Dopo la stupenda opportunità che ho avuto recentemente di godere per due giorni della guida di una Bentley Bentayga V 12, per recarmi ad una cena nell’ambito del Gourmet Festival di St. Moritz, penso che Walter Owen Bentley, lungimirante fondatore nel 1919 della storica azienda britannica di autovetture di lusso con sede a Crewe, citta della contea del Cheshire, sarebbe entusiasta delle mie entusiastiche impressioni, proprio perché ne scrivo non da tecnico, che non sono, ma da semplice utente amante delle cose belle della vita, specie quando le posso toccare con mano. Considerato il miglior SUV al mondo, la Bentley Bentayga, soddisfa pienamente le aspettative, che nell’immaginario di chi la prova per la prima volta, sono piuttosto elevate. Anche solo entrare nell’abitacolo senti che sei in un’auto che appartiene a un’altra dimensione, quella di un lusso di classe dove nessun particolare è lasciato al caso. Ci si accorge subito della fattura artigianale, manuale, di cui gli inglesi sono maestri, poiché sanno trasformare i pregiati e naturali materiali grezzi in raffinati capolavori: dalle rifiniture in pelle a quelle in legno pregiato, dalle cuciture eseguite a mano al “sound” avvolgente dell’impianto audio, per non parlare delle prestazioni su strada con un’accelerazione da 0 a 100 Km/h in 4,1 secondi ed una velocità massima fino a 300 km/h. Da un cosiddetto SUV ti aspetteresti delle prestazioni un tantino flemmatiche, da orso polare, invece ci si sente in groppa ad un toro che dai suoi 5998 cm3 di cilindrata eroga una potenza di 608 CV, con 900 Nm di coppia massima, ciò che fa scattare quest’opera d’arte tecnologica e di comfort, direi quasi decollare come un razzo, anche a pieno carico e in salita. La prova del nove l’ho fatta sui tornanti del Maloja superando in un battito di ciglia il camion spargi-sale, insomma mi sono sentito sicuro e ancor più affascinato, proprio come quando hai la ventura di sedurre al primo approccio una gran signora, elegante, dalla bellezza classica, di mezza età e con una notevole maturità d’alcova. Una signora le cui eccellenti prestazioni sono indipendenti dal fatto che ti trovi sulle nevi di St. Moritz o sulle sabbie del deserto di Rub’ al Khali, anche se, bisogna pur dirlo, non è sempre facile sfruttare tutte le potenzialità che offre un’auto dalle prestazioni eccezionali come la Bentayga, su strade dissestate, con traffico caotico, tra numerosi limiti di velocità ecc. Ugualmente però, i sapori della guida, stando seduti sulle poltrone di questo “salotto”, sono impareggiabili e avresti voglia di continuare il viaggio all’infinito per scoprire con occhi nuovi tutto ciò che può offrire un’auto che forse è improprio definire SUV, poiché semplicemente, si fa per dire, è una Bentley.